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Carlo Cracco: allo chef un convento del ’400 gratis? Scoppia la polemica

Carlo Cracco: allo chef un convento del ’400 gratis? Scoppia la polemica

    Carlo Cracco: lo chef si trova nell’occhio del ciclone per una questione dell’attribuzione gratuita di un convento del ‘400. Più precisamente il fatto riguarda l’ex convento dell’Annunciata di Abbiategrasso. Il Comune in provincia di Milano ha concesso al cuoco quegli spazi in comodato d’uso gratuito per un anno. Dopo tutto questo sono scoppiate le polemiche, perché Cracco si è mostrato sicuro che, dopo una prima stagione di eventi, all’Annunciata potrà essere inaugurata la sua Accademia di alta cucina.

    Domenico Finiguerra, consigliere comunale della lista d’opposizione, si chiede come mai Cracco si mostri così certo dell’apertura della propria scuola proprio negli spazi dell’ex convento.

    Nel frattempo il bando per l’assegnazione definitiva dell’edificio è stato sospeso e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni ha effettuato una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione. Certe perplessità riguarderebbero anche i requisiti richiesti dal bando, che ad alcuni sono apparsi troppo ristretti.

    Erano richiesti un fatturato di 7 milioni di euro negli ultimi tre esercizi, la titolarità di un contratto di consulenza per l’area food da almeno 120.000 euro, il possesso di due stelle Michelin, due forchette del Gambero Rosso, tre cappelli dell’Espresso; inoltre fra i requisiti c’era anche il posizionamento per 4 anni tra i primi 50 ristoranti al mondo nell’ambito della classifica San Pellegrino. In seguito a tutti questi requisiti, l’unica società ad essersi presentata è stata la Cracco Investimenti srl.

    Secondo ciò che ha detto Finiguerra, le condizioni del bando non permettevano la presentazione di altre aziende, perché la concorrenza sarebbe stata fortemente limitata. E’ stato inoltre sottolineato, fra mille polemiche, che sarebbe stato previsto un accordo che avrebbe destinato l’ex convento ad attività museali, ma si sarebbe dovuta attendere l’autorizzazione anche da parte della sovrintendenza per i beni architettonici.

    Sono state tirate in ballo responsabilità politiche e adesso il famoso chef si trova davvero nell’occhio del ciclone. Vedremo come andrà a finire la questione e se veramente avrà ragione Cracco sulla possibilità che l’ex convento possa essere utilizzato per l’obiettivo che lui si propone.

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