Donatella Rettore risponde a Marcella Bella: ‘Mi ha diffamato, la querelo’

Donatella Rettore risponde a Marcella Bella: ‘Mi ha diffamato, la querelo’
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    Donatella Rettore risponde a Marcella Bella: ‘Mi ha diffamato, la querelo’

    Attraverso le pagine della rivista Nuovo la cantante Donatella Rettore ha risposto per le rime a Marcella Bella che qualche giorno fa, nel corso di un’intervista radiofonica, aveva definito la sua collega ‘pazza e invidiosa‘ e anche ‘un travesta e una bionda secca secca con i labbroni a canotto‘. Rettore, che a quanto pare non sapeva nulla delle dichiarazioni di Marcella (evidentemente non naviga su internet…) prima che gliele riportasse il giornalista di Nuovo, ha annunciato che presenterà una querela per diffamazione.

    Le parole di Marcella sono diffamanti‘, ha spiegato Donatella Rettore, ‘Andrò dal mio avvocato penalista, che le cause le vince tutte. Non ne sapevo nulla di ciò che aveva detto, ma a Marcella non conviene continuare: se ha qualcosa da perdere, la perderà‘.

    Rettore poi ha chiuso l’argomento (in attesa degli sviluppi in sede penale) ricordando come ci si dovrebbe comportare tra colleghi: ‘Gli artisti non devono fare gossip: una critica deve essere su quello che scrivi o canti, non su quello che sei, perché si tratta di scelte personali‘. E infatti, quando le è stato fatto notare che lei stessa in passato aveva pesantemente criticato cantanti come Ligabue, Vasco Rossi, Gianna Nannini e altri, Rettore ha precisato: ‘Sì, ma parlavo solo di musica. Io non voglio offendere nessuno, ma solo animare un panorama che mi sembra addormentato‘.

    Vedremo come andrà a finire…

    Articolo originale del 3 giugno 2015

    Scalpore per le dichiarazioni di Marcella Bella contro Donatella Rettore rilasciate nel corso di un’intervista radiofonica all’emittente Radio Club 91 durante il programma I Radioattivi. L’interprete di canzoni passate alla storia della musica leggera italiana come Montagne Verdi e Nell’Aria, ha infatti definito la sua bionda collega ‘pazza e invidiosa‘ in merito ad alcuni episodi accaduti soprattutto negli anni ’80, quando sia Marcella che la Rettore erano all’apice della popolarità.

    Donatella Rettore è una pazza‘, ha esordito senza mezzi termini Marcella Bella nel suo sfogo radiofonico, ‘era invidiosa di me perché era una pertica di 1,80 e con i tacchi sembrava un travesta, una bionda secca secca con i labbroni a canotto‘. Ricordiamo infatti, soprattutto a beneficio dei più giovani, che Marcella non è particolarmente alta (eufemismo: in realtà è parecchio bassa). Che queste improvvise dichiarazioni della sorella di Gianni Bella nascondano in realtà una malcelata invidia verso i centimetri della Rettore? Chissà…

    Mi criticava per il mio abbigliamento e i tacchi alti, salvo poi presentarsi da angelo con le ali a Sanremo‘, ha poi proseguito Marcella sempre a proposito della cantante di Splendido Splendente, ‘Non riesco a porgere l’altra guancia a nessuno anche perché non voglio farmi venire il mal di fegato. Rettore è pazza anche quando dà addosso a Vasco Rossi: ogni giorno si sveglia e deve parlare male di qualcuno‘.

    Nel suo improvvisato show a Radio Club 91 Marcella ha parlato anche della sua immagine di icona gay (una delle prime in Italia quando l’argomento era ancora tabù) e ha lanciato pesanti frecciatine anche nei confronti di Gino Paoli: ‘I gay mi adorano, fanno parte dello zoccolo duro dei miei fan, li adoro.

    I matrimoni gay? Contenti loro, io sono per la libertà di pensiero. C’è chi pensa che la famiglia possa essere diversa e chi pensa che possa esserci solo la famiglia tradizionale. Io sono per le libertà e Papa Francesco ha già accettato tante cose: è un Papa modernissimo, che porta avanti discorsi anticipatori dei tempi‘.

    Infine, come anticipavamo, la stoccatina (neanche tanto piccola, a dire il vero), a Gino Paoli: ‘Una delle mie canzoni più famose, Tanti Auguri (6° posto a Sanremo 1987), in realtà l’ha scritta lui, ma se ne vergognava e non voleva che si sapesse perché all’epoca si sentiva un cantautore impegnato ed era contro il Festival di Sanremo. Peccato che non rinunciò mai ai diritti della canzone (per la serie: ‘pecunia non olet’, ndr) e dopo soli tre anni al Festival ci andò lui in persona‘. Evidentemente non si sentiva più così impegnato…

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