Michele Santoro: ‘In tv i talk show non sono morti’

Michele Santoro: ‘In tv i talk show non sono morti’
    Michele Santoro e la crisi dei talk show

    Michele Santoro in tv sta per chiudere il suo ciclo con Servizio Pubblico. Il giornalista si dichiara soddisfatto, ma allo stesso tempo si sfoga, parlando di quella che lui ritiene una vera e propria crisi dei talk show. In merito a tutto ciò il famoso personaggio afferma che non si può dire che sia vero che gli italiani non guardino più questi programmi televisivi. Dire tutto questo corrisponderebbe ad una falsità. A questo proposito Santoro fa notare come il talk sia eterno. L’unico problema è costituito dalle spese, perché l’editore deve spendere per i contenuti e i talk show devono durare fino alle 23:20.

    E’ una finta crisi dei talk show, quindi? Santoro sembra propendere per il sì, perché lo spazio potrebbe essere utilizzato per dar vita, secondo lui, a moltissimi programmi innovativi e di tendenza. E arriva perfino a spingersi oltre, affermando che sarebbe felice di produrre un nuovo programma per la Rai, ma preferisce di no, perché si ritiene essere indipendente.

    Santoro ha detto che solo su La 7, dal lunedì al venerdì, ci sono milioni di persone che guardano i talk e, considerando anche le altre reti, il pubblico è veramente tantissimo. L’unico problema è che, secondo la teoria del celebre giornalista, i telespettatori sono spalmati su tutte le reti e su tutta la giornata. Il tutto potrebbe tradursi in una questione, che ha come effetto la saturazione, considerando che la prima serata finisce sempre dopo mezzanotte.

    Ha le idee molto chiare Santoro, che oltre ad essere un giornalista è anche molto esperto di televisione. Si dichiara felice, perché il suo pubblico non lo ha dimenticato, nonostante abbia scelto di lavorare come produttore indipendente. A proposito dello spazio televisivo che si apre dopo le 23 di sera, Santoro pensa a quanti altri programmi si potrebbero mettere dopo e a questo proposito dice: “Sarebbe un proliferare di autori, idee… tutta la grande televisione è nata a quell’orario”.

    Di certo il giornalista ha avuto coraggio a scegliere di essere indipendente. Celebrerà le 100 puntate del suo talk show ed egli stesso ha ricordato che tutto era partito chiedendo al pubblico un contributo per farne 8. E con un pizzico di ironia, Santoro dice, a proposito di Matteo Renzi, che se lui decidesse di affacciarsi, proprio la sera dell’ultima puntata di Servizio Pubblico, in diretta da Firenze, “sa che siamo autonomi ma anche rispettosi delle istituzioni”.

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