Miss Italia, il regolamento apre alle trans? Mirigliani ci pensa, Luxuria è soddisfatta

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    Miss Italia apre alle concorrenti trans? Nel corso della presentazione di Miss Italia 2014 si è parlato anche del nuovo regolamento, che dopo l’alzamento dell’asticella del limite di età e dell’abbattimento della cittadinanza (si può partecipare anche se straniere ma in Italia da almeno 18 anni) potrebbe, in un futuro imprecisato, abbattere anche la barriera del sesso aprendo appunto alle donne nate uomo. Il tutto per la soddisfazione di Vladimir Luxuria, che tempo fa aveva sollevato l’argomento rifiutando un posto da giurata proprio per sottolineare la contraddizione di invitare un giurato trans ma non aprire il concorso alle concorrenti come lei.

    Per ora il regolamento prevede che le concorrenti siano nate donne. Se in futuro l’evoluzione della società manifesterà questa esigenza, allora potremmo aprire anche ai transessuali“. Così Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia 2014, non esclude un ulteriore cambio del regolamento del concorso che apra alle concorrenti trans, in un futuro comunque imprecisato. Un’apertura che fa comunque piacere a Vladimir Luxuria, che intervenuta a “Benvenuti nella giungla”, il programma di Radio 105 condotto da Gianluigi Paragone con Mara Maionchi e Ylenia, ha spiegato come “C’è una legge in Italia che consente a chi decide di cambiare sesso di avere un nome al femminile, il genere al femminile, di poter contrarre matrimonio civile, quindi non capisco perché un concorso di bellezza debba discriminare chi non è nata donna o lo è diventata“.

    Io – ha aggiunto l’ex parlamentare – dico sempre che essere donna o è un dono della natura o un regalo che ti fai da sola. Quindi se una persona è diventata donna e ha i documenti al femminile, perché un concorso deve risalire al certificato di nascita? Mi è sembrata una cosa discriminatoria; mi hanno chiesto di fare la giurata e io ho rifiutato per questo motivo e accolgo con piacere che la Mirigliani abbia detto che dall’anno prossimo le persone che sono diventate donne potranno accedere al concorso di bellezza, quindi non essere discriminate in un discorso di bellezza, come io mi auguro – e forse è ancora più importante – che nessuno possa essere discriminato per la propria identità sessuale nei concorsi di lavoro (…). Io ho parlato di persone che sono diventate donne anche per la legge dello stato. Chi ha fatto l’operazione genitale. Io esigo che non di debba sapere quale tra le concorrenti non era donna dalla nascita“.