I film di Quentin Tarantino da vedere assolutamente

I film di Quentin Tarantino da vedere assolutamente
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23/11/2016 07:17

    The Hateful Eight , Tarantino a Roma con Morricone

    Sono molti e arcinoti i film di Quentin Tarantino da vedere assolutamente, per godere del genio artistico di uno dei registi più creativi della storia del cinema mondiale. Dal 1992, Tarantino ha portato sul grande schermo, perfezionato e fatto proprio il genere pulp, un sapiente e sofisticato mix di riferimenti alla cultura pop, dialoghi serrati, intrecci complessi e violenza a profusione, rappresentata con perizia al limite dello splatter. Ciò che rende grande il cinema di Tarantino sono i dettagli, come la musica o la scelta dei movimenti di macchina, e la costruzione dei personaggi, spesso in bilico tra Bene e Male, tra vocazione e necessità, protagonisti assoluti di pellicole diventate cult da conoscere a memoria.

    Le Iene

    Nel 1992 Quentin Tarantino esordisce alla regia con il lungometraggio Le Iene, anomala crime story dove un gruppo di rapinatori, conosciuti soltanto con i loro soprannomi, tenta senza successo un grosso colpo. La rapina si rivela un bagno di sangue e all’interno del gruppo si nasconde un infiltrato che fa il doppio gioco. Nella prima opera del regista si possono già riconoscere tutti i più principali riferimenti stilistici che verranno poi esasperati nei film successivi, come l’estetizzazione della violenza, la complessità della struttura narrativa e il piacere di creare personaggi truci che sfoggiano un linguaggio al limite dell’accademico. Anche il cast ospita alcuni attori che vedremo nuovamente a lavoro con Quentin, come Tim Roth, Steve Buscemi, Harvey Keitel e Michael Madsen.

    Pulp Fiction

    Pulp fiction è probabilmente il capolavoro di Quentin Tarantino, il film che meglio sintetizza e libera l’essenza del regista. Oltre ai già noti Roth, Buscemi e Keitel, nel cast del film troviamo i grandi interpreti del tarantinesimo: Uma Thurman, Samuel L. Jackson e John Travolta, affiancati da Bruce Willis e Christopher Walken. Questa lunga lista di star collabora a dar corpo a un puzzle narrativo, dove molte storie vengono raccontate in frammenti non cronologici. A unificare i vari componenti è lo stile pop decadente dei protagonisti, tutti peccatori che sguazzano in una società malata alla ricerca della propria assoluzione. SCOPRI LA TRAMA DI PULP FICTION

    Kill Bill

    Nato da un’idea avuta sul set di Pulp Fiction, il quarto lungometraggio di Quentin Tarantino è stato scritto tutto attorno a Uma Thurman. A muovere il motore di Kill Bill, diviso in due volumi usciti nel 2003 e nel 2004, è la ricerca della vendetta a tutti i costi. Affrontando una sfilza infinita di nemici, Black Mumba appaga la sua sete di sangue e trionfa in uno dei più visivamente potenti film del regista. Ancora una volta si notano senza sforzo le molte influenze che ispirano Tarantino, spesso compiaciuto del suo stesso gioco di citazioni e rimandi interni, dallo spaghetti western italiano alla cinematografia asiatica.

    Grindhouse

    Un’altra storia di vendetta, altre eroine degeneri a intrattenere il pubblico. Grindhouse – A prova di morte esce nel 2007 e coniuga l’adrenalina delle corse in macchina con l’ispirazione dettata dai film exploitation anni ’70. La pellicola non è una delle più apprezzate del regista, ma regala momenti di genuino fermento, tra numeri da stuntman e modificazioni corporee di nipponica memoria.

    Bastardi senza gloria

    Con Bastardi senza gloria nel 2009 si apre il periodo western di Quentin Tarantino. Il genere ha sempre stuzzicato la fantasia del regista, ma da questo momento in poi pare che Quentin, al cinema, non voglia fare altro. Innanzitutto rinuncia all’ambientazione contemporanea, per andare ad ambientare le sue storie tra la seconda metà dell’800 e la prima del ’900. La prima pellicola di questo nuovo corso si svolge in periodo nazista, ha un’eroina ‘spezzata’ che cerca vendetta e vanta l’ironia tagliente tipica di Tarantino. Nuovi attori feticcio fanno il loro ingresso, tra cui il fantastico Christoph Waltz, che per il ruolo del colonnello Hans Landa si porta a casa il primo Premio Oscar.

    Django Unchained

    Nel 2012, Tarantino racconta l’odissea dell’ex schiavo Django, in cerca della sua amata Broomhilda e della libertà usurpatagli. L’onnipresente Samuel L. Jackson fa compagnia al protagonista Jamie Foxx, a Christoph Waltz e a Leonardo Di Caprio nel western sudista di Quentin, particolarmente riuscito nel trattare l’argomento schiavismo con freschezza e sentimento autentico. Nella colonna sonora del film compaiono, praticamente per la prima volta nella filmografia del regista, canzoni originali scritte apposta per l’occasione, affiancate da diversi brani del suo compositore preferito: Ennio Morricone.

    The Hateful Eight

    Nel 2015, Quentin Tarantino riesce finalmente a collaborare direttamente con il suo idolo Ennio Morricone, che scrive di suo pugno la colonna sonora di The Hateful Eight, terzo western del regista nel nuovo millennio. L’ultimo lavoro del regista divide nuovamente l’opinione dei fan, soprattutto di quelli della prima ora, probabilmente un po’ nostalgici del Tarantino urbano di Pulp Ficton e della sua straordinaria capacità di servirsi della cultura pop per raccontare i suoi stessi spettri. LEGGI LA TRAMA DI THE HATEFUL EIGHT

    E.R. tarantino

    Non solo cinema per Quentin Tarantino, che si esibisce in pochissime ma notevoli escursioni televisive. Nel 1994 presta la propria regia all’episodio 24 della prima stagione del medical drama E.R. Medici in prima linea.

    Csi

    Quando si parla di morti creative, Tarantino può vantare una certa maestria. Ecco perché il regista fu invitato a dirigere i due episodi finali della quinta stagione di C.S.I. Scena del crimine nel 2005. La coppia di puntate fu al cardiopalma, arricchita dalle contorsioni della cinepresa volute da Quentin e concentrate sul rapimento e tentato omicidio di uno dei protagonisti principali.

    1465

    Referendum costituzionale 2016

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