Maurizio Crozza a diMartedì, la copertina a La 7: Renzi robot e le dimissioni di Napolitano

Maurizio Crozza a diMartedì, la copertina a La 7: Renzi robot e le dimissioni di Napolitano
da in Comici, Maurizio Crozza, Spettacoli
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    Maurizio Crozza a diMartedì, la copertina a La 7 di stasera 11 novembre 2014. Il comico in video ne ha per tutti: dalle dimissioni di Giorgio Napolitano alle recenti aggressioni riservate a Matteo Salvini, passando per Massimo D’Alema ospite da Lilli Gruber e i papabili nomi per la corsa al Quirinale. A brillare tra le novità, Crozza-Renzi in versione robot alle prese con il Presidente della Repubblica negli anni 4000.

    Ecco l’appello del comico riservato al Presidente Giorgio Napolitano, che secondo alcune fonti sarebbe in via di dimissioni dal Colle:

    «Presidente, con tutto il rispetto, lei ha detto: che se ne sarebbe andato dopo la legge elettorale, dopo le riforme istituzionali, dopo il risanamento economico. Ecco, sommessamente, umilmente, Presidente, guardi che qui non è stato fatto un cazzo».

    Secondo il comico però, non converrebbe lasciare l’alta carica istituzionale ricoperta: «Si rende conto che la sua liquidazione è mezzo Pil del 2014? Non è l’Europa che le chiede di restare, è più l’Inps! Presidente, la prego, ci ripensi!».

    Una soluzione in effetti ci sarebbe, secondo Maurizio Crozza il Presidente potrebbe farsi ibernare:

    «Ci faccia ancora un decennio, cosa vuole che sia. Presidente, lo so, ha quasi 90 anni. Molli a 100, alla peggio poi scrive un best seller: 100 anni d’ingratitudine. Presidente, perché non si fa ibernare? Ci pensi. Magari insieme a sua moglie Clio? Potrebbe sottoporsi al primo esperimento di Clio-genetica? Lei si fa ibernare e la scongeliamo noi, quando è pronta la legge elettorale».

    Poi il batti-becco divertente tra il suo Matteo Renzi del futuro, in versione robot, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ormai ibernato, da scongelare solo quando l’Italia si sarà veramente sistemata:

    «Presidente, sveglia!», gli urla Crozza-Renzi, mentre Crozza-Napolitano gli rimbalza «in che anno siamo?». Così, l’operativo Crozza-Renzi non delude in quanto a ilarità: «4012, tranquillo, umano. Sono re 9000, il robot del fare: l’ho svegliata per dirle che abbiamo la legge elettorale».

    «Quindi si può votare?», si chiede chiede Crozza-Napolitano. «Purtroppo no», replica Crozza-Renzi, che spiega: «la vita sulla Terra si è estinta tanti secoli fa, siamo rimasti solo noi robot, però noi robot abbiamo deciso di eleggerla come presidente per i prossimi seimila mandati del fare e del robottare». Un sonoro «Ma vaf…» come nobile risposta del Presidente.

    Poi, si rivolge al conduttore (che se la ride): «Giova, se Napolitano va via qui parte un circo che non finisce più? E’ già partito il toto-nomi: Gianni Letta, Prodi, Rodotà, Gabanelli, Dario Fo, Christian De Sica… che si è ritirato dai cine-panettoni quindi praticamente è papabile. Si parla persino di Veltroni», e scatta l’imitazione dell’ex sindaco di Roma:

    «Sono costretto a rifiutare: se mi eleggete al Quirinale la nostra Cultura perderebbe un grande regista, quale sono, ma anche un giornalista, ma anche uno scrittore, ma anche no…no, non perdete un ca**o, pacatamente, serenamente, forse non perdete niente…fatemi presidente della Repubblica, un attimo scusate, mi dicono, no niente, sono già stato trom*ato da D’Alema, non c’è problema, torno a fare il regista, ma anche il journalist».

    Sull’esponente del centrosinistra, Crozza ironizza: «D’Alema dalla Gruber? Sai tipo le repliche del Techetecheté alle due di notte tra Bramieri e Macario: ma chi è quello lì? Ernesto Calindri? No no, è l’omino coi baffi della Bialetti. Ma no no, non lo vedi che è antipatico? Ah, sì, allora è D’Alema, sì», mentre Crozza-Brunetta è alle prese con i patti saltati tra Renzi e Berlusconi:

    «Perché il Patto del Nazareno prevedeva che attraverso un accordo tra le parti noi potessimo tenere per i coglioni Renzi, solo che lui non vuole farsi tenere per i coglioni. Bene! Legittimo!»

    E su Salvini, invece, torna a chiamare il leader del Carroccio «’Tombini di ghisa’, perché è un uomo pratico. Sabato era in un campo rom a Bologna, ieri in un centro per immigrati a Imola: va solo – praticamente – dove lo odiano. Se va a trovare anche Bossi fa l’en plein».

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