DiMartedì, Maurizio Crozza imita Mattarella: la copertina del 3 febbraio 2015

da , il

    DiMartedì, Maurizio Crozza imita Mattarella: la copertina del 3 febbraio 2015

    Ennesimo debutto comico a DiMartedì, Maurizio Crozza imita Sergio Mattarella il nuovo presidente della Repubblica. Qualche minuto di Crozza-Renzi in apertura durante la copertina di stasera 3 febbraio 2015, poi evidentemente non poteva mancare il neo eletto al Quirinale. E la parodia è servita: un uomo cartoccio, ingrigito dagli anni della politica, invisibile alla società. Lo descrive così Maurizio Crozza che ad un certo punto non riesce a contenere le risate perché – conferma Floris da studio – l’imitazione è perfettamente riuscita.

    La parodia del discorso d’insediamento è servita: ‘Chi sono io? Proviamo a conoscermi meglio: Sergio Mattarella, un uomo che nella vita ha riso solo una volta nel 1945 quando è finita la guerra e poi basta. Lo giuro! Il mio romanzo preferito è ‘Gazzetta Ufficiale’. Vi prego! Non ditemi come va a finire! Sono felice di essere qui. Mi spiace solo questa sera di essere a colori. Io che sono un uomo in grigio. Io che sulla mia scrivania ho grigi pure gli evidenziatori. Io sono un uomo che ha vissuto tutta la vita in trentaseiesima fila. Un uomo mai notato e che, questa sera, ha la sua rivincita’.

    Guarda il video completo

    E’ il presente del Mattarella pensato da Crozza, ma nemmeno l’infanzia deve essere stata un granché: ‘Quando ero piccolo, a scuola ero così poco notato che i miei compagni mi appendevano i cappotti addosso. All’appello? Ero segnato alla voce ‘altri’. Io, un uomo mai notato. Pensate che nella foto della mia patente io sono quello dietro! Sono così poco notato che alla bouvette di Montecitorio ho ordinato un caffè nell’83 e lo sto ancora aspettando’.

    Un’elezione, quella del nuovo Presidente della Repubblica, particolarmente faticosa anche per alcuni giornalisti: ‘Ora, lasciatemi rivolgere un pensiero ai tanti volti che porto nel cuore. Il mio primo pensiero va al volto di colui che col mio insediamento può finalmente abbandonare il suo compito e concedersi un meritato riposo: Enrico Mentana! Anche la Sardoni è stata liberata, sta bene e sta tornando a casa!’.