L’Ordine dei Giornalisti contro Barbara D’Urso: la replica della conduttrice Mediaset

L’Ordine dei Giornalisti contro Barbara D’Urso: la replica della conduttrice Mediaset
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    L’ordine dei giornalisti contro Barbara D’Urso, arriva la ‘replica’ della conduttrice Mediaset. Intervistata da Chi in occasione dell’uscita del suo libroSe lo desideri, accade”, la padrona di casa di Domenica Live e Pomeriggio 5 confessa che le accuse mossegni da Enzo Iacopino – che poi in realtà aveva corretto il tiro spiegando di non avercela con lei, o comunque non solo con lei – non sono vere. E in aiuto della collega arriva (tiepidamente) pure Belen Rodriguez, che si aggiunge a Selvaggia Lucarelli e Mara Venier intervenute nei giorni scorsi.

    Rispondo con serenità dicendo che mi ritrovo ad affrontare una situazione che non corrisponde al vero. Non mi faccia aggiungere altro“. Così Barbara D’Urso – tra una rivelazione sul suo Natale in famiglia e la promozione del suo libro Se lo desideri accade – commenta la denuncia dell’Ordine dei giornalisti nei suoi confronti.

    E mentre il comitato di redazione di Mediaset e quello di Videonews chiedono più controlli e non solo sull’informazione in televisione, sul tema Ordine dei giornalisti vs Barbara D’Urso, Chi intervista anche Belen Rodriguez, che però – contrariamente a Selvaggia Lucarelli e Mara Venier – difende più tiepidamente la D’Urso, che si dichiara incompetente a giudicare in quanto non ha seguito la vicenda.

    Aggiornamento di Fulvia Leopardi del 10 dicembre 2014

    Contro la denuncia presentata dall’Ordine dei Giornalisti ai danni di Barbara D’Urso, Selvaggia Lucarelli, Mara Venier ma anche tutti i fans della presentatrice di Domenica Live e Pomeriggio 5 si sono scherati dalla sua parte. Mentre in rete si diffonde sempre di più l’hashtag #iostoconbarbara, per manifestare il supporto alla donna, la denuncia fatta da Enzo Iacopino ha generato un caso: il motivo del provvedimento lascia molti perplessi. Ma la solidarietà per la D’Urso non è mancata dai social alla carata stampata: molte colleghe si sono sentite vicine alla conduttrice.

    Iacopino doveva immaginarsi che la denuncia contro Barbara D’Urso avrebbe generato un caso mediatico: si sono formati due fronti, pro e contro Barbara. Mentre su Twitter Rita Dalla Chiesa ha espresso la sua solidarietà alla collega, su facebook è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli a favore, seppure tra le due non sia mai corso buon sangue. In un suo post la donna ha messo in evidenza che dalle trasmissioni della D’Urso lei si aspetta esattamente quello che viene proposto, mentre si dovrebbero tenere sottocontrollo i giornalisti con tesserino che spesso propongono spettacoli poco edificati: ‘il confine tra quelle che il buon Iacopino chiama ‘soubrette’ non titolate e gli avvoltoi titolati diventa piuttosto sottile’.

    Non sono state le uniche parole arrivate a sostegno della conduttrice attualmente nel mirino. Mara Venier, ad Adnkronos, ricorda le interviste politiche svolte a Domenica In: ogni domenica la donna poi doveva subire i comunicati dell’Ordine dei giornalisti contro di lei. Tante battaglie quelle condotte dall’ex Signora della Domenica, finite poi in un’amicizia con Bruno Tucci, ex Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e del Molise, ma che la portarono poi a dire basta in modo definitivo.

    Solidarietà dimostrata anche da alcuni rappresentanti dell’Ordine, ma il destino di Barbara D’Urso, riguardo queste accuse è ancora da scrivere. Quali provvedimenti verrano presi?

    Aggiornamento del 27 novembre 2014 a cura di Francesca Ajello

    Succede che il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti si arrabbi con una nota conduttrice: «la signora Barbara D’Urso», scrive su Facebook Enzo Iacopino, «non è iscritta all’Odg». Domenica scorsa: un commento dopo un’intera nota fatta d’acredine, mentre su Canale 5 – in quelle stesse ore – andava in onda l’ennesima puntata di Domenica Live, tra cronaca nera e gossip. Per la conduttrice TV, campionessa d’ascolti sulla rete Mediaset, potrebbero arrivare denunce per esercizio abusivo della professione. Per l’Ordine nel nome del Presidente, c’è chi è giornalista e chi no, pur occupandosi d’informazione.

