Codacons contro la Rai per i compensi d’oro

Codacons contro la Rai per i compensi d’oro

Un esposto per verificare i danni erariali ai cittadini e il tetto massimo delle retribuzioni.

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    Codacons contro la Rai per i compensi d’oro

    Il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto alla Corte dei Conti, la magistratura contabile italiana, per chiarire al meglio da dove provengano i soldi che nutrono le casse di Viale Mazzini e i compensi d’oro di giornalisti, direttori di rete e altre figure apicali della Rai. Stando alle parole del presidente del Codacons Carlo Rienzi, dovrà anche essere verificato il possibile danno erariale ai consumatori, visto che una parte degli introiti della Rai arriva comunque dal pagamento del canone con i soldi dei cittadini. L’esposto del Codacons alla Corte dei Conti è stato annunciato dopo le dichiarazioni sul piano trasparenza della Rai del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e del presidente Monica Maggioni.

    LEGGI: ONLINE GLI STIPENDI DEI DIRIGENTI RAI

    A far partire l’esposto del Codacons alla Corte dei Conti dopo le anticipazioni sugli stipendi dei dirigenti Rai del 2016, svelate dai media ben prima dell’effettiva pubblicazione online prevista per il 25 luglio 2016, è stato il presidente dell’associazione della difesa dei diritti dei consumatori Carlo Rienzi in un comunicato sul sito ufficiale: ‘Presentiamo oggi stesso un esposto alla Corte dei Conti, affinché acquisisca i dati sui compensi di direttori, manager e giornalisti Rai, e verifichi la congruità degli stessi con particolare riferimento ai soggetti che nell’azienda non svolgono alcuna funzione pur percependo regolare stipendio’ ha scritto nel comunicato il presidente Rienzi.

    Il riferimento è chiaro: stando a quanto anticipato dai media, ci sarebbero numerosi giornalisti e dirigenti Rai definiti ‘parcheggiati‘, ovvero sul libro paga dell’azienda di Viale Mazzini pur senza essere dei lavoratori attivi da diverso tempo: tra di loro figurano nomi di spicco come l’ex volto del Tg2 Carmen Lasorella, il notista politico ed ex deputato Francesco Pionati e la ex direttrice generale Lorenza Lei, che ha in corso anche una causa legale con la stessa Rai. Molti dei ‘parcheggiati‘ percepirebbero dalla Rai stipendi d’oro oltre i 200mila euro lordi annui, e questo è per il presidente del Codacons Carlo Rienzi una vergogna nazionale: ‘Secondo quanto riportato in queste ore dai mass media, una folta schiera di giornalisti e manager della rete percepirebbe stipendi tra i 205 e i 240mila euro annui senza ricoprire alcun incarico: in buona sostanza vengono pagati per non lavorare’ ha spiegato in parole povere il presidente Rienzi.

    La richiesta contenuta nell’esposto del Codacons alla Corte dei Conti per quanto riguarda gli stipendi dei dirigenti Rai è molto diretta: oltre a richiedere il dettaglio dei dati dei compensi dei direttori, manager e giornalisti della Rai, il Codacons vuole verificare se ci siano gli estremi per il danno erariale nei confronti dei cittadini, che proprio in questi giorni stanno pagando il canone 2016 nella bolletta dell’elettricità, per la prima volta nella storia della televisione italiana.

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    Carlo Rienzi ci ha tenuto a precisare che nell’esposto del Codacons c’è anche la richiesta di ‘trasmettere alla Procura della Repubblica gli atti governativi che autorizzano il superamento dei tetti massimi ai cachet previsti dalla legge’: il celeberrimo tetto dello stipendio di 240mila euro massimi a dirigente, infatti, fu introdotto dall’ex dg della Rai Luigi Gubitosi nei primi tempi di austerity di Casa Rai. Ma il limite massimo da dare agli stipendi non vale per le aziende quotate e per chi emette sul mercato titoli di debito, quindi questo tetto è durato il tempo di emissione di un titolo di debito per raggirare la norma, già utilizzato come espediente da numerose aziende pubbliche prima della stessa Rai.

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