Tutti i film di Pedro Almodovar, da Matador a Julieta

Tutti i film di Pedro Almodovar, da Matador a Julieta
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23/11/2016 07:17

    Red carpet del film Julieta Festival di Cannes 2016

    Nelle collezioni dei cinefili più affamati non possono mancare tutti i film di Pedro Almodovar, da Matador a Julieta, per un viaggio di 30 anni nella mente di uno dei più brillanti, provocatori e originali registi europei in attività. Nato nel 1949 in Spagna, Pedro muove i primi passi dietro la cinepresa all’inizio degli anni’80, conquistando la Cattolicissima con il suo stile visivamente pop e le sue tematiche ricorrenti, come la critica alla religione, il mondo lgbt e la complessità dei rapporti familiari. Orgogliosamente ateo e omosessuale, Almodovar sfrutta la sua abilità registica per esplorare gli angoli oscuri della società e quelli ancora più oscuri della natura umana.

    Matador

    Un’attrice nana e un regista a corto di finanze si incontrano per risolvere reciprocamente i propri problemi, ma a complicare la situazione sarà un amico della protagonista, che uccide nel sonno i propri amanti e non ne conserva memoria. In questo lungometraggio del 1986, Pedro Almodovar può esplorare l’atavico binomio amore-morte, attraverso a un storia profondamente radicata nella cultura spagnola, anche grazie alla collaborazione in fase di sceneggiatura con lo scrittore Jesùs Ferrero. Nel film recita un giovane Antonio Banderas, già alla sua seconda esperienza con il regista dopo Labirinto di passioni nel 1982.

    La legge del desiderio

    Nel 1987 Pedro Almodovar presenta La legge del desiderio, storia di un amore omosessuale morboso che termina nel sangue, come la più classica delle tragedie. Nel personaggio del regista Pablo troviamo uno degli innumerevoli riferimenti meta-cinematografici dell’autore spagnolo, che arruola nuovamente Antonio Banderas per interpretare l’ossessionato Antonio. A dare volto alla sorella di Pablo è Carmen Maura, attrice feticcio di Almodovar che comparirà in molti dei suoi lavori più acclamati.

    Donne sull'orlo di una crisi di nervi

    Il 1988 è un anno d’oro per Pedro Almodovar, che conquista la fama internazionale con Donne sull’orlo di una crisi di nervi, valso al regista anche un candidatura all’Oscar come Miglior film straniero. Pepa è una doppiatrice cinematografica che scopre di essere incinta. Il padre del bambino è sposato e ha un figlio, nonché una seconda amante con la quale sta per scappare a Stoccolma. Nel tentativo di rintracciare il fuggitivo, Pepa scopre che la comunicazione è un processo doloroso quanto complesso. Carmen Maura è Pepa, mentre Antonio Banderas è il figlio di Iván.

    Legami

    In quasi tutti i film di Pedro Almodovar, l’amore assume connotazioni atipiche, si fa ossessione, malattia, psicosi, ma raramente sfocia in qualcosa di totalmente inumano. Una piccola parte delle morbose relazioni del regista ci sono quanto meno familiari, come la storia di Légami del 1990. Ricky e Marina sono i protagonisti di una caso da manuale di Sindrome di Stoccolma, dove il rapitore e la sequestrata finiscono inaspettatamente per completarsi. Plausibile o impossibile sono termini poco noti ad Almodovar, che trasforma ognuna delle sue folli avventure in una metafora sentimentale.

    Tacchi a spillo

    Rebecca e Becky sono figlia e madre che condividono l’amore per Manuel. Dopo 15 anni di lontananza, le due si ritrovano a fronteggiare ritorni di passione, momenti imbarazzanti e, infine, una morte sospetta. In questo film del 1991 compare in triplice veste Miguel Bosé e firma la sua prima collaborazione con il regista Javier Bardem.

    Carne tremula

    Amore e morte si intrecciano in Carne tremula del 1997. Victor ama Heléna, ma finisce ingiustamente in galera con l’accusa di aver sparato a David, poliziotto che rimane ferito e costretto su una sedia a rotelle. Una volta uscito di prigione, Victor torna dalla sua amata, che però si è sposata proprio con David. Compare nuovamente Javier Bardem, stavolta in veste di protagonista nei panni del poliziotto infermo, affiancato da Francesca Neri e da Penélope Cruz, alla sua prima prova con Pedro Almodovar, del quale diventerà una delle principali muse.

