Registe donne: dalle italiane alle francesi, quelle che hanno rivoluzionato il cinema

Registe donne: dalle italiane alle francesi, quelle che hanno rivoluzionato il cinema
da in Cinema, Film, Registi, Spettacoli
Ultimo aggiornamento: Martedì 08/03/2016 15:28

    registe donne nel cinema

    Sebbene la maggior parte dei registi appartenga all’universo maschile, tante sono le registe donne che, tra italiane, francesi e tedesche, hanno rivoluzionato la storia del cinema. Molte di loro hanno sperimentato, creato, innovato, lasciando al mondo capolavori come The hurt locker con cui la californiana Kathryn Bigelow si è aggiudicata, per la prima volta nella storia del cinema, l’Oscar come miglior regista nel 2010. Eppure le donne dietro la macchina da presa sono state, e sono ancora oggi, tantissime, alcune forse poco conosciute, altre, come le nostrane Francesca Archibugi o la ‘leggendaria’ Lina Wertmüller (solo per citarne due) entrate a pieno titolo nell’olimpo dei grandi direttori di pellicole. Ma la storia del cinema, soprattutto quello delle origini, è piena di grandi protagoniste che, in veste di registe, hanno caratterizzato, ognuna a modo suo, il mondo cinematografico internazionale. Ecco quelle che abbiamo scelto: nelle prossime pagine, sfogliatele con noi.

    Ida_Lupino

    Londinese di nascita, Ida Lupino (1918-1995) fa il suo esordio nel mondo del cinema a soli 15 anni imponendosi subito come una delle attrici più intense del cinema di quegli anni. Si sposta dietro la macchina da presa quando, rifiutando una parte considerata ‘poco dignitosa’, viene sospesa dal suo ruolo di attrice: girerà in tutto 6 film, subendo la diffidenza generale (nessuna donna, prima di lei, si era cimentata alla regia), le difficoltà economiche e le polemiche a causa degli argomenti trattati (tra i temi preferiti, ad esempio, la segregazione razziale). Non solo tra le prime registe donne della storia del cinema, la Lupino è stata anche una delle prime registe televisive. Tra i suoi film più noti La grande nebbia (1954) e La preda della belva (1950).

    registe italiane donne

    Elvira Notari è stata la prima regista donna italiana nonché una delle più importanti della storia del cinema mondiale. Di origine campana (nacque a Salerno nel 1875) ha realizzato e diretto centinaia di documentari e una sessantina di film. Profondamente affascinata dalla corrente verista (collaborò, infatti, con Matilde Serao e con Verga), era solita girare le sue pellicole tra i vicoli più ‘bassi’ di Napoli, per questo motivo si scontrò più volte con la censura che non ammetteva questo tipo di cinema considerato troppo aderente alla realtà. Tra i suoi film, ricordiamo ‘A Santanotte (1922) e Gennariello, il figlio del galeotto (1921).

    Alice Guy Blaché

    Tra le registe donne più significative del cinema delle origini, c’è anche Alice Guy-Blaché, nata in Francia nel 1873 e poi emigrata in America dove muore nel 1968. Si avvicina al cinema lavorando prima come segretaria presso la storica casa cinematografica francese Gaumont e poi, affascinata dalla presentazione del Cinematographe dei Fratelli Lumière, gira un cortometraggio ad un anno appena dall’invenzione del cinema. Questo, insieme a tutta la produzione successiva, ne fanno la prima donna ad essersi affermata, come regista e produttrice (fondò anche una Casa di Produzione, la Solax, in New Jersey), nella storia del cinema. Nei suoi film (tra i quali Les résultats du féminisme, del 1906 e FallingLeaves, del 1912), la Guy-Blaché tratta temi sociali come il matrimonio e la parità tra uomo e donna, mantenendo uno stile il più possibile aderente alla realtà. Oltre ad essere stata la prima regista donna della storia, è autrice del primo film interamente realizzato con un cast di soli attori neri.

    Dorothy Arzner

    Nata a San Francisco nel 1897, la Azner è stata non solo regista ma anche la prima montatrice accreditata per quanto riguarda i titoli di testa di un film. L’esordio dietro la macchina da presa avviene alla fine degli anni Venti con Fashions for Women, film che la consacra tra i registi più in voga di Hollywood sebbene avesse già collaborato, in veste di montatrice, al celeberrimo Sangue e arena, film muto del 1922 con Rodolfo Valentino come interprete principale. Oltre ad essere stata una delle registe più prolifiche della Hollywood dell’epoca, ha diretto, tra i vari film, anche La falena d’argento (1933), La moglie di Craig (1936) e Sacrificio supremo (1943).

    Lina_Wertmüller

    Tra le registe donne che hanno fatto la storia del cinema, non possiamo non citare la nostra Lina Wertmüller che oltre ad aver diretto film celeberrimi come I basilischi e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, è stata la prima donna candidata all’Oscar come Miglior regista con il film, del 1977, Pasqualino Settebellezze. Classe 1928, la Wertmüller esordisce sul grande schermo nei primi anni Sessanta, prima come segretaria di edizione e poi come aiuto regista. Il suo primo film, I basilischi (1963) delinea lo stile che caratterizzerà tutti i suoi lavori, per lo più commedie grottesche sulla vita (strafamoso Mimì metallurgico ferito nell’onore) o anche sui grandi problemi sociali come il terrorismo (Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada, del 1983). Non solo regista di film, Lina Wertmüller è anche autrice di diverse sceneggiature e regie teatrali, nonché regista di fiction televisive.

    Chantal Akerman

    Scomparsa nel 2015 all’età di 55 anni, Chantal Akerman è conosciuta soprattutto grazie al film, da lei diretto negli anni Settanta, Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles. Abbreviato con Jeanne Dielman, la pellicola descrive la disperata quotidianità di una casalinga che per mantenere se stessa e il figlio fa saltuariamente la prostituta. A detta dei più il suo capolavoro, secondo una parte di critica è la più grande opera femminile nella storia del cinema mondiale. Della Akerman, anche la commedia romantica, con William Hurt e Juliette Binoche, Un divano a New York.

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