    «Basta soubrette, ora le denunciamo. Senza distinzioni di genere (il sinonimo al maschile non lo conosco) o di reti sulle quali si esibiscono», esordisce Iacopino.

    Forse i nervi sono saltati mentre sul piccolo schermo, domenica scorsa, Barbara D’Urso alternava tra loro diversi contenuti, e con determinazione:

    «L’informazione – scrive Iacopino – è materia delicata. Basta con l’occhio umido e la recitata partecipazione alle tragedie. Basta con il dolore come ingrediente dello spettacolo per fare audience.

    Basta con le banalità/bestialità dispensate a piene mani, soprattutto nelle tv, da chi si preoccupa solo di come aumentare il personale compenso, passando sopra a diritti e sentimenti».

    Lo dice Iacopino, parlando dei casi tristemente noti di Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea, Melissa Bassi e, ultima, Elena Ceste, tirando in ballo anche «tutti coloro i quali a queste vicende sono collegati, anche di persone estranee a vicende che possono avere un interesse pubblico», scrive su Facebook.

    Pare non ci sia più tempo per aspettare, e, per Barbara D’Urso, per lei straconfermati successi negli anni dell’intrattenimento del Biscione, le porte della cronaca nera nei contenitori tv pomeridiani potrebbero chiudersi ben presto.

    Parola del Presidente Iacopino, che avverte come l’esecutivo del’Odg nazionale abbia deciso di denunciare alla magistratura per esercizio abusivo della professione giornalistica quanti «galleggiano» sul diritto dei cittadini all’informazione, senza dover rispondere a quelle regole deontologiche che impongono precisi doveri ai giornalisti.

    Come andrà a finire? Barbara D’Urso tace, pronta a sbandierare la roccaforte degli ascolti in sua difesa. Ricordare il significato delle parole, fa sempre bene. Secondo il dizionario del CorSera, se per giornalista s’intende chi per professione scrive sui giornali o lavora per notiziari radiotelevisivi, per soubrette invece, prima attrice, ballerina, cantante in spettacoli di varietà. Cosa serve all’informazione? Censura o liberalizzazione?

    Ecco quanto riportato pochi minuti fa sulla pagina Facebook del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti nazionale Enzo Iacopino. Un esposto a due Procure, Roma e Milano, in cui si indicherebbe la conduttrice TV come tra le prime denunciate per esercizio abusivo della professione.

    ‘SOUBRETTE E INFORMAZIONE. LA PRIMA DENUNCIA. Migliaia di persone (la stragrande maggioranza colleghi) hanno letto il post BASTA SOUBRETTE, ORA LE DENUNCIAMO.

    Esattamente, per gli amanti delle statistiche, 57.504 al momento di questa nota. In 691 lo hanno condiviso, raggiungendo così altre migliaia di cittadini. In 1.663 hanno manifestato apertamente il loro gradimento e un numero significativo ha deciso di aggiungere un commento (qualche isolata critica non è mancata: è la democrazia e va bene così). C’è chi, in privato, mi ha chiesto di non fare mucchi, mettendo tutti i “contenitori” o le trasmissioni sullo stesso piano. Non ci pensa nessuno.

    La cosa che mi ha colpito di più è che praticamente tutti hanno pensato mi riferissi alla signora Barbara D’Urso (che non è giornalista). Non pensavo solo a lei, non agiremo solo nei suoi confronti. Mi arrivano le prime segnalazioni in tema di esercizio abusivo della professione. Dobbiamo controllarle, ovviamente (ne capite le ragioni, vero?) e, quindi, occorrerà del tempo.

    Ma ho firmato la prima denuncia/esposto proprio nei confronti della signora D’Urso. E’ indirizzato a due Procure della Repubblica (Milano e Roma), all’Agcom, al Garante per la protezione dei dati personali e al Comitato Media e minori. Valutino loro. Hanno gli strumenti e, direi, il dovere di farlo.

    Il femminicidio non si consuma solo con l’uccisione di una donna, ma, oltre la morte, anche con l’oltraggio alla sua vita e a quello della sua carne: i suoi figli’.

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