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Madonna: l’hacker che rubò e diffuse Rebel Heart condannato a 14 mesi di carcere

Madonna: l’hacker che rubò e diffuse Rebel Heart condannato a 14 mesi di carcere
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    Sospiro di sollievo per Madonna: l’hacker che a dicembre rubò e diffuse in rete gran parte dei brani del nuovo album Rebel Heart è stato condannato a 14 mesi di reclusione e a una sanzione pecuniaria equivalente a 4.000 dollari. Si conclude quindi con una punizione esemplare uno dei più clamorosi casi di pirateria informatica degli ultimi anni, che ha in parte rovinato il ritorno sulla scena discografica della Regina del Pop e che ha suscitato una vastissima eco a livello mediatico, non solo tra i suoi fan.

    Adi Lederman, questo il nome dell’hacker, un israeliano di 39 anni ex partecipante all’edizione del suo paese del talent show American Idol, era stato arrestato lo scorso gennaio dopo una serie di rapide indagini con le pesanti accuse di violazione aggravata di account informatici, monitoraggio non autorizzato di dati sensibili, violazione del diritto d’autore e intralcio alla giustizia. Reati che, se il giudice avesse voluto usare la mano dura, sarebbero potuto costargli fino a cinque anni di carcere.

    Madonna, che nei giorni appena successivi al leak di Rebel Heart aveva dichiarato di essere sotto choc, si era poi congratulata con le forze di polizia internazionali, in particolare l’FBI e gli investigatori israeliani, per l’arresto dell’hacker, gridando al mondo che anche lei, come ogni normale cittadino, aveva diritto alla difesa della sua privacy e che episodi del genere non dovevano più essere tollerati: ‘Questa invasione nella mia vita, sia dal punto di vista creativo che professionale e personale, è stata un’esperienza profondamente devastante e dannosa come deve essere stata per tutti gli artisti che ne sono stati vittime‘.

    I giudici israeliani che hanno emesso il verdetto di colpevolezza nei confronti di Lederman hanno spiegato che la facilità con cui questo tipo di reati informatici possono essere commessi da coloro che hanno competenze nel settore, come ad esempio l’imputato, richiedono una punizione adeguata che abbia un effetto dissuasivo verso potenziali emulatori.

    Chiusa questa vicenda (intanto però il danno è stato fatto nonostante Rebel Heart abbia comunque venduto circa 760.000 copie, un buon numero di questi tempi), Madonna può ora finalmente concentrarsi sul Rebel Heart Tour a supporto dell’album che prenderà il via il prossimo 9 settembre da Montreal, in Canada, per un totale di oltre 60 concerti in tre diversi continenti, fino alla primavera del 2016. Come è ormai noto da tempo, in Italia la vedremo il 19, 21 e 22 novembre al Pala Alpitour di Torino.

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