Magali Noël, morta la ‘Gradisca’ in Amarcord di Federico Fellini

da , il

    Magali Noël, morta la ‘Gradisca’ in Amarcord di Federico Fellini

    Magali Noël, morta la ‘Gradisca’ in Amarcord di Federico Fellini. Nuovo lutto nel mondo del cinema a poche ore dalla scomparsa di Laura Antonelli, scompare un’attrice (e anche cantante) non italiana ma che ha segnato comunque un pezzo di storia del nostro cinema: Noël, come ha annunciato la figlia Stéphanie Vial-Noel, è morta nel sonno la scorsa notte: un lutto che arriva pochi giorni prima dell’ottantaquattresimo compleanno della femme fatale felliniana.

    Magali Noël, morta la ‘Gradisca’ di Amarcord di Federico Fellini. Attrice francese tra le più note della sua generazione – non aveva nulla da invidiare a Brigitte Bardot, Jeanne Moreau e Annie Girardot – Noël era nata il 27 giugno 1932 a Smirne, in Turchia, ed è morta ‘nel sonno’ nella casa di cura di Chateauneuf-Grasse, dove viveva.

    Dopo il debutto cinematografico nel 1951 che seguiva una carriera di cantante di cabaret, Noël aveva girato un’ottantina di film, soprattutto nel ruolo di femme fatale: dopo il grande successo raggiunto grazie ad Eliana e gli uomini (con Ingrid Bergman) tanti i suoi titoli italiani, oltre a quello che l’ha resa immortale nel ruolo di Gradisca, ossia Amarcord di Federico Fellini – con cui girò anche La dolce vita: era il personaggio – originariamente non presente nel copione – della ballerina del tabarin che si esibisce col vecchio clown Polydor.

    Tra questi, ricordiamo Noi siamo due evasi di Giorgio Simonelli, A qualcuna piace calvo di Mario Amendola, La ragazza in vetrina di Luciano Emmer, Totò e Cleopatra di Fernando Cerchio (interpretò Cleopatra), Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista di Flavio Mogherini e Il prete sposato di Marco Vicario. Il suo ultimo film è del 2002, The Truth About Charlie di Jonathan Demme, anche se poi la Noel si era dedicata al teatro.

    E pensare che il ruolo di Gradisca arrivò per caso: la prescelta era Edwige Fenech, ma Fellini voleva una donna più procace e scelse la Noël: ‘Mi telefono nel bel mezzo della notte e mi disse che mi aspettava a Cinecittà – ricordava l’attrice qualche tempo fa, nel 2011 ospite del Festival di Locarno – subito le prove con il costumista Danilo Donati che mi mise addosso una coperta di lana spessa che sembravo una botte. Andai da Federico così, a piedi nudi e chiesi che dovevo dire o fare. Niente, fai sci sci, fai grimaces, cioè smorfie, sberleffi, boccacce, morsica coi denti una collana di perle lunga fino ai piedi. E nacque la femme fatale‘.