Pippo Baudo compie 80 anni: 10 motivi per cui ha cambiato la televisione

Pippo Baudo compie 80 anni: 10 motivi per cui ha cambiato la televisione
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 01/12/2016 07:17

    Pippo Baudo compie 80 anni

    Pippo Baudo compie 80 anni. Lo storico presentatore che ha cambiato la televisione italiana sotto molti aspetti è infatti nato il 7 giugno 1936 e festeggia non solo gli ottanta anni di vita, ma più di cinquant’anni di carriera che ha indubbiamente formato la tv come la conosciamo oggi. Pippo Baudo ha attraversato tutta la storia della televisione imprimendole i suoi numerosi marchi di fabbrica, dalla capacità infinita di scovare talenti e lanciarli verso una carriera solida, fino a quei difetti, come l’eccessiva lunghezza delle sue trasmissioni e la voglia di voler accentrare tante ‘cariche’ (tipo condurre un tg), che hanno penalizzato e contemporaneamente esaltato il suo personaggio televisivo. Ecco i 10 motivi per cui Pippo Baudo ha cambiato la televisione italiana.

    Pippo Baudo da giovane

    Pippo Baudo nasce come Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo a Militello in Val di Catania, il 7 giugno 1936. Al mondo dello spettacolo approda da giovane, in teatro, dove si esibisce durante gli intervalli delle pièces intrattenendo il pubblico e suonando il pianoforte, passione che non abbandonerà mai (comporrà anche un brano, ‘Donna Rosa’, spesso eseguito durante le trasmissioni tv). Diplomato al liceo classico, si laurea in Giurisprudenza ma non eserciterà mai la professione, optando subito per il mondo della tv: il suo debutto televisivo avviene nel 1959 nel programma ‘La Conchiglia D’Oro’, condotto da Enzo Tortora.

    Pippo Baudo Rai

    Alla Rai Pippo Baudo deve molto, e altrettanto la Rai deve al conduttore siciliano: sono cresciuti e cambiati insieme, nel bene e nel male. Tra i motivi per cui Pippo Baudo ha cambiato la televisione italiana c’è indubbiamente il suo lunghissimo, a volte burrascoso e prolifico, rapporto con Viale Mazzini, che gli ha dato la possibilità di sperimentare e poi fissare il genere del varietà, a lui molto congeniale. In Rai Pippo Baudo ha avuto i suoi momenti migliori di spettacolo, e ha esaltato le sue capacità di stare in video.

    Pippo Baudo

    Su Pippo Baudo scopritore di talenti sorsero persino delle imitazioni, delle quali la più celebre rimane quella di Gianfranco D’Angelo al ‘Drive In’ con il tormentone ‘L’ho inventato io’ col quale ci si riferiva a qualche volto nuovo -e non solo- della televisione o a qualcosa di straordinario e di successo. Ma Pippo Baudo talent scout lo è stato davvero: showgirl come Heather Parisi, Alessandra Martines e naturalmente la sua sodale di sempre, Lorella Cuccarini, sono state lanciate come ballerine e vallette proprio nelle trasmissioni condotte da Baudo.

    Pippo Baudo

    Pippo Baudo ha legato il suo nome anche ad alcuni episodi che hanno segnato la storia della tv italiana, specialmente dal punto di vista sanremese: nel 1968 tolse di bocca la tromba a Louis Armstrong che sul palco dell’Ariston si stava lanciando in un bis, vietato dal regolamento della gara. Nel 1995, invece, qualche minuto prima dell’inizio del Festival, un uomo minacciò di suicidarsi buttandosi dal loggione del teatro e Pippo Baudo salì fin lassù per salvarlo. Si è molto discusso della possibile messinscena a favor di telecamere di Sanremo, ma Pippo Baudo ha sempre sostenuto la veridicità del fatto.