    Tutto su mia madre

    Nel 1999 arriva l’Oscar per Pedro Almodovar, che confeziona uno dei suoi lavori più onesti e significativi di sempre. Manuela assiste alla morte del figlio Esteban e tenta di esaudire a posteriori uno dei suoi più grandi desideri: conoscere il padre. L’uomo adesso si fa chiamare Lola ed è un transessuale che vive a Barcellona, dove sta per nascere il suo secondo figlio. Lola farà il suo ingresso in scena soltanto al funerale del figlio, dove comparirà finalmente consapevole ma fisicamente distrutta a causa dell’HIV.

    Parla con lei

    In una clinica privata lavora Benigno, che si innamora della ballerina in coma Alicia. Marco è amico di Benigno e visita spesso la clinica per accudire Lydia, torera a sua volta in coma con la quale aveva intrapreso una relazione. La morte di Lydia e lo stupro di Alicia rivoluzionano le sorti dei protagonisti, che devono affrontare la pesantezza del lutto e le difficoltà dell’interazione affettiva. Con Parla con lei del 2003, Pedro Almodovar vince il suo secondo Oscar, stavolta per la Miglior sceneggiatura originale.

    La mala education

    Gael García Bernal è il protagonista assoluto di questo film del 2004, forse il più provocatorio di Pedro Almodovar. Esplicito e ricco di temi scottanti, La mala educacion costituisce un percorso di formazione e auto-consapevolezza, oscurato da un passato di abusi, bugie e scoperte dolorose. A fare da perno alle vicende è il transessuale Juan, che, durante le riprese di un film semi-autobiografico, ripercorre la vita del defunto fratello Ignacio assumendone l’identità.

    Volver

    In un piccolo paese della Spagna prende vita il dramma familiare di Volver. Penélope Cruz è Raimunda, che fa ritorno nella sua città natale dopo la morte di una zia. Tornata in contatto con le amiche e con la madre presunta morta, la protagonista affronterà i fantasmi del proprio passato, insieme al battagliero gruppo di donne con la quale condivide segreti inconfessabili.

    Los Abrazos Rotos

    Di nuovo un regista è il personaggio principale di Pedro Almodovar. Mateo Blanco ha perso la vista e la donna amata in un incidente stradale di 14 anni prima, ma dietro quello scontro mortale c’è una rivalità violenta e molta verità non detta. L’assistente di Blanco, interpretata da Penélope Cruz, farà luce sul loro passato, espiando una colpa tenuta segreta in attesa dell’espiazione.

    La pelle che abito

    Inquietante e oscuro, La pelle che abito esce nel 2011 e segna il ritorno di Antonio Banderas sul grande schermo per Pedro Almodovar. Tratto da un romanzo di Thierry Jonquet, il film ci accompagna nella mente vendicativa di Robert Ledgard, che, nella sua clinica personale di Toledo, sta effettuando strani esperimenti chirurgici sulla giovane Vera. Un potentissimo colpo di scena ribalta le sorti del lavoro più noir del regista, qui al massimo della sua ferocia.

    Gli amanti passeggeri

    Nel 2013 Pedro Almodovar vira sulla commedia e realizza Gli amanti passeggeri. Durante un volo aereo funestato da un’avaria, un gruppo di particolari personaggi affronta la paura della morte e decide di dare una svolta alle proprie vita, coadiuvati dal buffo terzetto di steward gay che muove le fila di tutto l’impianto narrativo. Somministrano droga ai viaggiatori, tentano di intrattenerli con canto e ballo, mettono a nudo le proprie debolezze, in un susseguirsi di situazioni grottesche e di epifanie ad alta quota.

    Julieta

    Pedro Almodovar torna in grande stile al Festival di Cannes 2016 con Julieta, film ispirato al lavoro della scrittrice canadese Alice Munro. Nell’ultimo lavoro del regista riecheggiano i grandi temi della sua poetica, grazie al tentato riavvicinamento della protagonista con la figlia Antia. Dramma familiare, impossibilità della comunicazione e spettri di un passato traumatico si fondono in un’opera che ha già convinto la kermesse francese e che non mancherà di accontentare tutti i fan dell’autore spagnolo più amato del suo secolo. SCOPRI LA TRAMA DI JULIETA, L’ULTIMO FILM DI PEDRO ALMODOVAR

    1971

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