Maria Grazia Cucinotta rifiutata in Cina per mancanza di visto

Maria Grazia Cucinotta rifiutata in Cina per mancanza di visto

L'attrice viaggiava con la delegazione del Ministero dei Beni Culturali per l'inaugurazione del nuovo volo Roma-Pechino operato da Alitalia.

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    Brutta avventura burocratica per Maria Grazia Cucinotta, rifiutata in Cina per mancanza di visto valido sul suo passaporto: l’attrice siciliana, da tempo impegnata a tessere rapporti imprenditoriali con il paese del Dragone, era ospite della delegazione del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo guidato da Dario Franceschini per l’inaugurazione del primo volo Alitalia tra Roma e Pechino dopo il recente restyling delle divise. Messa da parte la cerimonia del taglio del nastro a Fiumicino, la delegazione con Maria Grazia Cucinotta ha volato fino alla capitale cinese, ma una volta atterrati sono cominciati i problemi di permanenza dell’attrice, che non aveva un visto valido sul suo passaporto.

    Maria Grazia Cucinotta è stata rifiutata in Cina per mancanza di visto valido sul territorio del paese asiatico, ma a quanto pare il pasticcio burocratico non è stato causato da una scarsa attenzione dell’attrice, bensì da un problema di date che al check di Roma non sono state debitamente controllate: l’attrice messinese, impegnata in diversi progetti di recitazione e produzione proprio con la Cina, ha confessato a diversi giornali di avere un visto permanente per l’ingresso in Cina. La burocrazia cinese è molto fiscale e inflessibile, e Maria Grazia Cucinotta dovrebbe saperlo: a differenza di lei, però, sono stati i suoi collaboratori a fidarsi troppo di ciò che c’era scritto sul passaporto.

    Stando a ciò che è stato riportato sullo spiacevole disguido burocratico occorso alla Cucinotta, l’attrice ha passato ore e ore nel posto di polizia della dogana cinese, nonostante gli sforzi della delegazione e del Ministero, oltre che dei manager Alitalia, per permetterle di restare in Cina e partecipare alle cerimonie celebrative di questo primo volo diretto Roma-Pechino fresco di inaugurazione. A nulla sono servite le attenzioni diplomatiche: Maria Grazia Cucinotta è stata rispedita a casa, e bollata come inadmissible passenger (passeggero non ammesso). Altre versioni sostengono che invece l’attrice abbia deciso di ripartire subito per risolvere più velocemente la questione, sobbarcandosi altre dieci ore di volo per rientrare nella Capitale italiana.

    Un bel giro di fusi orari e continenti per Maria Grazia Cucinotta, partita da Roma lunedì 18 alle 14.30 e arrivata a Pechino alle 6.20 del giorno dopo; per l’attrice siciliana la ripartenza forzata, a quanto pare in classe economica (ma qualcun altro sostiene che almeno le abbiano riservato la business), è avvenuta dopo tre ore di controlli e rimpalli, alle 9.30 locali, con il rientro definitivo a Roma martedì alle 14.25. Un totale massacrante di venti ore di volo in ventiquattro ore.

    Maria Grazia Cucinotta ha optato comunque per un basso profilo nel commentare la vicenda del suo respingimento in Cina: ‘Nessun problema, era già previsto che rientrassi subito perché sto girando un film e non potevo bloccare il set e poi dovevo raggiungere i miei in vacanza’ ha dichiarato l’attrice, per poi aggiungere piccata che, nonostante la bella opportunità aperta tra Italia e Cina con il volo diretto e un nuovo desk sul cinema che porterà la cultura italiana nel paese del Dragone, favorendo gli scambi culturali, ‘l’unica cosa che esce fuori è la notizia del mio visto’ ha dichiarato la Cucinotta. ‘Lavoro in Cina da 10 anni e non ho mai avuto problemi’ ha concluso l’attrice per concludere il racconto della sua spiacevole disavventura.

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