Lucio Battisti, le canzoni più belle

Lucio Battisti, le canzoni più belle

Il cantautore ci ha lasciato il 9 settembre 1998

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    Dopo 18 anni senza Lucio Battisti, le canzoni più belle del celebre cantautore nato a Poggio Bustone sono un’ottima medicina per tutti coloro rimasti orfani della sua voce e del suo carisma, nonostante gli ultimi vent’anni della sua vita Lucio li abbia trascorsi lontano dalle scene, rendendo in qualche maniera meno traumatico il definitivo distacco. Considerato, a ragione, uno dei più grandi e influenti personaggi della musica leggera italiana, Lucio Battisti ha segnato non solo la sua epoca, contraddistinta prima dal sodalizio artistico con Mogol e successivamente dalla fase sperimentale in collaborazione con il poeta Pasquale Panella, ma pure quelle successive, risultando tutt’ora un artista molto popolare anche tra le generazioni più giovani.

    Vediamo adesso quelle che secondo noi sono le 10 canzoni più belle i Lucio Battisti.

    Scritta da Mogol/Battisti nel 1971, La Canzone del Sole non fa parte di nessun album. Per la sua semplicità di esecuzione, il brano viene spesso utilizzato come base per i neofiti nello studio della chitarra. Mogol ha raccontato che l’ispirazione per il testo gli venne ripensando a una vacanza estiva trascorsa da bambino a Silvi Marina, dove conobbe un’amica di nome Titty.

    Gran successo del 1972 di Lucio Battisti, ‘Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…‘ fa parte dell’album Il Mio Canto Libero. Il testo del brano, scritto da Mogol, parla dell’esitazione di un uomo di fronte a una nuova storia d’amore.

    Naturalmente anche il brano Il Mio Canto Libero è inserito nell’album omonimo pubblicato nel ’72. Considerato un grande classico della musica leggera italiana, prende spunto da un episodio della vita di Mogol (il testo è infatti autobiografico): il paroliere lo scrisse infatti dopo la separazione dalla moglie e l’incontro con la nuova compagna Gabriella Marazzi.

    Con il Nastro Rosa fa parte dell’album Una Giornata Uggiosa del 1980 ed è anche il lato B dell’omonimo 45 giri. Il brano, però, superò ben presto come notorietà l’altra canzone, imponendosi come l’ultimo grande evergreen di Lucio, oltre che ultimo successo del sodalizio Mogol/Battisti. La frase nel ritornello ‘lo scopriremo solo vivendo’ è ormai diventato un tradizionale ‘modo di dire’ della lingua italiana.

    Altro capolavoro del duo Mogol/Battisti, I Giardini di Marzo fa parte dell’album Umanamente Uomo: il Sogno (1972). Nel testo autobiografico Mogol parla degli anni della sua infanzia nel dopoguerra, tra povertà e difficoltà familiari ed esistenziali.

    Inserito nell’omonimo album del 1979, E Penso a Te è una sorta di pensiero nostalgico verso una donna misteriosa. Scritto da Mogol/Battisti, il brano venne inizialmente cantato da Bruno Lauzi prima che Lucio se ne ‘rimpossessasse’.

    Brano uscito nel 1969 come semplice 45 giri (il lato B era 7 e 40) e solo successivamente inserito nella tracklist dell’album Emozioni (1970). Buona parte della melodia di Mi Ritorni in Mente deriva da una vecchia canzone composta qualche anno prima con Roberto Matano, dal titolo Non Chiederò la Carità, a cui Mogol scrisse un nuovo testo.

    Amarsi un Po’, scritta da Mogol/Battisti, è una canzone del 1977 e fa parte dell’album Io Tu Noi Tutti. Esiste anche una versione in inglese intitolata To Feel in Love, incisa per il mercato statunitense. Il lato B del singolo è l’altrettanto celebre Sì Viaggiare.

    Nel 1973 Lucio Battisti pubblica l’album La Collina dei Ciliegi che comprende l’omonimo singolo. Il brano è la storia di due innamorati, nella quale lui invita lei a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti.

    Chiudiamo la nostra lista delle canzoni più belle di Lucio Battisti (ma potevamo inserirne altre 100) con la famosissima Una Donna per Amico del 1978, tratta dall’album omonimo. Il testo della canzone, scritto ovviamente da Mogol, è dedicato a un’amica dell’autore di nome Adriana.

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