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Ben-hur, un inutile remake del kolossal con Charlton Heston

Ben-hur, un inutile remake del kolossal con Charlton Heston
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 02/12/2016 07:17

    Ben-hur, già dal trailer si vedono i molti effetti speciali

    È il 1880, quando Lew Wallace pubblica il suo più celebre romanzo storico, Ben-Hur: A Tale of the Christ. Il cinema ama Ben-Hur fin da subito, e tra un’epoca e l’altra c’è sempre un Ben-Hur che spunta da qualche parte. C’è il Ben-Hur appartenente agli albori del cinema (1907). C’è il Ben-Hur diretto da Fred Niblo (1926), un classico dell’epoca del muto. C’è il Ben-Hur di William Wyler con Charlton Heston (1959), kolossal prodotto dalla Hollywood degli anni d’oro. C’è ovviamente un Ben-Hur miniserie TV (2010), e non poteva mancare un Ben-Hur formato blockbuster del ventunesimo secolo. Ed ecco che il kazako Timur Bekmambetov viene chiamato al timone dell’ennesimo adattamento del romanzo di Wallace, che prometteva di battere i film precedenti per ritmo, spettacolo e profondità dei personaggi. Promessa mantenuta?

    La storia del nobile Ben-Hur si intreccia a quella di Gesù di Nazareth e ha come sfondo la Gerusalemme del I secolo. Mentre crescono le tensioni tra i giudei conquistati e i romani conquistatori, il giudeo Ben-Hur e il romano Messala continuano a essere uniti da fraterna amicizia. Messala chiede a Ben-Hur di agire come spia per conto dei romani, ma Ben-Hur rifiuta: viene dunque accusato ingiustamente di aver attentato alla vita del governatore, viene imprigionato e fatto schiavo. Incatenato ai remi di una galea da guerra, Ben-Hur riesce a liberarsi, viene accolto dallo sceicco Ilderim e pianifica la sua vendetta. L’occasione giusta si presenta presto: Ben-Hur sfida Messala in un’epica e sanguinosa corsa di quadrighe, dalla quale solo uno dei due potrà uscire vincitore.

    Cast artistico:

    Jack Huston: Ben-Hur
    È stato Richard Harrow nella serie TV Boardwalk Empire, ma ha anche impersonato Jack Kerouac in Kill your Darlings.

    Toby Kebbell: Messala
    Kebbell sembra trovarsi a suo agio nei film epici in costume: era nell’Alexander di Oliver Stone, in Prince of Persia e nella Furia dei Titani, nonché nel fantasy Warcraft – L’inizio, sotto le mentite spoglie di un grosso guerriero orco.

    Morgan Freeman: lo sceicco Ilderim
    Morgan Freeman, premio Oscar nel 2005 per Million Dollar Baby, è ormai abbonato al ruoli del mentore più o meno saggio dell’eroe di turno. Qualche esempio? Glory, Robin Hood – Principe dei ladri, Seven, Una settimana da Dio… E i tre Batman di Christopher Nolan, in cui interpretava il saggio Lucius Fox.

    Rodrigo Santoro: Gesù
    Si stenta a riconoscerlo, se si pensa che Santoro fu il depilatissimo re Serse nei due 300

    Nazanin Boniadi: Esther

    Ayelet Zurer: Naomi

    Cast tecnico:

    Regia: Timur Bekmambetov
    Kazako prestato a Hollywood, ha anche diretto l’action Wanted – Scegli il tuo destino, e l’improbabile La leggenda del cacciatore di vampiri, in cui il cacciatore di vampiri del titolo era nientemeno che il presidente Lincoln.

    Sceneggiatura: Keith R. Clarke, John Ridley

    Colonna sonora: Marco Beltrami
    Statunitense di origini italiane, esperto compositore di colonne sonore epiche e adrenaliniche: sue, ad esempio, le musiche di Quel treno per Yuma e The Hurt Locker, entrambe nominate agli Oscar.

    In un certo senso, questo Ben-Hur non è stata una delusione: ci aspettavamo un pessimo film, e un pessimo film abbiamo avuto… Nessuna aspettativa è stata delusa, insomma, anche se esisteva la remota possibilità di godersi un paio di buone scena d’azione. Niente, nemmeno quelle: il Ben-Hur del 2016 è uno dei remake peggiori dell’anno, in un’annata in cui i pessimi remake sono fioccati più del solito. La storia non decolla mai, compressa e concentrata in pochi eventi che dovrebbero essere significativi ma che invece non lo sono. I personaggi sono piatti e banali, interpretati da un cast non all’altezza. La messa in scena non è per niente spettacolare come dovrebbe essere, e gli effetti visivi sono a malapena accettabili. La ricostruzione storica è più superficiale e hollywoodiana che mai, e persino Morgan Freeman risulta insopportabile. E la corsa dei carri? Chiamata fin dall’inizio, attesa per un’ora e mezza, buttata nella polvere in dieci minuti. Ben-Hur: un film di cui avremmo fatto volentieri a meno.

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