Vladimir Luxuria, no all’operazione: ‘Lo avrei fatto per piacere più agli altri che a me’

La transgender ha rinunciato al cambio di genere

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    Vladimir Luxuria, l’operazione per il cambio di genere c’è stata o no? Finalmente la transgender più famosa d’Italia risponde al quesito che circolava da anni e rivela di non aver mai sostenuto l’intervento. La volontà c’era e la Luxuria è andata molto vicina alla traformazione definitiva, per poi tirarsi indietro all’ultimo momento per mancanza di convinzione. La nota attivista per i diritti Lgbt ha, quindi, rinunciato definitivamente alla transizione completa: ‘Oggi sono contenta della mia doppia identità‘. La definizione di doppia identità risulta particolarmente calzante, dato che, per la legge italiana, in assenza di modificazione genitale Vladimir Luxuria all’anagrafe è ancora un uomo.

    Vladimir Luxuria nasce, infatti, con il nome di Wladimiro Guadagno, ma già durante l’adoloscenza si fa insistente la sensazione di appartenenre a un genere diverso da quello indicato all’anagrafe. Alla fine degli anni ’80, la Luxuria inizia a impegnarsi per la causa Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), tentando di sensibilizzare l’Italia alle questioni inerenti i diritti gay e la libertà di espressione. Nel 1994, insieme a Imma Battaglia e Vanni Piccolo, organizza il primo Gay Pride italiano, al quale parteciparono quasi 10mila persone. I primati di Vladimir non sono finiti, poiché detiene anche lo scettro di prima trangender eletta dal parlamento di uno Stato europeo, grazie all’esperienza sotto il governo Prodi del 2006.

    Nei molti anni di esposizione mediatica, Vladimir Luxuria ha sempre mantenuto uno stretto riserbo sulla questione del cambio di genere. Non ha mai fatto segreto del proprio orgoglio di genere, ma il sentirsi intrappolata in un corpo che non le appartiene l’ha certamente spinta a considerare la via chirurgica verso lo status di donna. Un primo passo in questa direzione fu fatto con l’elettrocoagulazione, intervento mirato a inibire la crescita della barba, seguita da una rinoplastica e una mastoplastica nel 2007. Nel 2009, l’operazione genitale sembrava, quindi, il naturale passo successivo, come confessato da Vladimir in una recente intervista a Grazia. L’iter per l’operazione in Italia è lungo e difficoltoso, ma nel 2011 sembra che tutta la burocrazia sia stata evasa e all’ospedale Federico II di Napoli la sala operatoria attende.

    Pochi giorni prima dell’intervento Vladimir Luxuria si tira indietro: ‘Ho avuto paura, visto che è un’operazione molto dolorosa. Ma la verità è che non ero convinta. Lo avrei fatto per piacere più agli altri che a me‘. A oggi, la transgender sembra aver recuperato il proprio equilibrio, accettando pienamente la propria doppia natura.