Anno Uno, Vauro contro Storace: lite in diretta TV e il vignettista chiede scusa

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    Vauro contro Storace ad Anno Uno

    E’ lite Storace-Vauro ad Anno Uno: galeotta è una battuta infelice e pesante – come ammette poco dopo il vignettista – terreno di scontro in diretta TV. ‘I tuoi mi hanno sparato’, Storace allude, Vauro replica con impropria ironia: ‘Dirò di mirare meglio’, così la bagarre è servita. Come vecchie signore attempate, i capelli – per chi ce li ha – si arruffano ancora nei talk show del giovedì sera. Stavolta, a finire nel mirino – il rischio è che non sia solo una metafora – è stato il duo di apparenti rivali formato dal vignettista e dall’esponente politico de La Destra, invitato a La 7 da Giulia Innocenzi per parlare dell’inchiesta che ha sconvolto la Capitale per via della cosiddetta cupola.

    ‘A me hanno sparato e – sbotta il politico – ho avuto la fortuna che i tuoi compagni non m’hanno ammazzato. Hai capito?’. ‘La prossima volta dirò di mirare meglio’, risponde il vignettista preso dall’enfasi goliardica del momento. Quindi, Storace va su tutte le furie e si sbottona:

    ‘Ma guarda che personaggio!’, dice, mentre il pubblico si fa una grossa risata. ‘Una battuta? Perché sei scemo quando dici ‘ste cose. Quando offendi il sangue – continua – sei un delinquente’. Il pentimento di Vauro è arrivato solo alla fine, perché in fieri ha provato prima a minimizzare (dicendo che si è trattato solo di una battuta), poi ha aggiunto con veemenza:

    ‘Non siamo molto in sintonia’, dice rivolgendosi al berlusconiano mancato. ‘Allora voi – aggiunge – avete offeso i vostri stessi ragazzi’. Poi, calmati i bollenti spiriti, l’uomo vignetta di La 7 torna sull’accaduto rivolgendo sentite scuse al politico di turno: ‘La battuta che ho fatto, ho detto che era una battuta, sui compagni che dovevano mirare meglio, era una battuta infelice e pesante per cui mi sento in dovere di scusarmi’.

    Una stretta di mano tra il politico e il vignettista ha dato restituzione positiva all’accaduto, ma un attimo prima la Innocenzi ha sentenziato con un ‘Non ci torniamo’. Come a dire: non facciamo notare che ho permesso accadesse.