Amici, storia di un programma di successo: quando il format non è ‘solo’ talent

    Trash, falso, diseducativo. Sono tanti gli aggettivi – tutti dello stesso tenore – che, negli anni, sono stati utilizzati per definire Amici. Amici, il talent show di Maria De Filippi, altro non è che una fucina di talenti; che piaccia o meno, è il programma che ha cambiato la televisione italiana (forse più del Grande Fratello), incidendo anche sulla industria discografica nostrana. Dal lontano 2001, anno della prima edizione, ad oggi, il format è cambiato, si è evoluto, si è trasformato e adattato allo Zeitgeist, allo spirito del tempo.

    Emma, Alessandra Amoroso, Moreno, Dear Jack, Annalisa Scarrone: sono solo alcuni dei talenti scoperti da Maria De Filippi e dalla sua scuola. Perché di una scuola a tutti gli effetti si tratta. Sono lontani gli anni in cui gli allievi litigano con i professori a favore di camera, gli anni in cui il serale è dominato dai messaggi strappalacrime dei genitori, gli anni in cui le esibizioni dei ragazzi lasciano il posto ai litigi tra professori, ora fan di uno ora detrattori di un altro.

    Cambio di rotta per paura degli ascolti? Assolutamente no. Maria De Filippi, con il suo gruppo di autori, si è adattata ai tempi che cambiavano, alle esigenze che cambiavano, dunque alla televisione che, di lì a poco, sarebbe cambiata. E l’ha fatto, come sempre, precorrendo i tempi, anticipando usi e costumi.

    Dalla scuola di Amici non sono più usciti talenti ‘semplici’, bensì artisti veri e propri: cantanti in erba, nel giro di pochi mesi, trasformati in star; ballerini amatoriali trasformati in professionisti, grazie al supporto di maestranze del settore, messe a loro disposizione dalla produzione. Il cambio di rotta ha fatto sì che il programma, da semplice contenitore di intrattenimento, si trasformasse in un vero e proprio varietà.

    Il serale di Amici 2015 non è la trasposizione in prime time di una gara tra adolescenti sognanti. E’ un varietà puro in cui si mischiano l’alto e il basso, il momento serio con quello comico, l’intermezzo musicale con il monologo. Gli screzi non mancano, ma, anziché togliere in termini qualitativi, danno ritmo e aggiungono contenuto al programma, senza mai eccedere. Se a questo si aggiunge la partnership rinnovata con RTL 102.5 (che trasmette gli inediti dei cantanti in gara, ancora prima della finale), si evince che il prodotto Amici è studiato nei minimi dettagli e non è fine a se stesso. E’ un prodotto che darà i suoi frutti o, almeno, gli addetti ai lavori ce la mettono tutta per riuscirci e difficilmente sbagliano.

    A chi accusa la macchina De Filippi di lucrare sui sogni dei giovani, si può rispondere riprendendo le dichiarazioni di Emma all’ultimo Festival di Sanremo: ‘Ho fatto Amici e se oggi con la mia musica mantengo cento famiglie, ben vengano i talent’.

    Al di là di tutto, un dato è oggettivo: Maria De Filippi è brava, la più brava, la migliore. E’ la vera Signora della televisione italiana: anticipa, prova, sperimenta, se non va bene modifica, cambia, talvolta si ferma, ma non propone mai copie di altri programmi; anzi, talvolta sono gli altri a proporre copie purtroppo raffazzonate di contenitori targati Fascino. Si mette in gioco, innova, intercetta il pubblico giusto e gli ascolti volano.