Film al cinema

Quali film andare a vedere al cinema? Te lo consiglia Nanopress.it: trame, trailer, recensioni dei film in uscita

Cafè Society, Woody Allen torna al cinema con qualcosa di già visto

Cafè Society, Woody Allen torna al cinema con qualcosa di già visto
da in Cinema, Film al cinema, News Spettacoli, Prodotti Spettacoli, Spettacoli, Woody Allen
Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    Cafè Society, il trailer ufficiale

    Woody Allen si ama o si odia, senza vie di mezzo. L’umorismo caustico e cinico, le storie malinconiche e autoreferenziali, le tematiche ricorrenti e i personaggi sempre simili a se stessi… L’amore e le donne, New York e il jazz, il cinema e la musica… O si ama o si odia, ma non gli si può negare l’incredibile costanza con cui scrive, dirige e produce i suoi film. Uno all’anno, senza interruzioni dagli anni ottanta a oggi. Cafè Society è l’ultima delle sue creature, che ci riporta su strade già percorse: la musica e il cinema, New York e il jazz, l’amore e le donne… Woody Allen parla di se stesso e delle sue memorie, travestite da racconto di invenzione, trascinandoci in un altro viaggio negli anni Trenta e in un altro amore impossibile tra un uomo insicuro e una donna irraggiungibile. O si ama, o si odia.

    Eccoci nella New York degli anni Trenta, la città più viva e vitale del mondo. Eppure, il giovane Bobby lascia la sua amata città per cercare fortuna a Los Angeles, deciso a farsi dare un lavoro dallo zio Phil, che gestisce un’agenzia artistica a stretto contatto con il mondo del cinema. Bobby, perso in un mondo che non gli appartiene, trova un approdo sicuro nell’amore per Vonnie, segretaria (e amante) dello zio: peccato che Vonnie non ricambi le sue attenzioni, almeno in un primo tempo. Il tira e molla tra i due prosegue finché Bobby non rientra nella sua New York, dove col tempo riesce a farsi un nome come manager di un circolo elegante e molto esclusivo. E quando Bobby sembra aver ritrovato un proprio equilibrio, l’amata Vonnie bussa di nuovo alla sua porta.

    Cast artistico:

    Jesse Eisenberg: Bobby Dorfman
    Tra i protagonisti di To Rome with Love (uno dei passi falsi di Woody Allen), Eisenberg ha interpretato Mark Zuckerberg in The Social Network e lo psicopatico Lex Luthor nel recente Batman V Superman.

    Kristen Stewart: Vonnie Sybil
    Dopo il successo ottenuto con la saga di Twilight, Kristen Stewart sta cercando di costruirsi una carriera più impegnata e meno vampiresca, partecipando a film molto diversi tra loro e molto meno “facili” dal punto di vista commerciale.

    Steve Carell: Phil
    Carell aveva già incrociato la strada di Woody Allen in Melinda e Melinda. Molto richiesto per il suo talento comico, è sempre bravissimo anche in ruoli drammatici, come in Little Miss Sunshine e in Foxcatcher.

    Blake Lively: Veronica Hayes
    La Lively è nota per la serie Gossip Girl, ma la sua carriera cinematografica si sta facendo sempre più corposa.

    Parker Posey: Rad
    La Posey era anche nel precedente film di Woody Allen, Irrational Man.

    Corey Stoll: Ben Dorfman
    Stoll è già stato diretto da Woody Allen in Midnight in Paris.

    Jeannie Berlin: Rose

    Ken Stott: Marty Dorfman

    Cast tecnico:

    Regia e sceneggiatura: Woody Allen
    C’è chi lo ama e chi non lo sopporta: di certo, però, non ha bisogno di presentazioni. Quattro Oscar vinti, di cui tre per la Miglior Sceneggiatura Originale. Una filmografia impressionante che conta almeno un film all’anno negli ultimi trent’anni, e un ritmo leggermente più lento nei vent’anni precedenti.

    Fotografia: Vittorio Storaro
    “Maestro della luce” italiano, alla prima collaborazione con il regista newyorkese. Tre Oscar in bacheca, oltre a diversi altri premi nazionali e internazionali. Ha lavorato al fianco di molti grandi registi, tra cui Bernardo Bertolucci e Francis Ford Coppola.

    Scenografia: Santo Loquasto
    Storico collaboratore di Woody Allen, ha ricevuto tre candidature agli Oscar senza mai aggiudicarsi l’ambita statuetta.

    Café Society sa di già visto prima ancora di vederlo davvero. Di nuovo gli anni Trenta, di nuovo il jazz a fare da colonna sonora e l’ambiente del cinema a fare da sfondo. Ancora una storia d’amore irrealizzabile, ancora la nostalgia per il tempo che fu, ancora un insieme di storie e personaggi uniti tra loro solo per via (quasi) accidentale. Woody Allen non è al suo meglio, ma è esattamente lì dove pensavamo di trovarlo, occupato a raccontare se stesso e i suoi ricordi, mascherandoli dietro un racconto di finzione semplice e poco interessante. Il film è zeppo di riferimenti e citazioni, legati sia alla storia del cinema che alla storia personale del regista, e lo stesso Jesse Eisenberg, nei panni del timido protagonista, sembra più impegnato a imitare Woody Allen che a interpretare il suo personaggio. Si ride poco e amaramente, e nel complesso si ha l’impressione di un film godibile, ma per nulla originale: se è Woody Allen quello che cercate, qui ne troverete una versione un po’ spenta.

    879