Ambra Angiolini da Massimo Giletti: ‘Mi tormento, sono un’anima in fiamme’

Ambra Angiolini da Massimo Giletti: ‘Mi tormento, sono un’anima in fiamme’

L'attrice ha rilasciato un'intervista a L'Arena su Rai 1

    Ambra Angiolini da Massimo Giletti: ‘Mi tormento, sono un’anima in fiamme’

    Ambra Angiolini va da Massimo Giletti a L’Arena per un’intervista trasmessa nella puntata di domenica 8 maggio 2016. Negli anni l’ex conduttrice di Non è la Rai ne ha fatta di strada, arrivando a vincere il David di Donatello e diventando attrice affermata grazie ai film d’autore e a varie commedie italiane. Ambra è stata ospite su Rai 1 per parlare di questo e molto altro, tra passato televisivo e presente al cinema, non senza far riferimento alle origini.

    All’inizio un po’ sulle sue, Ambra Angiolini si è piano piano ‘sciolta’ di fronte alle domande del padrone di casa Massimo Giletti. Ad un certo punto dell’intervista, infatti, si scopre anche che Ambra voleva farsi suora e infatti ha detto:

    ‘Per molto tempo, abitando in periferia a Roma, sono andata a scuola dalla suore, ho frequentato un istituto di suore e mi facevano sempre fare o la Madonna o l’Angelo dell’Annunciazione. Interpretando sempre questi ruoli così importanti, mistici, ad un certo punto ho pensato che quella fosse eventualmente una strada possibile’.

    Suora non lo è diventata, ma tanti se la ricordano ancora cantare T’appartengo ai tempi di Non è la Rai. Fu Gianni Boncompagni a catapultarla davanti alle telecamere. Ambra ha commentato così quel periodo:

    ‘Penso che Gianni sia davvero un genio. Quando mi propose di presentare Lo Zainetto, io ero un po’ così, incerta, perché venivo dalla periferia, ero legatissima alle mie origini, avevo un piccolissimo difetto di pronuncia. Sono orgogliosa di avere una purezza e un’origine così vera, concreta’.

    Un periodo di grandi successi in cui ha rischiato, come tutte, di perdere la testa: ‘O non l’ho mai avuta, o non l’ho mai ritrovata. Secondo me un percorso come il mio non lo inizi neanche se hai un minimo di lucidità. Vuoi anche l’età, l’entusiasmo, le persone giuste intorno, però è stato un percorso a ostacoli con tante lacrime, perché io soffrivo molto. Mi tormento, sono un’anima in fiamme, non ho filtri e tutto quello che arriva lavora dentro e quindi fa il suo percorso.

    Allora di più, adesso ovviamente piango per le cose un pochino più utili, però in quel periodo era un continuo, qualsiasi cosa, perché vedevo che la percezione era molto diversa da come mi sentivo io, ma d’altra parte era giusto così, perché questo facciamo’, ha fatto sapere.

    Quindi la lontananza dal piccolo schermo per scelta e l’approdo al cinema grazie al film Saturno Contro di Ferzan Ozpetek. ‘Se è lui che ha ‘ucciso’ Ambra? Restituivo a questa frase un’accezione positiva, nel senso che per un serie di motivi finalmente sullo schermo c’era Roberta e il mio volto così popolare era riuscito ad arrivare secondo che, con il potere di quella popolarità, era un’impresa titanica che Ferzan è riuscito a vincere lui prima di me’, ha spiegato.

    Ha dunque raccontato l’incontro tra lei e il regista: ‘Ero a presentare un premio per la Rai per il cinema con Michele Mirabella. Ero andata lì per incontrare lui e Dario Argento, i miei miti cinematografici, semplicemente per stringere la mano, poi invece quando me lo sono trovato davanti…sembravo Fantozzi al colloquio per la pensione: non avevo saliva, ero sudatissima. E lì, forse la fragilità, quello che non si era mai visto, l’ha convinto che ero una sfida interessante da vincere. Quando ha chiamato io non ho risposto per una settimana perché non ci volevo credere. Ad un certo punto mi dicono ‘rispondi, dì di no’ e lui mi disse: ‘meno male, neanche se chiamo Papa aspetto così tanto’, ha concluso durante l’intervista da Giletti.

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