Morto Gianmaria Testa, il cantautore italiano che piaceva ai francesi

Morto Gianmaria Testa, il cantautore italiano che piaceva ai francesi

Si è spento a 57 anni a causa di un tumore

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    Morto Gianmaria Testa, il cantautore italiano che piaceva ai francesi

    Musica italiana (e non solo) in lutto: è morto Gianmaria Testa, il cantautore di Cuneo che da capostazione era diventato una stella della canzone d’autore, apprezzato non solo in Italia ma anche, se non soprattutto, in Francia (dove gli avevano spalancato le porte del mitico Olympia) e in altri Paesi. Testa si è spento ad Alba all’età di 57 anni a causa di un tumore non operabile che aveva lui stesso rivelato a maggio dello scorso anno per giustificare la sua improvvisa lontananza dalle scene. In quell’occasione l’artista aveva comunque lanciato segnali di ottimismo (‘Sono tranquillo: se il tempo è galantuomo, guarisco e torno’), ma purtroppo è stata la malattia a prendere il sopravvento.

    Gianmaria se n'è andato senza fare rumore. Restano le sue canzoni, le sue parole. Resta il suo essere stato uomo dritto, padre, figlio, marito, fratello, amico.

    Pubblicato da Gianmaria Testa suMercoledì 30 marzo 2016


    Nato a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo, il 17 ottobre 1958 in una famiglia di agricoltori con la passione per la musica, Gianmaria Testa fu scoperto nella prima metà degli anni ’90 al Festival di Recanati, dove catturò l’attenzione di una produttrice francese che decise di promuovere la sua musica nell’Esagono, con ottimi riscontri.

    In quel periodo Testa stava svolgendo la professione di ferroviere con l’incarico di dirigente centrale operativo della tratta italiana della Cuneo-Nizza, a suo dire una delle ferrovie più belle del mondo. Incarico che avrebbe poi lasciato nel 2007 perché non era più conciliabile con la sua attività di cantautore.

    Dopo gli inizi in terra di Francia, l’artista piemontese ottenne la definitiva consacrazione anche in Italia dopo una fortunata tournée nel 2000 culminata con il tutto esaurito al Teatro Valle di Roma. Proprio in quel periodo uscì un nuovo disco intitolato ‘Il valzer di un giorno’ che ottenne un immediato successo di critica e di vendite sia da noi che all’estero.

    Seguirono altri album e collaborazioni di grande respiro internazionale (Enrico Rava, Stefano Bollani, Erri De Luca, Marco Paolini, David Lewis, Bill Frisell, Paolo Fresu e molti altri), oltre a concerti negli Stati Uniti, in Canada e in Germania, Austria e Olanda. Nel 2006 Testa pubblicò ‘Da questa parte del mare’, un concept album totalmente dedicato al tema delle migrazioni moderne che ricevette la prestigiosissima Targa Tenco 2007 come miglior album italiano dell’anno.

    L’attività cantautoriale di Gianmaria Testa è poi proseguita fino al 2015 con l’incisione di nuovi album (l’ultimo di inediti, Vitamia, e successivamente il live Men at Work) e l’esordio nel mondo dell’editoria con il progetto ‘Ninna Nanna dei sogni’, una canzone-favola per grandi e piccini illustrata dalle tavole di Altan, diventato un piccolo fenomeno editoriale.

    Pochi mesi fa, parlando della sua malattia, aveva detto che era convinto di uscirne perché ‘si muore più di influenza che di tumore, ma questo è un male che produce panico, che neanche si nomina, e questo non aiuta. Non bisogna chiamarlo male incurabile, bisogna nominarlo’, ma qualora non ce l’avesse fatta, come poi è accaduto, non sarebbe cambiato nulla: ‘Tanto qualcosa nella vita l’ho già fatta: mi dispiacerebbe solo per figli, moglie, mamma e suocera, questo sì’.

    La morte di Gianmaria Testa lascia un enorme vuoto nel panorama della canzone d’autore italiana ed europea. Ci mancherà.

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