Fabio e Mingo in procura: i due ex inviati di Striscia interrogati per sei ore

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    Fabio e Mingo in procura: i due ex inviati di Striscia interrogati per sei ore dai giudici di Bari, che stanno indagando su una decina di servizi della coppia, accusata di aver confezionato e mandato in onda dei servizi falsi. Sul caso sta conducendo indagini anche lo stesso tg satirico, che nei giorni scorsi aveva diffuso le immagini di tre persone ritenute coinvolte nel confezionamento dei falsi. Oltre a Fabio De Nunzio e Domenico De Pasquale (in arte Mingo), in procura è finita anche la moglie di quest’ultimo, Corinne Martino: il legale dei tre ha fatto sapere che presto ci sarà anche una conferenza stampa.

    Fabio e Mingo in procura: i due ex inviati di Striscia interrogati per sei ore dai giudici di Bari, che hanno voluto sentire anche la moglie di Mingo, Corinne Martino, l’amministratrice della società che produce i video della coppia. Massimo riserbo sull’interrogatorio, ovviamente relativo alle indagini sulla presunta simulazione di reato di cui i tre sono accusati per aver trasmesso alcuni servizi falsi: tutto è nato – come svelato proprio da Striscia la notizia via Gabibbo – da un servizio andato in onda due anni fa su un presunto falso avvocato, che era riuscito a scappare dalle ‘grinfie’ dei due ex inviati, con una macchina apparentemente noleggiata usando una carta di credito riconducibile alla coppia.

    Dopo il servizio che accusava l’avvocato di falso, truffa ed esercizio abusivo del titolo, l’Ordine degli avvocati aveva contattato la Procura di Bari, ma le indagini della polizia giudiziaria si erano scontrate con svariate difficoltà, prima tra tutte quella opposta dalla Martino, che aveva sostenuto che il servizio originale (senza i pixel che permettevano di smascherare l’identità del truffatore) era stato trafugato dalla redazione pugliese.

    La polizia si era allora rivolta a Mediaset, che aveva fornito le immagini integrali, dalle quali è emerso però che di quel famigerato legale non c’era traccia, che presumibilmente ad interpretarlo era un attore e che se anche il servizio riportava vicende vere, gli interpreti erano finti. Subito dopo le accuse – e senza dimenticare che una ex collaboratrice dei due aveva raccontato di altri tre servizi potenzialmente falsificati – Mingo e Fabio (che si erano detti certi della qualità del loro lavoro) avevano chiesto di essere ascoltati dai giudici, pronti a rispondere con lealtà e serenità alle domande anche per far chiarezza su una vicenda ritenuta assurda.

    Una richiesta accolta dai giudici: ‘Detto atto istruttorio si è svolto – ha rivelato l’avvocato della coppia – ed i miei assistiti hanno risposto ampiamente ad ogni domanda‘. Da sempre Fabio e Mingo hanno mantenuto il riserbo sulla vicenda – l’unica dichiarazione sibillina è stata quella in cui Mingo si dichiarava ‘un attore e non un giornalista’ – ma a breve indiranno una conferenza stampa: rimane da capire di cosa parleranno, visto che gli atti istruttori sono coperti da segreto.