Sanremo 2016 terza serata: gli Stadio vincono la gara delle cover con La Sera dei Miracoli

Sanremo 2016 terza serata: gli Stadio vincono la gara delle cover con La Sera dei Miracoli

Una lunghissima puntata terminata oltre l'una di notte

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    Sanremo 2016 terza serata: gli Stadio vincono la gara delle cover con La Sera dei Miracoli

    La formula della terza serata di Sanremo 2016, dedicata alla seconda sfida dei giovani ma soprattutto alla gara delle cover (vinta dagli Stadio con La Sera dei Miracoli), ha convinto in pieno, facendo riscoprire al pubblico venti classici della musica italiana, eseguiti con molto coraggio (in qualche caso anche incoscienza) dai Big del Festival. La puntata è stata inoltre impreziosita dalla presenza dei mitici Pooh (già vincitori a Sanremo nel ’90 e ospiti in altre occasioni), nella formazione per il cinquantenario con Riccardo Fogli, e dall’intensa performance del cantautore irlandese Hozier, seppur colpevolmente collocato a notte inoltrata. Ma vediamo nei dettagli com’è andata.

    Esattamente come ieri, la terza serata di Sanremo 2016 si è aperta alle 20:45 in punto con i due ‘quarti di finale’ per stabilire gli altri semifinalisti delle Nuove Proposte. Il primo ha visto duellare la siciliana Miele (Mentre ti parlo) e il toscano Francesco Gabbani (Amen): in un primo momento aveva passato il turno Miele con il 53% delle preferenze, ma un errore tecnico durante la votazione della sala stampa ha costretto la giuria a effettuare una seconda votazione che ha rovesciato il verdetto mandando in semifinale Gabbani (che comunque ci era piaciuto di più) con il 50,8% dei voti.

    Nella seconda sfida sono invece ‘scesi in campo’ Michael Leonardi con Rinascerai e Mahmood, già visto di sfuggita in una passata edizione di X Factor, con Dimentica: più tradizionale il primo (forse troppo), più brioso e interessante il secondo. Stavolta per fortuna è andato tutto bene ed è passato al primo colpo l’italo-egiziano Mahmood con largo margine (67%).

    I quattro semifinalisti dei giovani sono dunque Chiara Dello Iacovo, Ermal Meta, Francesco Gabbani e Mahmood.

    Poi è partita la gara delle cover. I 20 Big sono stati suddivisi in cinque gruppi da quattro cantanti ciascuno, con il primo classificato di ciascun gruppo ammesso alla finalissima per decretare il vincitore della gara delle cover.

    Primo gruppo con Noemi, Dear Jack, Zero Assoluto e la coppia Giovanni Caccamo & Deborah Iurato.
    Noemi ha sfoderato una performance trascinante sulle note di Dedicato di Loredana Bertè, del resto si trattava di una canzone ritagliata su misura per lei. Poi i Dear Jack, che sono tornati indietro di sessant’anni (ma perché???) con Un Bacio a Mezzanotte del Quartetto Cetra, e gli Zero Assoluto, che hanno fatto un po’ i furbetti proponendo una cover soft della sigla di Goldrake praticamente identica a quella di Alessio Caraturo incisa nel 2004. Insomma ragazzi, così non si fa! Ultimi a esibirsi (dopo l’ingresso in scena di una strepitosa Virginia Raffaele nei panni di Donatella Versace) nel primo gruppo Giovanni Caccamo & Deborah Iurato con una versione rispettosa ma piatta di Amore Senza Fine di Pino Daniele.
    Il gruppo è stato vinto da Noemi.

