Claudia Montanarini di Uomini e Donne: condannato l’ex marito per lesioni e minacce

Claudia Montanarini di Uomini e Donne: condannato l’ex marito per lesioni e minacce

    E’ un giorno importante per Claudia Montanarini di Uomini e Donne, che vede mettere la parola fine a un brutto capitolo della sua vita. L’ex marito della donna, l’imprenditore romano Daniele Pulcini, è stato infatti condannato dal tribunale a un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza l’ha ritenuto colpevole dei reati di lesione, ingiuria e minacce, perpretrati ai danni della ex tronista. La showgirl aveva querelato il consorte nel 2013, dopo essere stata ricoverata in ospedale per un trauma cranico. Da allora è iniziata la trafila processuale, conclusasi con la condanna dell’imputato; i retroscena, però, sono molteplici.

    La Montanarini ha dichiarato di aver trovato il coraggio di querelare il marito solo dopo quel ricovero al policlinico Umberto I:

    ‘In ospedale ho avuto il coraggio di riferire per la prima volta da quando mi sono sposata, la situazione di soggezione, la sottomissione psicologica e fisica e le profonde lesioni morali che porto dentro di me da troppo tempo e che mi hanno annientato nella personalità e dignità di donna.’

    Secondo la sua testimonianza, Pulcini l’aveva percossa, colpita con calci e pugni e picchiata con una cinghia. Per l’uomo era scattata la querela con accusa di lesioni, ma anche di maltrattamenti in famiglia, ai danni di uno dei figli maggiori della coppia. Il pubblico ministero Antonio Calarescu aveva richiesto per lui quattro anni di carcere, ma il giudice monocratico Anna Maria Pazienza del Tribunale di Roma ha ridotto la pena a un anno e quattro mesi, assolvendo l’imputato per i capi relativi ai maltrattamenti familiari. Inoltre, gli è stata anche revocata la misura del divieto di avvicinamento a casa.
    Interpellato sulla sentenza, Pulcini ha dichiarato:

    ‘La accetto serenamente, ma senz’altro non la condivido.’

    A fargli eco è intervenuto anche il suo legale, l’avvocato Tito Lucrezio Milella, il quale ha aggiunto:

    ‘Leggeremo le motivazioni per decidere se ricorrere in appello.

    Di sicuro le accuse infamanti mosse al mio assistito sono cadute: lui non è un mostro, tanto è vero che i tre figli vivono con il padre, compreso il ragazzo più grande che si pensava fosse stato da lui maltrattato. Nel processo è emerso che la stessa Montanarini lo ha accoltellato e gli ha distrutto la Ferrari in preda alla gelosia perché lui non era convinto di volerla sposare. Lei è anche indagata per calunnia.’

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