La Vita di Adele vietato in Francia a due anni dall’uscita: censura a scoppio ritardato

La Vita di Adele vietato in Francia a due anni dall’uscita: censura a scoppio ritardato

A causa della denuncia dell'associazione ultracattolica Promouvoir

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    Capita che la mannaia della censura si abbatta anche su una Palma d’Oro: La Vita di Adele è stato vietato in Francia, ben due anni dopo l’uscita nei cinema, per decisione del giudice amministrativo di secondo grado di Parigi che ha accolto la denuncia dell’associazione ultracattolica Promouvoir, secondo cui la pellicola di Abdellatif Kechiche contiene ‘scene di sesso troppo realistiche tali da urtare la sensibilità dei minori’ e va dunque vietato ai minori di 18 anni e non solo a quelli di 12 come era accaduto fino ad oggi. E adesso cosa succede? Succede che il film verrà momentaneamente ritirato dalle sale in attesa che entro due mesi si proceda al riesame della domanda di visto di censura.

    Entrando più nello specifico, affinché sia possibile dare luogo nuovamente alle proiezioni, La Vita d’Adele dovrà essere nuovamente autorizzato con un provvedimento di censura allargata che escluda dal pubblico i minori di 18 anni. Naturalmente la vicenda non finisce qui e il ministro alla cultura francese Fleur Pellerin ha già annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato contro questa decisione del giudice di Parigi che riporta la Francia nel Medio Evo. Ma prima di allora il film non potrà essere proiettato al cinema.

    Un destino davvero curioso per un lungometraggio d’autore che ha fatto incetta di premi e riconoscimenti internazionali (oltre alla Palma d’oro di Cannes a Kechiche e alle due protagoniste Adele Exarchopoulos e Lea Seydoux, anche un Cesar, quattro Lumiere, un Critics’ Choice Movie Award e la nomination ai Golden Globe e ai BAFTA) ma che fin da subito è stato osteggiato da numerose associazioni ultracattoliche non soltanto a causa delle tante scene hot, in ogni caso simulate mediante l’utilizzo di guaine, ma presumibilmente anche, se non soprattutto, perché nel film si racconta la tenerezza di un amore saffico che evidentemente anche nel 2015 continua a dar fastidio a qualcuno.

    Non a caso Michel Hazanavicius, il regista premio Oscar per The Artist e presidente dell’associazione dei produttori, dopo aver appreso la notizia ha dichiarato con amarezza che la stupidità sta facendo passi da gigante nel paese transalpino: ‘Oggi, in questa Francia che vota in massa per il Front National non è un fenomeno isolato: perché vinca il male, è sufficiente che il bene resti immobile’. Parole sante.

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