Charlie Sheen ha l’Hiv. L’incubo Aids fa tremare Hollywood

''Lo so da quattro anni, confessarlo è come uscire di galera''

da , il

    Charlie Sheen ha l’Hiv. L’incubo Aids fa tremare Hollywood

    Charlie Sheen è malato di HIV: l’attore è sieropositivo e lo sa da quattro anni. Questa l’indiscrezione rilanciata qualche ora fa dai media americani, confermata nella tarda mattinata (italiana) di martedì 17 novembre 2015 alla trasmissione Today, in onda su NBC. Sulle prime, si parla della tarda serata di lunedì 16 novembre, nessuna conferma dall’entourage di Sheen e dell’emittente, che si è limitata a parlare di un ‘annuncio clamoroso’, appunto quello che l’attore è sieropositivo. Ricordiamo che l’identikit di un attore malato di HIV che stava facendo tremare mezzo showbiz hollywoodiano era emerso ad inizio novembre: lunedì, intervistato da People, Howard Bragman, fondatore dello studio di pubbliche relazioni Fifteen Minutes, si è spinto a dire che il segreto di Charlie Sheen era noto a diverse persone e molti sapevano che prima o poi sarebbe emerso, ma l’attore aveva bisogno di più tempo per rivelare la verità.

    Facciamo chiarezza: Charlie Sheen non ha l’Aids, ma ha contratto il virus dell’Hiv. Questo significa che al momento è sieropositivo e la sua infezione potrebbe evolversi in Aids come restare per sempre allo stato attuale.

    Charlie Sheen è sieropositivo: è lui il celebre attore che ha contratto l’HIV e che ha fatto precipitare nel panico mezza Hollywood nei giorni scorsi. La conferma è arrivata nella mattinata americana dagli studi di Today: ‘Sono qui per ammettere che sono positivo al virus dell’HIV, me lo hanno diagnosticato quattro anni fa: devo mettere un punto fermo a questa caccia all’uomo e a storie fatte di mezze verità sul fatto che io minacci la salute di altri‘, ha spiegato all’intervistatore Matt Lauer.

    Già dalla tarda serata (italiana) di lunedì era emersa l’indiscrezione – riportata da TMZ, People Magazine e Radar – che la ‘clamorosa rivelazione’ che Sheen avrebbe fatto a Today altro non sia il fatto che Charlie Sheen è sieropositivo da diversi anni, almeno un paio, ma la star di Due uomini e mezzo e Anger Management, parlando di mezze verità, si riferisce alla caccia all’uomo apertasi nei giorni scorsi, quando una pornostar aveva rivelato che a Hollywood potrebbe scoppiare ‘una vera epidemia di Aids‘ favorita dalla movimentata vita sessuale di un attore non meglio specificato.

    Le indiscrezioni si erano sprecate, tanto più dopo che Radar Online aveva postato la diagnosi positiva di una persona malata di Aids e aveva specificatamente parlato di un ‘bad boy’ hollywoodiano. Oggi la conferma, Charlie Sheen è malato di HIV, malattia favorita (pare: l’attore si è detto consapevole di come ha contratto l’HIV, ma non è entrato nei dettagli) dalla piccante vita di coppia dell’attore e dell’ex moglie Brooke Mueller, amanti delle cose a tre. La vita con molta droga (è entrato due volte in riabilitazione) e alcool di Charlie Sheen è nota a tutti, così come il fatto che l’attore (‘reo-confesso’) abbia più volte ingaggiato prostitute e sia stato più volte in galera per risse, percosse alla moglie e a fotografi e guida pericolosa.

    Che ci sia un’epidemia di HIV causata da lui, però, è una tesi smentita da Sheen, che anzi denuncia di essere stato ricattato da persone con cui ha avuto rapporti sessuali: se i media americani avevano parlato di accordi extra-giudiziali con le partner (non è chiaro se infettate o meno), l’attore ha smentito che pagherà altre persone: ‘Dopo di oggi non pagherò più, (non pagare più) non era l’unico obiettivo ma ora è come se fossi uscito di prigione‘, ha spiegato. Non è chiaro che tipo di estorsioni siano state tentate a suo carico – ‘Non erano molte persone ma erano abbastanza: penso di poter conteggiare i soldi che ho dato loro (soldi che queste persone hanno tolto ai miei cinque figli e una nipote) nell’ordine di qualche milione‘ – l’unico esempio fatto da Sheen è quello di una prostituta che aveva fotografato i farmaci anti-HIV e aveva minacciato di venderli a riviste e siti gossipari.

    L’attore ha anche aggiunto che è impossibile che abbia contribuito a diffondere la malattia, in maniera consapevole o a sua insaputa: la maggior parte dei rapporti avuti da quattro anni a questa parte sono sempre stati non protetti, a parte in due casi, con persone che erano state avvvertite per tempo e che sono state curate dal suo dottore. A Today, Sheen ha inoltre aggiunto che l’abuso di droghe degli ultimi anni (ricordiamo che nel 2011 l’attore fu cacciato da Due uomini e mezzo proprio per i suoi comportamenti sopra le righe) sarebbe dovuto quindi alla scoperta di essere malato sieropositivo: ‘Avevo continui mal di testa, pensavo di avere un cancro e di stare per morire: dopo una serie di test ho avuto la diagnosi, sono tre lettere difficili da mandar giù, un punto di svolta nella vita di ognuno. Ero così depresso per la mia condizione che ho preso un sacco di droghe, un sacco di alcool e un sacco di pessime decisioni‘, ha aggiunto l’attore. Confermata così l’indiscrezione secondo cui l’attore era a conoscenza da circa due anni (in realtà sono quattro) della sua malattia; per alcuni, prima renderla pubblica avrebbe firmato, pagando, svariati accordi di riservatezza con ex partner per evitare guai legali e risolvere tutto in sede extra giudiziale.

    Intervistato da People, il succitato Howard Bragman, fondatore dello studio di pubbliche relazioni Fifteen Minutes, ha spiegato (prima della rivelazione a Today) che il segreto della malattia di Charlie Sheen era noto a diverse persone ma che l’attore aveva bisogno di più tempo per rivelare la verità: ‘Charlie sta ricevendo le cure adatte, un sacco di persone vicine a lui lo sanno: io lo so da lungo tempo e non è una sorpresa per me, mi spiace per la sua malattia e spero che questa venga usata come una lezione, il fatto che chiunque possa essere colpito dall’AIDS‘. L’avvocato di Sheen, il celebre Martin Singer, ha rifiutato di rispondere alle domande della stampa, mentre lo storico portavoce dell’attore ha rilasciato un comunicato per dire di non essere più tale dopo che lui e il suo ‘capo’ si sono trovati in disaccordo sul come gestire una non meglio precisata situazione.