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Valerio Staffelli contro il Fatto Quotidiano: a chi va il tapiro?

Valerio Staffelli contro il Fatto Quotidiano: a chi va il tapiro?

    Tutti fanno la predica a tutti. E’ questo l’epilogo dell’intricata vicenda che vede protagonisti Valerio Staffelli, Marco Travaglio de Il Fatto Quotidiano e Giovanna Ferrero, una giovane giornalista, in un triangolo di pro e contro. Motivo di tanta acredine uno stage: il tapiroforo di Striscia La notizia avrebbe sfruttato la Ferrero per realizzare delle inchieste, ma le repliche e contro-repliche non sono mancate, alzando un vero e proprio polverone. Chi paga chi, se capita, è al centro della vicenda: il mondo dell’informazione è così precario, che a volte diventa un costo – pure della persona – retribuire gli addetti ai lavori.

    Il caso è nato da un articolo pubblicato dalla stessa Giovanna Ferrero, in cui il volto noto di Striscia la notizia viene accusato di retribuire uno stage (a cui la ragazza ha partecipato) con la cifra di 400 euro, in cambio di inchieste e avventure di vario tipo tra giornalismo e avvenirismo. Stando a quanto riportato dalla giovane giornalista, questo quanto è quanto avrebbe detto in tale occasione il Valerio nazionale:

    Per me tutti voi siete dei bambini. Non avete esperienza, nonostante il curriculum, quindi ora siete un peso, non mi date niente, sono io che vi formo. Infatti avevo pensato di fondare una scuola di formazione in cui venivo pagato per farlo. Ma siccome è giusto che il lavoro sia retribuito, offro un contratto di stage da 400 euro al mese.

    In aggiunta, ogni candid camera vale 400 euro, con pagamento a 60giorni. Per un anno il contratto è così. Dopo un anno, se resisti, se sei portata, se per noi vai bene, allora le modalità cambieranno, ma, come ben sai, in tv è sempre tutto precario, quindi non ti posso dare garanzie‘.

    Così, sono piovute repliche, contro-repliche e spintoni a parole con la pala: il primo a difendersi è proprio Valerio Staffelli che, in un cinguettio, smentisce quanto riportato dalla Ferreri, puntando il dito anche contro un certo modo di intendere il giornalismo:

    Le frasi riportate dalla ragazza del provino nn corrispondono al vero e riportare il falso, senza prove, questo vale per tutti costa caro…‘; poi un dubbio assale Valerio Staffelli che, probabilmente dopo qualche ricerca nel merito, ha sbottato contro quelli de Il Fatto Quotidiano, asserendo che tra Marco Travaglio (tra le prime firme del giornale) e la giornalista Giovanna Ferrero ci fosse una vecchia conoscenza in ballo:

    Un dubbio mi tormenta da un paio di giorni. Leggendo in rete la storia della giornalista, Giovanna Ferrero, autrice dell’articolo “Il tapiro d’oro se lo becca Staffelli” (Il Fatto quotidiano del 2 agosto) ho trovato che nel 2011, ha scritto un libro, dal titolo: “Ci scusiamo per l’interruzione – Tv e libertà d’informazione”. Il racconto narra la storia della guerra tra l’editore di Europa 7 e Rete 4 televisione di Silvio Berlusconi per la spartizione delle frequenze televisive. Chi ha fatto la prefazione di questo testo? Marco Travaglio, condirettore del Fatto Quotidiano. Considerato che per scrivere la prefazione di un libro ci deve essere amicizia, conoscenza, complicità, ammirazione, come mai Travaglio, che la conosce bene da almeno 3 anni, non ha mai trovato il modo di far lavorare al Fatto Giovanna Ferrero?

    O forse il suo lavoro – ha aggiunto Staffelli – è stato proprio quello di partecipare alla selezione organizzata dalla mia società per poi farne un resoconto? Non posso credere che I giornalisti del Fatto, e in particolare Travaglio, prendano per buono un racconto proposto da una sconosciuta collaboratrice che mette sotto accusa me senza un briciolo di prova e senza neanche darmi la possibilità di fornire la mia versione dei fatti. Comunque la si voglia mettere, il dubbio rimane, sempre più forte: non sarà che la giovane giornalista, in realtà scartata per un lavoro che può fruttare anche 4.000 euro al mese, era comunque già pagata da altri?‘.

    A mettere in dubbio l’onestà intellettuale dalle parti de Il Fatto c’è una testimonianza in rete che porta la firma di un vecchio stagista del giornale diretto da Antonio Padellaro, Germano Milite che, in un editoriale sulla vicenda, ha chiosato:

    E proprio qualche giorno fa, il Fatto Quotidiano festeggiava i suoi quasi 20.000 abbonati (che in media pagano circa 200 euro l’anno). Chissà se dal 2011 la policy aziendale lì è cambiata ed ora stagisti neolaureati e laureandi e professionisti vengono assunti e pagati con stipendi consoni, regolarizzati e contrattualizzati e non lasciati a morire di precariato. Io, intanto, nel mio piccolo ed anzi piccolissimo, mi permetto di suggerire ai giovani che vogliono iniziare a fare questo mestiere, di non farsi abbagliare dalle luci di questi pseudo-indipendenti e di questi pseudo-onesti, iniziando finalmente a far recuperare un po’ di dignità ad una categoria sempre più martoriata e sottomessa che persona ora che non ha sul serio più nulla da perdere continua ad elemosinare qualche spiccio da chi muore da obeso, lagnandosi perché invece di poter mangiare dieci torte al giorno a spese dello stato deve accettare di potersi ingozzare solo con sette, mentre chi gliele prepara muore di fame‘.

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