Golden Globe 2015, i vincitori: tre premi per Boyhood, sorpresa Grand Budapest Hotel

Golden Globe 2015, i vincitori: tre premi per Boyhood, sorpresa Grand Budapest Hotel
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    Si è da poco conclusa la cerimonia di consegna dei Golden Globe 2015 e i vincitori delle categorie riservate ai migliori prodotti cinematografici e televisivi della stagione sono stati Boyhood, il film più premiato della serata con tre riconoscimenti su cinque nomination, e le serie tv The Affair, Fargo e Transparent con due globi ciuascuna. La sfarzosa cerimonia, condotta da Tina Fey ed Amy Poehler, si è svolta al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, in California.

    Dunque Boyhood, il suggestivo film di Richard Linklater che racconta la crescita di un ragazzino per 12 anni, dall’infanzia all’età adulta, ha confermato i pronostici aggiudicandosi non solo il premio come miglior film drammatico ma anche quelli per il miglior regista e per la miglior attrice non protagonista (Patricia Arquette, l’indimenticata protagonista della serie televisiva Medium).

    Si pensava invece che il riconoscimento al miglior film commedia o musical dovesse andare al favoritissimo Birdman, ma Grand Budapest Hotel, peraltro fresco di trionfo ai People’s Choice Awards 2015, ha sorpreso tutti lasciando alla pellicola di Alejandro Gonzalez Iñarritu soltanto i premi per il miglior attore di una commedia (Michael Keaton) e per la miglior sceneggiatura.

    Per quanto riguarda le categorie riservate agli attori, i Golden Globe 2015 sono andati a Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto), Julianne Moore (Still Alice), il già citato Michael Keaton per Birdman e la solita splendida Amy Adams per Big Eyes. Migliori attori non protagonisti J. K. Simmons per Whiplash e, come detto, Patricia Arquette per Boyhood.

    Sorprese anche nelle premiazioni della sezione Televisione: Transparent è infatti diventata la prima serie TV che tratta il tema transgender a ottenere dei premi, avendo vinto come miglior serie TV commedia e miglior attore protagonista di una serie TV commedia (Jeffrey Tambor). Due premi anche per The Affair, miglior serie TV drammatica e miglior attrice con Ruth Wilson, e Fargo, miglior miniserie o film TV e miglior attore grazie a Billy Bob Thornton. Hanno ricevuto un premio anche Kevin Spacey (House of Cards), Maggie Gyllenhaal (The Honorable Woman) e Gina Rodriguez (Jane the Virgin).

    George Clooney, accompagnato per la prima volta in un’uscita pubblica dalla moglie Amal, ha invece ricevuto il Cecil B. Demille, un importante riconoscimento che attesta il suo impegno nel campo umanitario e in particolare per avere denunciato a più riprese i crimini in Darfur. Clooney e altre star come Diane Kruger, Helen Mirren, Kathy Bates, Jared Leto e Joshua Jackson hanno esposto cartelli o spillette con la scritta ‘Je suis Charlie’ per commemorare la recente strage di Parigi.

    Per quanto riguarda invece lo show vero e proprio, i momenti più divertenti si sono avuti quando Jeremy Renner ha ironizzato sui ‘globi’ di Jennifer Lopez, riferendosi alla scollatura un po’ troppo audace della diva di origini cubane, e anche con le battute delle presentatrici Tina Fey e Amy Poehler sulle vicende del film The Interview boicottato dalla Corea del Nord e su quella che sta riguardando l’attore Bill Cosby, accusato di violenza sessuale.

    Ricordiamo infine che i Golden Globe, istituiti nel 1944 per il cinema ed estesi dal 1956 alla TV, vengono assegnati annualmente da una giuria di giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA, l’Hollywood Foreign Press Association, e sono considerati i più forti indicatori dei premi Oscar, soprattutto per la vicinanza temporale (poco più di un mese) dalla notte degli Academy Awards. L’anno scorso, per esempio, sia i Golden Globe che gli Oscar assegnarono i quattro premi principali (miglior film, regia, attore protagonista e attrice protagonista) ai medesimi candidati: 12 Anni Schiavo, Alfonso Cuaron, Matthew McConaughey e Cate Blanchett. Andrà così anche stavolta?

    Miglior film drammatico: Boyhood di Richard Linklater
    Miglior commedia: Grand Budapest Hotel di Wes Anderson
    Miglior attrice protagonista di film drammatico: Julianne Moore per Still Alice
    Miglior attore protagonista di film drammatico: Eddie Redmayne per La Teoria del Tutto
    Miglior attore protagonista di commedia: Michael Keaton per Birdman
    Miglior attrice protagonista di commedia: Amy Adams per Big Eyes
    Miglior regista: Richard Linklater per Boyhood
    Miglior film straniero: Leviathan di Andrey Zvyagintsev (Russia)
    Miglior sceneggiatura: Birdman di Alejandro Gonzalez Iñarritu, Armando Bo, Alexander Dinelaris, Nicolas Giacobone
    Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per Boyhood
    Miglior attore non protagonista: J. K. Simmons per Whiplash
    Miglior film d’animazione: Dragon Trainer 2
    Miglior canzone: ‘Glory’ per Selma
    Miglior colonna sonora: Johann Johannsson per La Teoria del Tutto

    Miglior serie TV drammatica: The Affair
    Miglior attrice in una serie TV drammatica: Ruth Wilson per The Affair
    Miglior attore in una serie TV drammatica: Kevin Spacey per House of Cards
    Miglior serie TV commedia: Transparent
    Miglior attrice in una serie TV commedia: Gina Rodriguez per Jane the Virgin
    Miglior attore in una serie TV commedia: Jeffrey Tambor per Transparent
    Miglior miniserie o film per la TV: Fargo
    Miglior attrice in una miniserie o film per la TV: Maggie Gyllenhaal per The Honourable Woman
    Miglior attore in una miniserie o film per la TV: Billy Bob Thornton per Fargo
    Miglior attrice non protagonista in una serie TV: Joanne Froggatt per Downton Abbey
    Miglior attore non protagonista in una serie TV: Matt Bomer per The Normal Heart.

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