La canzone preferita di David Bowie dai migliori musicisti e deejay italiani

La canzone preferita di David Bowie dai migliori musicisti e deejay italiani
da in Cantanti, Cantanti stranieri, Musicisti, Spettacoli
Ultimo aggiornamento: Martedì 12/01/2016 13:17

    David Bowie

    Eccentrico, poliedrico, camaleontico: un unico nome David Bowie. Un’impronta indelebile, la sua, all’interno del panorama musicale internazionale che grazie a lui capì come il rock potesse essere molto più di un “genere musicale” come la musica potesse trasformarsi anche in arti visive, cinema, danza e provocazioni senza mai perdere la sua essenza.
    Amato ma criticato, odiato ma osannato dal pubblico e dalla critica, Bowie è stato indiscutibilmente uno dei padri fondatori del punk- rock . Di se stesso una volta disse: “E’ da quando sono nato che cerco un’identità”. Proprio lui che un’identità è riuscito a darla alla storia della musica, contaminando diversi generi: dall’elettronica al soul, passando per le strade del folk.
    Qualcuno oggi – 11 gennaio 2016 – a esattamente diciasette anni dalla morte del sicuramente più nostrano ma altrettanto autentico Fabrizio De Andrè – ha detto che il “Duca Bianco non morirà. Mai.” Lo crediamo anche noi per questo abbiamo deciso di ricordarlo così, insieme ad alcuni dei migliori artisti e deejay italiani: da Linus a Eugenio Finardi, passando per il più giovane Immanuel Casto.

    Linus

    “Odio essere banale ma devo rispondere Space Oddity. Per un sacco di motivi: è una canzone del ’69, quindi di quando ero bambino. E’ stata una delle prime che ho imparato, qualche anno dopo. Ed è quella che l’insegnante di inglese ha fatto imparare a mio figlio quando aveva sette, otto anni. Non posso scappare”.

    La Pina

    Rock’n'roll suicide è la canzone che mi emoziona di più… per il testo (sempre più vero) e per il modo in cui chi canta e ciò che canta sono in perfetta armonia…

    Immanuel Casto

    “Pur avendo a disposizione una discografia sterminata, piena di capolavori, scelgo Space Oddity del 1969. In un brano di cinque minuti, David Bowie racconta una storia su cui si potrebbe basare un film di due ore. Fu davvero un pezzo rivoluzionario per l’epoca, sia in termini sonori che di testo. Fu l’inizio di una nuova era musicale”.

    Eugenio Finardi

    “Fino a poco tempo fa avrei detto la splendida Let’s Dance, una fotografia nitidissima degli anni ’80. Ma anche la sua ultima canzone Black Star: un epitaffio sublime, il lascito di un genio che ha vissuto ed è morto da artista. Ci lascia il più extraterrestre degli umani, uno dei pochi in grado di creare un genere (il glam rock) e trascenderlo. Ci lascia uno spirito libero, uno del quale ho sempre ammirato e condiviso la capacità di non restare etichettato in alcuna delle sue esplorazioni artistiche. Un ossimoro vivente, l’unico capace di incarnare nella sua esistenza due contrasti apparentemente inconciliabili: l’onestà e la teatralità”.

    SENHIT

    “La mia canzone preferita è Heroes, perché ha un testo semplice e senza tempo e la voce di Bowie è magnifica”

    Giobia

    “David Bowie per noi è stato un maestro. Un grande artista capace di rinnovare la sua opera senza mai rinnegare se stesso. La nostra canzone preferita è Heroes, quando abbiamo sentito quelle due note di chitarra trascinate dal sustain infinito siamo usciti di testa”.

    Romina Falconi

    “La mia canzone preferita è Starman del 1972 perché riesce ad essere assolutamente naturale, anche con i suoi testi astratti. Perché la fantasia di Bowie è (lo sento vivissimo) come quella di un bambino e, quando lo ascolti, torni bambino anche tu. Ha il potere di farti sognare”.

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