I giornalisti dal Tg5 a VideoNews, bordate a Mimun e a Mediaset: è polemica

I giornalisti dal Tg5 a VideoNews, bordate a Mimun e a Mediaset: è polemica
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    I giornalisti dal Tg5 a VideoNews, bordate a Mimun e a Mediaset: è polemica

    Proprio oggi che Grillo attacca per lo più i tg Rai, a Mediaset non va granché meglio: i giornalisti del Tg5 contro il nuovo piano di ri-distribuzione delle risorse interne di Mediaset: in molti dovranno “trasferirsi” dalle redazioni del Tg5 a quelle di VideoNews, sotto-testata giornalistica che “sforna” i servizi per i tele-giornali del Biscione. Si tratta di diciannove firme del tg diretto d a Clemente J. Mimun, per cui è arrivata una svolta decisiva seppur nell’apparente beffa subita. Così hanno deciso di rivolgersi al giudice del lavoro.

    Ecco il ricorso presentato dall’avvocato Domenico d’Amati diffuso oggi sulle pagine di Repubblica, in cui il legale chiede di “cancellare o almeno di sospendere i trasferimenti“. “Il legale – si legge dal quotidiano – vuole che il Tg5 delle 13 e delle 20 dia notizia della sentenza, in caso di vittoria sua e dei suoi assistiti“.

    Mediaset si difende con l’articolo previsto dal nuovo piano che di fatto ri-disegna l’impianto informativo del Tg5 e, più in generale, di Mediaset stessa: “comprovate esigenze organizzative e produttive“, per ridurre i costi e migliorare le sinergie tra le testate aziendali.

    L’ultima parola dei giornalisti che accusano il colpo: si sentono “sgraditi alla direzione giornalistica del Tg5“, mentre il direttore Mimun non accetta le critiche e, avendo già rivisto almeno una volta il piano previsto per i cambi nell’informazione della tv di Berlusconi, replica così alle accuse: “Gruppo di eccellenze“, ovunque siano collocati i giornalisti.

    Articolo aggiornato martedì 9 settembre da Raffaele Di Santo

    Nuovo TG5 e informazione Mediaset che si dà una sistemata dall’8 settembre. “Nessuna discriminazione negli spostamenti“, dice il direttore del Tg5 Clemente Mimun, in lite con i redattori. “Solo scelte professionali“, assicura, mentre il sindacato delle firme Mediaset non ci sta, e fa sapere: “Chiediamo il ritiro del piano editoriale affinché non vi siano timori di liste di proscrizione che poco o nulla hanno a che fare con le capacità professionali e le reali esigenze produttive“. Nel piano di riorganizzazione dell’informazione Mediaset finiscono anche le All news: tagli alle dirette di TgCom24. Il canale del digitale terrestre sarà in diretta dalle 8.55 del mattino fino alle 19.05 della sera, mentre il resto del palinsesto dovrà essere pensato in differita.

    Come ricostruisce Repubblica, lo scorso 3 luglio il Comitato di Redazione del Tg5 ha incontrato una delegazione dell’azienda, per discutere di un complesso progetto di riorganizzazione dell’Informazione Mediaset.

    Va detto, prima di ogni cosa, che i marchi autonomi che vediamo ogni giorno (Tg4, TG5 e Studio Aperto) dal 2010 non hanno più delle redazioni proprie, ma che, in parte, quest’ultime sono confluite nella nuova agenzia interna News Mediaset, che – tra le altre cose – si occupa di produrre servizi giornalistici per i telegiornali in questione.

    Lo scorso 23 luglio, il direttore del Tg5 Clemente Mimun ha presentato il piano editoriale in un documento di tre pagine e mezzo, in cui viene chiarito che lui stesso è “tra i fondatori della testata” e che, per questo motivo, non ha interesse ad assecondare “vocazioni suicide“. Versione che, però, non ha convinto del tutto i redattori.

    Il Tg5 infatti, dal prossimo 8 settembre, perderà due redazioni autonome (Cronaca ed esteri): 19 giornalisti finiranno nell’agenzia interna News Mediaset, pur mantenendo le redazioni di Politica ed Economia. Non solo tagli, però, visto che “il Tg5 tornerà ad avere una redazione a Milano“, promette Mimun, e ci sarà “restyling della sigla, studio e grafica“, oltre ad essere confermati gli appuntamenti con Tg5 minuti e, ancora, l’assunzione di cinque nuovi cronisti.

    Il problema esposto dai sindacati del Tg5 è che il motivo addotto per trasferire alcuni redattori, e altri no, al momento non è del tutto chiaro, visto che – senza un valido motivo, dicono i redattori – altri di economia e politica saranno trasferiti pur non essendo previsto dal “piano editoriale”. Così, Mimun si è difeso:

    Le mie scelte, dolorose per tutti, sono basate esclusivamente sui numeri aziendali e le esigenze del giornale“. Una delle battute finali del direttore che non ha convinto, però, i redattori del Tg5 (alle prese col passaggio ufficiale conclusivo a News Mediaset di 19 firme), e che hanno deciso di chiedere conto all’azienda di due redattori che, pur non facendo parte di cronaca e esteri, le due redazioni da “cambiare”, stando al piano editoriale proposto, saranno trasferiti in News Mediaset.

    Le novità riguarderanno principalmente il sistema: la versione Dalet permetterebbe ai cronisti e ai redattori di montare un servizio senza l’aiuto di una figura specializzata nel montaggio.

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