Capodanno Rai, bestemmia in diretta e countdown sbagliato: le polemiche non si placano

Capodanno Rai, bestemmia in diretta e countdown sbagliato: le polemiche non si placano

Gli errori della TV pubblica scatenano un putiferio generale

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    Dopo la bestemmia in diretta e il countdown sbagliato a Capodanno su Rai 1, le polemiche non si placano. Intanto che viene fuori il nome del bestemmiatore ‘da Taranto’, pare che il direttore di rete Giancarlo Leone possa ‘perdere’ la poltrona. Non mancano neppure gli esposti di ‘Codacons’ e critiche a gogò sui fronti più disparati. C’è poi il ‘guru tv’ Carlo Freccero che dà una personale lettura di quanto successo (non poi così distante dai fatti reali?) e scopriamo anche che in uno Stato democratico la Rai non replica neppure alle stoccate dello Stato Vaticano: nei giorni scorsi, la Santa Sede ha parlato di televisione ‘fuori controllo’.

    Come ormai noto, il 31 dicembre 2015 un sottopancia della trasmissione ‘L’Anno che verrà’ manda in onda una bestemmia ‘da Taranto’. Il giorno dopo, la notizia fa il giro d’Italia, con i tecnici di ‘RaiCom’ addetti alla selezione degli sms che in sostanza rimproverano alla rete di essere stati lasciati soli, una mancanza dal punto di vista della valutazione editoriale dei contenuti trasmessi in diretta tv. I tecnici fanno i tecnici, anche se, secondo quanto pubblicato da ‘Il Giornale’, dietro il contratto a ‘RaiCom’ per la gestione degli sms in diretta ci sarebbe ‘un affare renziano da 3 milioni di euro’.

    Poco dopo, il conduttore de ‘L’Anno che verrà’ Amadeus risponde in un’intervista a quanto deciso dalla Rai: sospendere il presunto responsabile che ha consentito la pubblicazione dell’sms-bestemmia. L’uomo parla poche ore dopo, lamentando che a finire ‘sotto processo’ per quanto accaduto è stato soltanto lui e nessun altro. In questo Amadeus è concorde già da prima, ma le polemiche non mancano. E per tanti motivi. Parlano tutti: l’associazione ‘Codacons’, il deputato PD Michele Anzaldi (che afferma che ‘non deve essere soltanto l’ultima ruota del carro a pagare’) e anche il ‘guru tv’ Carlo Freccero, secondo il quale la bestemmia tv senza controllo potrebbe nascondere un giro di vite quasi immediato in tema di direttori, poltrone e nuove nomine Rai.

    Intanto viene fuori il ‘Cobra’. Così è stato soprannominato Vito ‘da Taranto’, il ragazzo di 21 anni che ha inviato l’sms a ‘L’Anno che verrà’ e che mai si sarebbe aspettato che la Rai lo mandasse in onda. Intervistato a ‘La Repubblica’, il giovane parla di una ‘bravata’, ma comunque chiede scusa, anche perché, afferma, ‘mi dispiace se ho creato problemi a quel signore che doveva controllare’.

    Meno tenera è invece l’associazione dei consumatori. ‘Codacons’ pare presenterà a breve esposti in Procura a Matera.

    Lo show, fa sapere l’associazione, è stato ‘caratterizzato da una grave bestemmia mandata in onda e dal countdown sbagliato. Vogliamo sapere quanto ha speso la Rai per lo show e se la corte dei conti ritenga congruo di fronte a quanto accaduto durante la diretta. La procura invece dovrà verificare se il countdown sia stato artatamente anticipato ai fini dell’audience’.

    D’altro canto, il ‘guru tv’ e consigliere d’amministrazione Rai Carlo Freccero definisce l’intervento della Santa Sede ‘vergognoso’ e suggerisce al Vaticano di ‘pensare ai loro scandali’. Ma non solo. Secondo Freccero, infatti, come titola ‘La Stampa’ di oggi 4 gennaio 2016, ‘gli ultras renziani volevano un pretesto per la poltrona di Rai Uno’. Il primo a ‘saltare’ sarebbe il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone. Peraltro secondo alcuni lo inchioderebbe anche il regolamento dedicato agli sms in diretta tv: il controllo editoriale dei contenuti spetterebbe a figure che non sono quelle dei tecnici.

    Invece il deputato del PD Michele Anzaldi passa la ‘patata bollente’ al direttore generale Rai Antonio Campo Dall’Orto. Secondo il politico, infatti, la Rai avrebbe dovuto scusarsi subito, ma in realtà le polemiche sono sorte molte ore dopo quando il fatto era ormai stato compiuto. Del resto Anzaldi ritiene inammissibili gli errori della Rai e denuncia il tetto oneroso degli stipendi dei dirigenti: pagati per far cosa?

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