Gianna Nannini a processo per evasione fiscale: rinvio a giudizio per la cantante

Gianna Nannini a processo per evasione fiscale: rinvio a giudizio per la cantante
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    Gianna Nannini andrà a processo per evasione fiscale: la cantante è stata rinviata a giudizio dal pm milanese Adriano Scudieri, dopo le indagini di aprile 2014 che hanno già portato al sequestro della villa di Siena della donna. A difendere la donna, che sarà ospite al Festival 2015, c’è l’avvocato Giulia Bongiorno, che con Michelle Hunziker ha fondato l’Associazione Doppia Difesa, in favore delle donne vittime di violenza. L’avvocato ha voluto precisare che il fatto non sussiste: la rockstar si è già dichiarata innocente e a supporto si sarebbero acquisti dei documenti, che dimostrano che il reato non è stato commesso.

    Al momento d’oro della carriera di Gianna Nannini, che con il suo album Hitalia sta ottenendo un gran successo, si contrappone una vicenda giudiziaria che potrebbe arrecare non pochi fastidi alla cantante. Dopo essersi vista sequestrare lo scorso aprile la villa di Siena, adesso la Nannini dovrà affrontare un processo per evasione fiscale.

    Dopo il rinvio a giudizio chiesto dal pm Adriano Scudieri, adesso toccherà al gup Fabio Antezza decidere se la rockstar dovrà essere processata, decisione che verrà presa durante l’udienza preliminare fissata il 3 marzo 2015. I reati contestati risalgono al periodo che va dal 2007 al 2012: secondo l’accusa la cantante avrebbe frapposto tra la Gng Musica srl, della quale risulta essere proprietaria e amministratore unico, e la Sony e la Universal, che non sono indagate, due società che non hanno una vera e propria struttura, cioè la Bad&Worth e la Z-Music Enterprise, che sarebbero dislocate in Irlanda e in Olanda, sottraendo al fisco un totale di 3 milioni e 750mila euro, in quanto in tal modo non sarebbero state pagate le royalties dei dischi e dei concerti.

    Una parte di questa evasione, inoltre, sarebbe legata a spese che la Nannini, adducendo a concerti, quindi ad esempio luci e palcoscenico o attrezzature, avrebbe invece fatto per una sua casa nel bosco vicino Piacenza, per abbellirla con nuovi arredi e decorazioni per interni.

    Per completare il quadro dell’accusa, a quanto pare, con una parte dei soldi, la cantante avrebbe comprato anche una casa a Londra, più precisamente a South Kensington, scelta ed arredata di suo gusto di cui dispone liberamente.

    La tenuta sequestrata a Siena, compresi magazzini, scuderie a autorimessa, a seguito delle indagini del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano, corrisponde all’incirca al totale della cifra evasa, ma l’avvocato Giulia Bongiorno, che segue il caso, ha dichiarato che nuovi documenti decisivi, e da poco acquisiti, dimostreranno l’estraneità ai fatti della Nannini, sottolineando, infine, che il reato riguarderebbe una società e non la cantante. Ne sapremo di più il prossimo 3 marzo.

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