Gianna Nannini punta al patteggiamento per le accuse di evasione fiscale

Gianna Nannini punta al patteggiamento per le accuse di evasione fiscale
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    La cantante Gianna Nannini punta al patteggiamento per le accuse di evasione fiscale a suo carico e cerca l’accordo con l’Agenzia delle Entrate. Il processo che coinvolge la rockstar va avanti da più di un anno e punta a restituire al Fisco ben 3 milioni e 750mila euro di tasse non versate. Nella scorsa udienza davanti al gup Fabio Antezza erano già emerse le prime trattative tra il legale della Nannini e la parte lesa, concorde nel concedere un piano di risarcimento condiviso che agevolerà il patteggiamento anche in sede penale. Oggi 30 giugno 2015 verrà valutata dal gup la proposta della difesa e sapremo se per Gianna Nannini sarà concesso l’accordo pacifico con l’Agenzia delle Entrate.

    Il lungo processo che ha visto protagonista suo malgrado Gianna Nannini per evasione fiscale potrebbe concludersi con un patteggiamento. Nella scorsa udienza del 23 aprile 2015 davanti al gup Fabio Antezza erano già emersi i primi segnali della volontà di accordo con l’Agenzia delle Entrate, alla quale la cantante deve l’esorbitante cifra di 3 milioni e 750mila euro. Da parte di Gianna e del suo legale Giulia Bongiorno c’è la volontà di sistemare le cose e di studiare un piano di risarcimento ad hoc con il Fisco, arrivando al patteggiamento anche per quanto concerne la parte penale del processo.

    Nell’aprile 2014 Gianna Nannini aveva già subito un duro colpo, vedendosi sequestrare la villa di Siena e accettando il rinvio a giudizio decretato dal gup. Adesso con la Procura di Milano e l’Agenzia delle Entrate potrebbe essere studiato un accordo di risarcimento, ratificato o confermato nella nuova udienza. Da parte della Nannini e dell’avvocato Giulia Bongiorno c’è la piena volontà di collaborare e risarcire il debito, evitando nella migliore delle ipotesi le conseguenze penali dell’evasione fiscale, riscontrata negli anni tra il 2007 e il 2012.

    Nell’udienza dell’anno scorso, la difesa di Gianna Nannini aveva tentato di dimostrare l’estraneità ai fatti della rockstar nostrana, ma le carte e i documenti presentati alla Procura di Milano non avevano convinto il gup, che aveva prontamente rinviato a giudizio la cantante per ulteriori accertamenti. Negli ultimi mesi il patteggiamento sembra essere stato scelto come metodo più consono e, nella nuova discussione, il gup decreterà la conferma o la ratifica di tale accordo tra le parti. In ogni caso per la Nannini il conto sarà piuttosto salato, considerando che il debito imputatole ammonta a 3 milioni e 750mila euro.

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