Masterchef nel mondo: i casi ‘macabri’ in Inghilterra e Brasile

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    Masterchef nel mondo: i casi ‘macabri’ in Inghilterra e Brasile

    Masterchef nel mondo ha i suoi pregi, ma non solo. Ci sono anche i casi di un presunto killer e di una bambina di 12 anni vittima di pedofilia, tra le rogne del programma. Nel primo caso, si tratta di un uomo che avrebbe preso parte al cooking show e successivamente avvelenato e ucciso quattro uomini, dopo averli adescati in una chat inglese per incontri; mentre un secondo caso riguarda una baby-concorrente della versione junior in Brasile, finita vittima di commenti pedofili diffusi in Rete.

    Anche queste, purtroppo, sono alcune delle macabre curiosità che ruotano attorno a Masterchef nel mondo, programma tv ormai diffusissimo ovunque. Secondo il Mirror, infatti, e anche secondo altri quotidiani locali britannici, Stephen Port, il presunto killer, avrebbe preso parte alla trasmissione tv come concorrente, al fianco dell’attrice Emma Marton. In realtà, gli addetti ai lavori si sono affrettati a smentire e hanno giustificato la presenza dell’uomo nello show in qualità di dipendente di catering esterno. Ciò non toglie, però, che le accuse nei suoi confronti siano gravi.

    A parlare della vicenda di Stephen Port, è stata anche Sharon, la sorella dell’uomo, che ha lasciato spazio per tutti i dubbi del caso: ‘Non è mai stato un uomo cattivo o capace di tali gestiha dettoHa una natura adorabile, ma non sappiamo se abbia una doppia vita’.

    Inoltre, altra storia da dimenticare è capitata nella versione brasiliana del cooking show che pian piano è arrivato in tanti Paesi. Masterchef nel mondo, infatti, comprende tante edizioni in: Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Canada, Italia, Spagna, India, Filippine e Brasile, tra gli altri. Proprio in Brasile, però, Valentina, una bambina di 12 anni arruolata tra i concorrenti della versione junior del programma, è finita oggetto di pesanti commenti a sfondo sessuale, diffusi in Rete da parte di non pochi uomini. Il commento della specialista Maria Helena Vilena, educatrice sessuale presso l’Istituto Kaplan di San Paolo, non ha tardato ad arrivare: ‘Nella testa di certi uomini, una bambina che si espone in tv si dimostra ‘disponibile’. Ma non possono umiliarla e lei ha il diritto di partecipare al programma senza essere aggredita verbalmente’, ha chiarito l’esperta.