    Pippo Baudo e Piersilvio Berlusconi

    La grande stagione dell’alternanza di conduttori storici tra Rai e Fininvest (allora era ancora tale) vide in Pippo Baudo uno dei primi a tentare la via del Biscione: nel 1987 firmò il passaggio alla tv privata con un contratto milionario da presentatore e direttore artistico di una nuova trasmissione, che rescisse poi con due anni di anticipo per tornare in Rai perché, stando alle sue dichiarazioni, non era gradito ad altri volti noti di Fininvest (tra i quali Corrado e Antonio Ricci). Dopo altri dieci anni in Rai ritornerà alla tv privata per poi lasciarla nuovamente, in piena crisi professionale sul finire degli anni Novanta.

    Baudo ospite Sanremo

    Nel corso dei suoi 80 anni di vita, Pippo Baudo ha presentato il Festival di Sanremo per 13 volte, stabilendo il record assoluto di conduzioni e direzione artistica del festival della canzone italiana. Non solo, ne ha praticamente imposto e fissato e canoni principali, nel bene e nel male: dalle lunghissime dirette-fiume degli anni Ottanta al posto delle precedenti edizioni, brevi e registrate, fino alla presenza numerosa degli ospiti stranieri, le due vallette (una mora e una bionda), lo spezzettamento in più serate e una qual certa solennità.

    Pippo Baudo Carlo Conti baudismo

    Per il suo stile nel presentare i programmi, eclettico ma accentratore, definito da uno dei Presidenti della Rai Enrico Manca ‘nazionalpopolare e non lo si prenda come un complimento’, Pippo Baudo ha addirittura meritato un neologismo nell’enciclopedia Treccani: si tratta di ‘baudismo’, quasi una filosofia di conduzione che sottolinea il ruolo centrale del conduttore e la sua capacità di attrarre le masse della tv generalista senza mai scadere nel becero gratuito. In una parola, puro Pippo Baudo. Tra i vari ‘eredi’ che sono stati a volte tacciati di baudismo si annoverano Paolo Bonolis, Fiorello e Carlo Conti.

    Baudo Ricciarelli

    Nei motivi per cui ha cambiato la tv e ha avuto il successo che sotto molti aspetti ha meritato, Pippo Baudo ha indubbiamente avuto la bravura di mantenere quasi sempre separate la vita privata e quella pubblica: la privacy per lui è stata fondamentale, ma quelli del suo debutto erano anche tempi diversi. Solo verso la maturità artistica ha dovuto ammettere di avere avuto un figlio nel 1962, Alessandro, poi riconosciuto dopo una controversia legale; la secondogenita Tiziana, che poi è diventata la sua segretaria e assistente, è nata invece nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi presto naufragato. Tra le donne della sua vita, oltre alla prima moglie, ci sono state Alida Chelli e la seconda moglie Katia Ricciarelli, dalla quale ha divorziato con clamore nel 2007.

    Baudo Fiorello

    Tra le innumerevoli apparizioni televisive di Pippo Baudo, va segnalata quella che lo vide interpretare il padre di Lucia Mondella, ‘Pennellone’, nella versione satirica de ‘I promessi sposi’ realizzata dal Trio di Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez per la Rai. Anche il suo senso dell’umorismo, a volte esagerato, lo ha portato al successo nella cultura popolare: in primis come bersaglio delle battute di Fiorello in varie ospitate televisive, ma basti pensare all’esibizione del celebre annuncio mortuario finto, diffuso prima del Festival di Sanremo del 1996, e portato da Pippo Baudo direttamente sul palco dell’Ariston per mostrare che non fosse vero.

    Se dobbiamo trovare un altro motivo per cui Pippo Baudo ha cambiato la televisione italiana, bisogna riconoscergli il merito di aver inventato uno stile di conduzione personale che lo ha differenziato dai colleghi dell’epoca, ognuno col proprio modo di presentare, ma tutti accomunati da garbo e cultura. Assieme a Corrado, Mike Bongiorno (al cui funerale Baudo portò la bara), Raimondo Vianello (tra i suoi maggiori sostenitori assieme a Sandra Mondaini), Pippo Baudo ha segnato senza alcun dubbio l’intera storia della tv del nostro paese. D’altronde dopo Piero Angela (che è in tv dal 1952), Pippo è il secondo presentatore televisivo italiano con la carriera più longeva (attualmente 57 anni), seguito dall’amico Mike che ha lavorato in tv per 55 anni e 8 mesi.

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