Emma Marrone e il finto saluto fascista: ‘Mi dissocio da tanto orrore’

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    Emma Marrone è indignata: la cantante ha deciso di prendere provvedimenti contro il finto saluto fascista di sui si è resa protagonista a sua insaputa. I fatti sono i seguenti: una pagina facebook ha usato una foto in cui la coach dei bianchi di Amici 14 ha il braccio proteso in avanti e la mano distesa. Quello che probabilmente era un semplicissimo saluto verso i fan in un’occasione pubblica si è trasformata in una locandina social, in cui la didascalia recita chiaramente ‘Emma Marrone ricorda il 70^ anniversario del barbaro massacro ai danni di Benito Mussolini’. Emma si è davvero infuriata, a ben vedere e ha deciso di risolvere la questione per vie legali.

    Ai numerosi impegni lavorativi si aggiungono dei grattacapi davvero noiosi da risolvere: Emma Marrone ha davvero un ben gran da fare. La sua popolarità l’ha portata ad essere al centro di un fraintendimento mediatico, di cui però l’artista non ha alcuna colpa. Una pagina facebook ha infatti deciso di utilizzare il suo volto per attirare quanti più fan possibile, ricordando un evento che ha come protagonista Benito Mussolini.

    Come è facile immaginare quando a comparire sono volti noti, il post è diventato virale e si è rapidamente diffuso sul web: il risultato è la rabbia e l’indignazione di Emma, la quale ha subito replicato sul suo profilo Instagram. Riportando la foto che a vede con il bracco e la mano protesa in avanti, la cantante ha scritto a tutti i suoi fan di segnalare la pagina, ma in ogni casi lei stessa provvederà per vie legali. Poi a chiusura, ha voluto aggiungere ‘Intanto due parole: SCHIFO E VERGOGNA’.

    Emma Marrone in un Tweet ha poi voluto dire a tutti i suoi fan, che hanno condiviso e segnalato l’abuso della pagina di estrema destra, che si dissocia in tutti i modi da ‘Tanto orrore’. Certo il modo in cui l’immagine della cantante è stata usata non è certo delle migliori: in ogni caso, non è legale abusare dell’immagine di un volto noto per scopi più o meno personali senza averne ricevuto il consenso: la minaccia di procedere nelle sedi più opportune, qualora Emma la portasse avanti, come ha dichiarato, e non abbiamo motivo di credere che non lo farà, ha tutte le basi per mettere nei guai gli amministratori della pagina facebook incriminata.