Vittorio Sgarbi a Domenica Live: abbandona la trasmissione mentre si discute sul caso Quarto

Vittorio Sgarbi a Domenica Live: abbandona la trasmissione mentre si discute sul caso Quarto

Doveva commentare le presunte infiltrazioni mafiose nel Comune

    Ieri pomeriggio volevamo ascoltare l’opinione di Vittorio Sgarbi a Domenica Live in merito alla vicenda di Quarto, il comune dell’hinterland partenopeo governato dal M5S su cui grava il sospetto di infiltrazioni camorristiche, ma il noto critico d’arte ha abbandonato la trasmissione di Barbara D’Urso prima ancora di prendere la parola e senza avvisare nessuno. Sgarbi, che sarebbe dovuto intervenire in collegamento video mentre in studio si stavano ‘azzuffando’ gli altri ospiti Pierluigi Diaco, Andrea Romano, Alessandra Mussolini, Daniele Martinelli e Domenico Messinese, ha poi spiegato su Facebook il motivo del suo abbandono. Resterà comunque l’immagine comica della D’Urso che annuncia ‘devo andare da Sgarbi’ senza accorgersi che il critico non c’era più…

    Ecco, in sintesi, cosa ha scritto Vittorio Sgarbi su Facebook a proposito della sua fuga da Domenica Live: ‘Adesso che è stato depenalizzato l’insulto non vale nemmeno più la pena di usarlo. Così, invitato per discutere sul tema, inesistente, delle infiltrazioni mafiose nel Comune di Quarto, paese di cui nessuno, fino a ieri, conosceva l’esistenza, e in cui si manifestano, per ciò che riguarda i rapporti tra i cittadini e i politici, gli stessi fenomeni di qualunque altro luogo d’Italia, ho dovuto ascoltare, per circa un’ora, insensatezze sulla presunta diversità dei 5 Stelle, movimento di cui non si conosce un pensiero, un’idea, e che pensa di disporre degli eletti come fossero ‘cosa loro’, come ha giustamente osservato il sindaco di Gela (Domenico Messinese, presente in studio, ndr)’.

    Sgarbi ha poi ampiamente argomentato il suo pensiero: ‘Non ci sono due posizioni: ce n’è una, ed è quella dettata dalla Costituzione (ovvero la presunzione d’innocenza), non certo quella delle intimidazioni dei Saviano e dei Grillo, ben più prepotenti della mafia e della camorra, delle quali occorre dire che, chi ha diritto al voto non può essere suo esponente. Quindi nessun voto camorrista, se non presunto’.

    Questa, invece, la conclusione del suo intervento: ‘Quando la magistratura, con una sentenza, lo riterrà tale, il camorrista non potrà votare. Discorso troppo semplice da fare in una trasmissione in cui ognuno parla senza sapere quel che dice. Mentre chi potrebbe dire qualcosa, è costretto a tacere perché ognuno pretende di essere più puro degli altri.

    I 5 Stelle non esistono se non per indicare la qualità degli alberghi. Così me ne sono andato in silenzio e senza insultare. Anche gli insulti occorre meritarseli‘.

    Insomma, dopo il recente malore che aveva fatto seriamente temere per la sua salute, Vittorio Sgarbi è tornato più combattivo e polemico che mai. Del resto uno Sgarbi calmo e riflessivo faremmo fatica soltanto a immaginarcelo…

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