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Phil Rudd degli AC/DC arrestato di nuovo e poi rilasciato su cauzione

Phil Rudd degli AC/DC arrestato di nuovo e poi rilasciato su cauzione
da in AC/DC, Heavy Metal, Musica, Spettacoli
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    Non sono ancora finiti i guai per Phil Rudd degli AC/DC, arrestato nuovamente nella notte di sabato 18 luglio 2015 e poi rilasciato su cauzione poche ore fa. Sembra che l’ormai ex batterista della gloriosa metal band australiana sia finito di nuovo dentro per aver violato le clausole della sua detenzione domiciliare (come saprete, Rudd è stato condannato a 8 mesi di arresti domiciliari per il reato di istigazione all’omicidio), che tra le altre cose prevedono anche il divieto di consumare alcolici. E invece, in barba ai severi moniti del giudice, Phil Rudd è stato pizzicato nella sua casa di Tauranga, in Nuova Zelanda, nel bel mezzo di un allegro party dove, oltre a tanto alcol, c’erano anche numerose prostitute. Inevitabile a quel punto l’arresto, che sicuramente provocherà ulteriori noie giudiziarie all’incorreggibile musicista.

    Articolo pubblicato il 9 luglio 2015

    Nel giorno dell’attesissimo concerto di Imola degli AC/DC, lo storico batterista Phil Rudd è stato condannato a 8 mesi di arresti domiciliari per il reato di istigazione all’omicidio. A Rudd, che era stato escluso dalla line-up del Rock or Bust Tour proprio a causa dei suoi problemi giudiziari, è andata anche bene visto che secondo le leggi della Nuova Zelanda (paese dove era stato commesso il fatto) rischiava fino a 7 anni di carcere, ma probabilmente il giudice ha tenuto conto della sua spontanea confessione e ha di conseguenza avuto la ‘mano morbida’.

    Ricordiamo che Phil Rudd era stato arrestato lo scorso 6 novembre 2014 a North Island, la città dove vive in Nuova Zelanda, con le pesanti accuse di istigazione all’omicidio, minacce e possesso di droga. In particolare gli si addebitava di aver ingaggiato un sicario che uccidesse due uomini per conto suo (gli omicidi poi, per sua fortuna, non sono avvenuti, altrimenti Rudd starebbe al fresco già da un pezzo e avrebbero pure buttato la chiave).

    Dopo un primo maldestro tentativo di dichiararsi estraneo alla vicenda, successivamente l’ormai ex batterista degli AC/DC aveva deciso di cambiare linea difensiva (su opportuno suggerimento del suo avvocato, considerato un principe del foro in Nuova Zelanda) ammettendo la sua colpevolezza per i reati di minacce di morte e possesso di metanfetamina e marijuana, seppure in quantità modiche.

    E oggi la vicenda si è finalmente chiusa con la condanna tutto sommato leggera di Phil Rudd, che adesso dovrà trascorrere i prossimi 8 mesi ben tappato in casa, mentre i suoi vecchi compagni di palco sono in giro per il mondo a tenere alto il leggendario nome degli AC/DC. Forse è questa la punizione maggiore per lui.

    Articolo originale del 21 aprile 2015

    Lo storico batterista degli AC/DC, Phil Rudd, si è dichiarato colpevole di minacce di morte e possesso di metanfetamina e marijuana, seppure in quantità modiche. La deposizione di Rudd è avvenuta la scorsa notte in un’udienza davanti al giudice di un tribunale della Nuova Zelanda, durante la quale si è limitato a pochissime parole rifiutandosi anche di rispondere alle domande dei giornalisti una volta uscito dall’aula. Il sessantenne musicista è stato poi rilasciato su cauzione in attesa della sentenza definitiva che arriverà il prossimo 26 giugno.

