Mika e le offese omofobe, lettera al Corriere della Sera: ‘Se non avessi reagito, avrei dimenticato il tredicenne che sono stato’

Mika e le offese omofobe, lettera al Corriere della Sera: ‘Se non avessi reagito, avrei dimenticato il tredicenne che sono stato’

    Mika e le offese omofobe, lettera al Corriere della Sera: ‘Se non avessi reagito avrei dimenticato il tredicenne che sono stato‘, scrive il cantante in una missiva pubblicata dal principale quotidiano italiano. Ricordiamo che nei giorni scorsi i manifesti che pubblicizzavano l’arrivo dell’artista al Mandela Forum per un concerto erano stati imbrattati con la parola ‘Fr*cio, un gesto che Mika aveva deciso di far pasare sotto silenzio fin quando la solidarietà dei colleghi e dei fan non lo ha spinto a prendere la parola per dare voce (o meglio, rompere il silenzio) anche a chi non ne ha.

    Dopo aver preso posizione nei giorni scorsi con tre tweet la cui sintesi è ‘Non mi fate paura‘, Mika torna a parlare degli insulti omofobi con cui qualcuno ha imbrattato i suoi manifesti. In una lettera aperta pubblicata il 12 agosto 2015 sul Corriere della Sera, il cantante e giudice di X Factor spiega che dopo aver visto la foto del poster di Firenze si è sentito triste e umiliato, e che se il primo istinto è stato quello di dimenticare, successivamente ha cambiato idea grazie ai messaggi di amici e fan.

    Il silenzio è stato dunque considerato una reazione sbagliata, ‘la reazione di una persona molto giovane che si sentiva impotente‘, perché in passato, se avesse risposto, i compagni lo avrebbero picchiato. Se insomma quando era piccolo preferiva diluire la rivalsa nel tempo (e magari usare quegli insulti per fare musica e disegni), oggi sono cambiate le cose e soprattutto è cambiato Mika: ‘Rifiutando di riconoscere gli insulti, avrei commesso un errore: avrei dimenticato il tredicenne che sono stato e avrei fatto male alle persone che non hanno quel lusso e quel privilegio‘, scrive il cantante.

    Se oggi insomma potrebbe scuotere le spalle, salire sul palco e vivere come prima, non così possono altri ragazzi: di qui la decisione di mettere quell’immagine come foto del profilo Twitter e Instagram, ‘esattamente quello che mi avrebbe spaventato a 13 anni. Allora non avrei avuto il coraggio, non potevo averlo. Ho fatto l’opposto di quanto avrei fatto a scuola‘. Più che rispondere con le parole, minacciare ritorsioni o mandare tutti a quel paese, Mika ha optato per una ‘dichiarazione visiva‘, con cui ha risposto a chi l’ha insultato ‘senza essere violento o aggressivo, senza perdermi in prediche (…) Se ti offendono, è giusto trasformare un insulto — che un insulto resta — in una bandiera? Sì, finché questo provoca una discussione costruttiva, finché aiuta le persone a riflettere su come un epiteto malpensato e superficiale possa far sentire gli altri. Ma quella parola è comunque una ferita. È ancora molto forte, ha un sacco di implicazioni negative e può fare male. Non accettiamola come una parola normale. Ma non facciamo più finta che non esista: sarebbe – conclude il cantante – molto più pericoloso‘.

    Aggiornamento di Fulvia Leopardi del 12 agosto 2015

    Mika nell’occhio del ciclone: il cantante ha deciso di rispondere alle offese omofobe che gli sono state rivolte e dice chiaramente che non gli fanno paura.

    Firenze si prepara ad ospitare, il prossimo 30 settembre, presso il Mandela Forum, proprio un concerto del noto cantante, che è molto conosciuto in Italia per la sua partecipazione come giudice al talent show di Sky X Factor. Evidentemente a qualcuno non è andato giù che tanto onore venga riservato all’artista e per questo ha imbrattato i manifesti che pubblicizzano l’evento con scritte senza dubbio omofobe.

    I manifesti in giro per la città sono stati imbrattati con scritte offensive. Ben presto tutto il web si è mobilitato in una forte polemica riguardo all’argomento, perché le fotografie dei poster in giro per la città di Firenze sono finite sui social network. Nel giro di poco tempo le immagini sono diventate virali e su Twitter è entrato nei trending topics l’hashtag #rompiamoilsilenzio.

    Inizialmente Mika non aveva voluto rispondere a queste offese, ma poi ha deciso di dire la sua su Twitter. Il celebre cantante ha rivelato di aver visto la scritta sui manifesti e che istintivamente aveva pensato di lasciar stare, di ignorare l’odio di alcune persone. Tuttavia poi, ad un’attenta riflessione, si è reso conto di non avere paura di chi lo discrimina e ha deciso di partecipare anche lui alla campagna #rompiamoilsilenzio.

    Mika non si è limitato soltanto a dire ciò che pensa sulla questione, ma la foto dei suoi manifesti imbrattati è diventata l’immagine di copertina del suo profilo Twitter, a dimostrazione che le accuse omofobe non hanno trovato ragione di esistere.

    Anche gli altri personaggi conosciuti del mondo dello spettacolo hanno rivolti molti pensieri di solidarietà nei confronti di Mika, per dimostrare di riuscire a contrastare quel muro di odio e di discriminazione, che alcuni avevano cercato di far prevalere. Ad esempio Fedez ha scritto: “Si scrive omofobia, si legge ottusità. Ti sono vicino amico”. Simona Ventura ha gridato in maniera forte “Vergogna” e ha colto l’occasione per ribadire il talento e le qualità della persona di Mika.

    E poi ancora Paola Turci contro le discriminazioni, Tiziano Ferro (“NO alle discriminazioni! La nostra solidarietà e vicinanza a @mikasounds e a tutte le vittime di omofobia”) e Alessandro Cattelan, conduttore di X Factor (“#lamorefaquelchevuole mi sembra un concetto molto intelligente e onesto”).

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