Gabriele Parpiglia, intervista al giornalista di Chi e autore di Verissimo

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    Gabriele Parpiglia, intervista al giornalista di Chi e autore di Verissimo

    Esiste ancora il gossip? Quali sono i personaggi che fanno sognare lettori e telespettatori? Lo abbiamo chiesto a Gabriele Parpiglia, giornalista, firma di punta del settimanale ‘Chi’, autore di Verissimo, conduttore di Password insieme a Nicoletta De Ponti su RTL 102.5, ma non solo. Amico di Fabrizio Corona e tra i sostenitori della richiesta di grazia, Parpiglia è anche a Tiki Taka con la rubrica ‘Tiki Spy’. Dopo il salto, l’intervista integrale e la sua posizione in merito al ‘caso Corona’.

    Partiamo dal gossip: cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa?

    C’è stato l’avvento dei social e del ‘marketing’ attraverso i social. Oggi i personaggi preferiscono comunicare attraverso i loro ‘canali’ perché riescono a generare anche business. Di conseguenza, i giornali ne risentono e la parola ‘gossip’ direi che è deceduta ormai.

    Qual è la coppia dello spettacolo più importante in termini di copie e di interesse da parte del pubblico?

    Senza dubbio, se non ci fossero stati Ilaria D’Amico e Gigi Buffon, Pirlo e la sua nuova compagna e la sfilza di matrimoni tra le star italiani e internazionali, sarebbe stata una pessima annata. Forse saremo ancora fermi al bluff del matrimonio tra Balotelli e Fanny.

    Come ti relazioni in merito a eventuali scoop difficili da pubblicare? La notizia va data sempre e comunque?

    Non so cosa siano gli scoop difficili da pubblicare. Io mi attengo alle regole dell’ Ordine dei giornalisti. La notizia va data se non urta dati sensibili, dati legati alla salute dell’individuo, eccetera.

    Quali sono le censure – se ci sono – che ti imponi?

    Motivi di salute e violazione della privacy su tutto.

    A volte le notizie passano prima dai social network: cosa ne pensi? Rischiano di minare la professione giornalistica?

    Non minano la professione, ma l’intero sistema di comunicazione. Oggi i personaggi si lasciano o si ‘uniscono’ tramite twitter o comunicato stampa oppure si attaccano e si difendono su Instagram. E’ cambiato un certo modo di comunicare. Ma è più stimolante per chi come me cerca notizie. Diventa più difficile, lo so. Ma io non sono uno da scrivania, mi piace ancora cercar le notizie per strada. E arrivare prima degli altri ovviamente.

    Hai più ammiratori o detrattori?

    Non sono così importante da pormi questa domanda. Se dovessi farmi questa domanda, significa che avrei perso di vista l’obiettivo ovvero lavorare e portare a casa i soldi a fine mese per me e la mia famiglia.

    A Tiki Taka curi la rubrica ‘Tiki Spy’, in cui racconti le sfumature rosa degli sportivi: è un primo passo per saltare dal gossip puro allo sport?

    Ma quali primi passi. Leggo e mangio pane e calcio da quando sono nato. Tikispy nasce da un’idea della redazione e condivisa con me. Il direttore Claudio Brachino è un fuoriclasse nel metter giù squadra e contenuti. Direi molto simile a Mourinho. Pardo, invece, è ‘pane e fantasia’ calcisticamente simile a Ronaldinho e Bobo Vieri, due pesi massimi che sanno sfondare. Io provo a raccontar sfumature legate intorno al mondo del pallone senza prenderci sul serio, ma pur sempre dando notizie. Che poi sono le stesse notizie che ritrovi sui quotidiani sportivi e non. Quelle notizie che leggono tutti ma fanno finta di non leggerle.

    C’è un personaggio impossibile da intervistare che non sei ancora riuscito a incontrare?

    Mi sarebbe piaciuto intervistare l’avvocato Gianni Agnelli e parlare di ‘bella vita’.

    Sei anche un conduttore radiofonico: qual è il tuo rapporto con la radio?

    Magico. La radio produce strane sensazioni che cambiano umore. La radio è curatrice anche di malattie del pensiero, secondo me. E’ un lavoro che purifica.

    Se, invece, ti proponessero una conduzione a due anche in televisione, accetteresti? Se sì, con chi vorresti lavorare?

    Intanto che arrivi la proposta, poi vediamo. Anche se in realtà il mio sogno è poter lavorare dietro le quinte come autore in un programma di Roberto Benigni, Fiorello o partecipare alla stesura di un film di Leonardo Pieraccioni, persona che stimo da sempre per la quale nutro simpatia.

    In questi giorni si parla molto del ‘caso Corona’, di cui sei grande sostenitore: qual è la tua posizione in merito?

    Scrivo e scambio spesso pensieri con Fabrizio. Il 22 gennaio è una tappa fondamentale. Si discute se concedere le misure alternative, ovvero poter dare a Fabrizio la possibilità di frequentare la comunità di Don Mazzi, o meno. La mia posizione è con le mani congiunte in segno di preghiera per fare in modo che questa triste storia non si trasformi in una tragica storia. E purtroppo, se le cose dovessero andar male, può succedere. Purtroppo.