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Intervista ad Ennio Morricone: “Non sono abituato a pensare al futuro”

Intervista ad Ennio Morricone: “Non sono abituato a pensare al futuro”
    Intervista ad Ennio Morricone: “Non sono abituato a pensare al futuro”

    Se alle otto di una domenica mattina ti batte il cuore talmente forte da farti mancare il respiro, o è perché sei innamorato, oppure è perché stai per intervistare l’uomo che, attraverso la sua musica, ti ha fatto sognare così tanti giorni della tua vita, ti ha ridato speranza quando la realtà si sgretolava tutto attorno, ti ha insegnato a piangere di commozione e ti ha dimostrato che il talento, quello vero, esiste. Ci sono milioni di individui, e poi ce ne sono alcuni speciali, nati con quel qualcosa in più che magari gli è costato caro – forse loro soltanto sapranno quanto – però ha cambiato il mondo. E per sempre resteranno nella storia.
    Ennio Morricone è uno di questi uomini: basta aprire una banale pagina di Wikipedia e leggerne la biografia per saperlo, ma non sono i premi, non sono le onorificenze, non sono le esperienze e i riconoscimenti a fare grande un compositore: è l’Arte, quella che senti anche senza che nessuno te la spieghi. Certe persone ce l’hanno nel sangue, e allora ecco che, quando vogliono, riescono a modificare la realtà che li circonda: all’improvviso, alzano la bacchetta, la muovono leggiadra nell’aria e ogni cosa si trasforma. Diventa magia.
    Morricone è già sveglio alle otto di una domenica per lui normale, per me speciale. Vorrei chiedergli tante di quelle cose da tenerlo incollato alla poltrona per giorni interi, ma ho poco tempo a disposizione, e allora mi concentro per arrivare là dove mi interessa arrivare: al cuore dell’Artista.

    Ennio Morricone

    Partiamo dal presente: ha appena terminato la colonna sonora di un film francese che si intitola “Esodo”, prossimamente nelle sale. Ci può anticipare qualcosa?

    Si tratta di un film che parla solo in parte della Seconda Guerra Mondiale: prende in esame nello specifico l’invasione della Francia da parte dei Tedeschi, però questo è soltanto il sottofondo della storia. Ci sono sì alcune immagini dell’invasione vera e propria, ma il fulcro ruota attorno alla sventura di un gruppo di persone di un certo paese che tentano di sottrarsi a questa violenza – la quale ricompare inevitabilmente di tanto in tanto – attraverso una fuga, un “Esodo” appunto. Questa difficile avventura si conclude con una dispersione dei vari componenti del gruppo; tuttavia, rimangono tre persone che si dirigono verso nord con il sogno di raggiungere l’Inghilterra. È un film molto affascinante che non parla di guerra, ma al contrario della speranza di potersi sottrarre ad essa.

    Al di là delle colonne sonore per i film, di cui lei è Maestro assoluto, c’è però da parte sua una grande passione per la musica contemporanea. È così?

    Certamente. Io provengo da essa e per me costituisce un elemento importantissimo in tutta la mia formazione e carriera. Tendiamo sempre a dimenticarci che la musica del cinema non è affatto musica dell’altro ieri, ma è, al contrario, proprio musica contemporanea.

    In tal senso a che cosa sta lavorando al momento?

    Ho finito da poco di scrivere una Messa dedicata a Papa Francesco, che verrà eseguita a giugno nella Chiesa del Gesù, probabilmente alla presenza del Papa stesso. Questo è il mio ultimo lavoro, che le svelo in anteprima.

    Tra le mille musiche che ha composto, ce n’è qualcuna che le sta particolarmente a cuore?

    Le considero tutte come dei figli, quindi non faccio distinzione. Per fare una scelta seria dovrei pensarci tanto, ma proprio tanto. È difficile.

    A fronte di una carriera così lunga, quali sono i momenti che ancora più la emozionano, e quali invece le cose che la fanno arrabbiare?

    Questa è una professione creativa, quindi inevitabilmente è permeata di momenti critici, alternati ad altri di ottimismo. L’importante, però, è che la crisi venga superata cercando di migliorare, imparando da essa.

    Quando ha scoperto di avere un talento speciale per la musica, e per la composizione nello specifico?

    È stato principalmente merito del mio Maestro Roberto Caggiano, il quale al Conservatorio si accorse subito dei miei progressi velocissimi e mi disse che dovevo studiare composizione. E così ho fatto.

    Oggi, invece, è lei che deve scoprire nuovi talenti. Come fa?

    Quando davo lezioni di composizione mi sono accorto che alcuni allievi i consigli naturali li comprendevano subito e li facevano propri, altri invece avevano bisogno di un tempo maggiore. Coloro che sono in grado di andare più veloci degli altri e apprendono con più naturalezza sono i veri talenti del domani.

    C’è un sogno che vorrebbe ancora realizzare?

    Non sono abituato a pensare al futuro e a quello che vorrei fare domani. Più che altro, c’è una voglia continua di comporre, specialmente riguardo alla musica assoluta. Ora c’è in previsione la preparazione della colonna sonora del nuovo film di Giuseppe Tornatore. Dunque, più che sogni da realizzare, c’è uno stimolo continuo che non si ferma mai, esiste in me in maniera naturale.

    Ennio Morricone

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