Lena Dunham accusata di molestie per l’autobiografia ‘Not That Kind Of Girl’

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    Lena Dunham ha molestato sua sorella? Dopo le accuse di pedofilia/stupro ai danni di Bill Cosby e di Stephen Collins, a finire nel mirino della critica è l’attrice, regista e produttrice. Le accuse le vengono mosse dai conservatori partendo da un capitolo del suo libro autobiografico Not That Kind Of Girl, in cui la star di Girls (serie tv HBO da lei creata e prodotta) parla del suo rapporto con la sorella Grace. Normali episodi di infanzia che vengono presentati dai conservatori come atti di molestie, sottolineando come in altri contesti meno ricchi, episodi del genere avrebbero portato all’intervento dei servizi sociali; e anche la Dunham, dopo essersela presa con l’universo mondo, capisce forse di aver sbagliato qualcosa.

    Lena Dunham pedofila? Così sostengono i conservatori, prendendo spunto da alcuni episodi raccontati nel libro Not That Kind Of Girl, autobiografia dell’attrice di Girls in cui la star parla del rapporto con sua sorella Grace. In particolare Lena racconta che quando entrambe erano piccole in un caso ha corrotto Grace con tre caramelle affinché la baciasse sulle labbra per cinque secondi e vedere l’effetto che faceva, in un altro – dopo aver chiesto a sua mamma se lei e sua sorella avessero entrambe una vagina – di aver “ispezionato” quella di sua sorella per confrontarla con la propria.

    Fondamentalmente, tutto ciò che un predatore sessuale potrebbe fare per corteggiare una ragazzina di periferia è quello che facevo“, scrive Dunham, aggiungendo comunque che sua madre non si è minimamente preoccupata – “perché cose del genere rientravano nello spettro delle cose che facevo” – e anzi proprio grazie a questo ‘incidente’ si scoprì che Grace aveva messo sei o sette sassi lì dentro.

    Tali episodi non sono passati inosservati, e molti siti conservatori – a partire da Truth Revolt – hanno postato articoli del tipo “Lena Dunham descrive di aver abusato sessualmente di sua sorella“. Immediata la replica dell’autrice, che non solo ha cancellato alcuni eventi di presentazione del libro – in Belgio e Germania – ma ha annunciato querele e poi cominciato un mega flame su Twitter (parole sue: “Sono entrata una spirale di rabbia“) – continua dopo i tweet.

    Le parole dei conservatori sul fatto che avrei molestato mia sorella non fanno solo ridere – scrive Dunham su Twittersono f*ttutamente sconvolgenti e disgustanti: se da bambini non avete mai guardato la vagina di un altro bambino, congrtulazioni. Di solito ignoro queste cose, ma non quando stravolgete le mie parole: ho raccontato la storia di essere una strana bambina di sette anni, e credo che anche voi, cari anziani, ne abbiate di certe che non vorrei sentire. E sì,sono entrata in una spirale di rabbia: a volte mi arrabbio così tanto che brucio, e vorrei mia sorella non ridesse così tanto“. Ma la stessa Dunham si rende poi conto di aver esagerato con le parole… (Continua dopo i tweet).

    Successivamente però arrivano le scuse per l’uso di “predatore sessuale“: in un comunicato stampa inviato a TIME, l’attrice spiega che “Gli abusi sessuali su minori sono un evento che sconvolge la vita di tutti, e io ho parlato ampiamente dei diritti dei sopravvissuti. Se la situazione descritta nel mio libro è stata dolorosa per qualcuno, sono dispiaciuta e non era mia intenzione: sono inoltre consapevole che l’uso del termine predatore sessuale è stato insensibile, e sono dispiaciuta. Ma – conclude Dunham – mia sorella Grace è la mia migliore amica, e tutto quello che ho scritto ha avuto il suo consenso per la pubblicazione“.