    Verso le 22 è partito il secondo gruppo con Patty Pravo, Alessio Bernabei, Dolcenera e Clementino.
    Solo un mito come Patty Pravo poteva pensare di ‘coverizzare’ se stessa, e infatti l’ex ragazza del Piper ha interpretato un suo vecchio brano, e neanche dei più facili, Tutt’al Più (1970), avvalendosi della collaborazione del rapper Fred De Palma: esperimento riuscito! Meno riuscita, invece, la cover di A Mano a Mano di Riccardo Cocciante cantata da Alessio Bernabei con il supporto del giovanissimo due Benji & Fede. Poi Dolcenera, che ha giocato in difesa con una versione piuttosto fedele all’originale (solo un pochino più dance) di Amore Disperato di Nada, e infine ha chiuso il gruppo Clementino con un’ardimentosa Don Raffaè di Fabrizio De Andrè: che dire, la padronanza dell’idioma napoletano l’ha sicuramente agevolato, ma Faber resta Faber (e ci mancherebbe altro). Comunque bravo.
    Il gruppo è stato vinto proprio da Clementino.

    I Pooh sono stati i grandi ospiti della terza serata di Sanremo 2016: attesi dal tour negli stadi per celebrare i 50 anni di carriera, hanno suonato per il pubblico dell’Ariston e quello televisivo un medley di grandi successi composto da Dammi Solo un Minuto, Tanta Voglia di Lei, Piccola Katy, Noi due nel Mondo e nell’Anima, Pensiero e Chi fermerà la musica, e poi Uomini Soli, il brano della vittoria del ’90.

    Terzo gruppo con Elio e le Storie Tese, Arisa, Rocco Hunt e Francesca Michielin.
    Elio e i suoi sodali se ne sono fregati del regolamento (si dovrebbero reinterpretare solo pezzi italiani) offrendo una versione dance della Quinta di Beethoven, sempre nel loro stile ironico e ridanciano.

    Arisa ha osato, con buon successo, con Cuore di Rita Pavone, a sua volta versione italiana di Heart (I hear your beat) di Barry Mann e Cynthia Weil. Poi uno scatenato Rocco Hunt sulle note di Tu vuo’ fa l’Americano di Renato Carosone (i cantanti campani sono andati sul sicuro) e Francesca Michielin in una delicata performance della famosissima Il Mio Canto Libero di Lucio Battisti.
    Il gruppo è stato vinto da Rocco Hunt.

    Lentamente, alle 23:30 circa, siamo arrivati al quarto gruppo con Neffa, Valerio Scanu, Irene Fornaciari e Bluvertigo.
    Dicevamo appunto dei cantanti della Campania, e anche lo scafatese Neffa non ha tradito le sue origini proponendo insieme ai BlueBeaters O’ Sarracino di Carosone ma senza impressionare più di tanto. Molto brava invece, sempre a nostro parere ovviamente, Irene Fornaciari, aiutata però dalla bellezza della canzone che ha cantato: Se Perdo Anche Te di Gianni Morandi. Quindi i Bluvertigo, coraggiosissimi con La Lontananza di Domenico Modugno, che Morgan ha saggiamente deciso di recitare più che di cantare.
    Il gruppo è stato vinto da Valerio Scanu.

    Pant pant… quinto gruppo con Lorenzo Fragola, Enrico Ruggeri, Annalisa e Stadio.
    Se una canzone è stupenda non c’è interprete che tenga e così Lorenzo Fragola, anche se distante un paio di galassie da Francesco De Gregori, se l’è comunque cavata con La Donna Cannone. Dopo di lui il 100% lombardo Enrico Ruggeri si è avventurato in un testo napoletano, A’ Canzuncella degli Alunni del Sole, cavandosela con mestiere, poi Annalisa ha performato molto bene su America di Gianna Nannini ma senza la grinta e la verve della rocker senese. Ultimi, finalmente, gli Stadio, che nella formazione storica hanno omaggiato il loro mentore Lucio Dalla con La Sera dei Miracoli.
    Il gruppo è stato vinto dagli Stadio.

    Dopo la performance di Hozier con Take Me to Church, grande successo dello scorso anno, sono arrivati finalmente i verdetti della gara delle cover. Ecco la classifica finale:

    1° Stadio
    2° Valerio Scanu
    3° Clementino
    4° Noemi
    5° Rocco Hunt.

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