    In soldoni Phil Rudd rischia fino a sette anni di carcere per le accuse che gli sono state mosse (e che lui, come abbiamo appena visto, ha candidamente confermato), anche se il suo avvocato sta cercando una soluzione che non comporterebbe conseguenze legali particolarmente pesanti. La legge neozelandese, infatti, concede ai giudici il potere discrezionale di non emettere una condanna anche nel caso in cui un imputato si sia dichiarato colpevole, qualora ritengano che le conseguenze di tale condanna superino la gravità del reato. E questo, secondo il suo avvocato Craig Tuck (ritenuto un ‘principe del foro’ in Nuova Zelanda), potrebbe essere proprio il caso di Rudd.

    L’eventuale condanna di Phil Rudd interessa ovviamente anche l’attività live degli AC/DC, che proprio a giugno inizieranno il tour mondiale a supporto dell’ultimo album Rock or Bust (in Italia saranno il 9 agosto all’Autodromo di Imola). Per il momento la band lo ha sostituito con Chris Slade, ma ancora non è chiaro se si tratti di una scelta definitiva. In ogni caso è dura che Rudd possa rientrare negli AC/DC (ammesso che gli altri lo vogliano ancora) prima del 26 giugno, dopo si vedrà, sempre ammesso che ce la faccia a uscire pulito dal processo.

    Articolo originale del 6 novembre 2014

    Phil Rudd, batterista degli AC/DC, è accusato di istigazione all’omicidio, minacce e possesso di droga e rischia fino a 10 anni di carcere. Dopo aver già dovuto sopportare la dolorosa uscita di scena di Malcom Young, afflitto da demenza senile, la band australiana rischia quindi di perdere un altro dei suoi elementi, proprio alla vigilia dell’attesissimo nuovo album Rock or Bust, in uscita a dicembre.

    Il sessantenne Phil Rudd, membro storico degli AC/DC fin dal 1975 (a parte una pausa di 11 anni dall’83 al ’94), è stato arrestato nella notte dalla polizia di North Island, la città dove vive in Nuova Zelanda, e immediatamente trasferito in un’aula di tribunale del distretto di Tauranga, dove si è dichiarato innocente ed è stato rilasciato su cauzione in attesa di una nuova udienza, prevista il prossimo 27 novembre.

    Questa storiaccia sembrerebbe collegarsi alla strana assenza di Phil Rudd sia dalle recenti riprese dei video clip dei nuovi singoli Rock or Bust e Play Ball degli AC/DC, dove è stato sostituito da Bob Richards (il cantante Brian Johnson aveva giustificato la sua mancanza parlando di ‘improvvise emergenze familiari’), che dalla prima foto promozionale del nuovo album. Insomma, quasi come se la band si aspettasse di dover fare a meno di Rudd e avesse già preparato tutto per sopperire alla sua dipartita.

    Ne sapremo di più a breve, certo che se dopo Malcom Young gli AC/DC dovessero perdere anche Phil Rudd, il grande ritorno della band con l’album Rock or Bust e il successivo tour mondiale, perderebbe sicuramente parte del suo fascino. Un conto erano gli AC/DC con 5/5 della loro line-up storica, un altro sarebbe questo 3+2 che si sta configurando.

    Il nuovo cd Rock or Bust, atteso il 1° dicembre 2014 ma già ordinabile su iTunes, contiene 11 brani inediti e arriva a sei anni di distanza da Black Ice, il precedente disco degli AC/DC che ha venduto all’epoca ben 8 milioni di copie, conquistando il primo posto nelle classifiche di 31 nazioni, Italia compresa.

    AGGIORNAMENTO DEL 7 NOVEMBRE 2014: Un tribunale della Nuova Zelanda ha fatto cadere l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Phil Rudd per insufficienza di prove. ‘Il signor Rudd è stato vittima di una pubblicità negativa inutile e dannosa, quando si è diffusa la notizia di un’accusa così seria, che però non aveva alcuna base reale’, recita un comunicato del rappresentante legale di Rudd. Il batterista comunque dovrà comparire in tribunale nell’udienza del 27 novembre per difendersi dalle altre accuse di minacce e possesso di droga.

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