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Domenico Modugno: le canzoni più belle a 20 anni dalla sua scomparsa

Domenico Modugno: le canzoni più belle a 20 anni dalla sua scomparsa
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    6 agosto 1994 – 6 agosto 2014: vent’anni fa ci lasciava Domenico Modugno, ma le canzoni più belle del leggendario Mister Volare fanno sempre parte non solo della storia della musica italiana e mondiale ma anche, o soprattutto, della tradizione e del costume del nostro Paese.
    Scritte nella maggior parte dei casi oltre mezzo secolo fa, canzoni famose di Domenico Modugno come Vecchio Frac, Nel Blu Dipinto di Blu, Piove, Tu Si’ ‘Na Cosa Grande e Meraviglioso (che in tanti continuano a credere sia un brano originale dei Negramaro) hanno attraversato con leggerezza i decenni, arrivando praticamente intatte a noi sia a livello di popolarità che di gradimento e continuando a servire da fonte di ispirazione per molti cantautori italiani.

    Fiaccato nel fisico, ma non completamente piegato, dal gravissimo ictus occorsogli nell’84, Domenico Modugno visse altri dieci anni tornando a cantare dal vivo in selezionatissimi ma assai affollati concerti, prima di morire il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa, stroncato da un infarto cardiaco all’età di 66 anni. Ricordiamolo con 10 perle della sua discografia.

    Tra le canzoni più belle di Domenico Modugno, Vecchio Frac è quella ad aver raggiunto per prima il successo: seppur accompagnata da una melodia allegra, il brano racconta in realtà una storia tragica (e per questo all’epoca ebbe problemi con la censura) in quanto ispirata alla vicenda del principe Raimondo Lanza di Trabia che, all’età di 39 anni, si suicidò gettandosi da una finestra dell’Hotel Eden di Roma.

    Famosissima canzone napoletana di Domenico Modugno, fra le tante della sua carriera cantate in lingua partenopea, i cui versi (‘Nu’ me ‘mporta dô passato, nu’ me ‘mporta ‘e chi t’ha avuto, resta cu’… mme… cu… ‘mme‘) sono tra i più conosciuti della storia della musica leggera in Italia. Negli anni ’90 gli Elio e le Storie Tese utilizzarono alcune strofe di Resta cu’ mme nella loro esilarante Born to be Abramo.

    Canzone simbolo della discografia di Domenico Modugno nonché vincitrice del Festival di Sanremo 1958. conosciuta semplicemente come Volare, fu scritta dallo stesso Modugno in collaborazione con Franco Migliacci. Oltre a Sanremo, Nel Blu Dipinto Di Blu vinse tre Grammy Awards come Canzone dell’anno, Registrazione dell’anno e Miglior Interprete vendendo all’incirca 22 milioni di copie in tutto il mondo.

    Altra celeberrima canzone di Domenico Modugno, anch’essa conosciuta non solo con il titolo ma soprattutto con il coro del ritornello ‘Ciao ciao bambina’. Con Piove, scritta da Modugno e Dino Verde, l’artista di Polignano a Mare fece il bis a Sanremo conquistando il Festival della Canzone Italiana per il secondo anno consecutivo (e vendette altre 15 milioni di copie).

    Con Tu si’ ‘na cosa grande, altro suo grande classico in lingua napoletana, Domenico Modugno si aggiudicò il Festival di Napoli 1964 (all’epoca manifestazione molto importante, quasi quanto Sanremo) insieme a Ornella Vanoni.

    La bellissima canzone Meraviglioso di Domenico Modugno stranamente non ottenne molto successo al momento dell’uscita ma venne fortunatamente rivalutata qualche anno dopo quando fu ripubblicata con un nuovo arrangiamento.

    Ispirata non si sa quanto volontariamente a una scena del film La Vita è Meravigliosa di Frank Capra, Meraviglioso, racconta la vicenda di un disperato che una notte tenta il suicidio ma viene dissuaso da un angelo che lo convince di quanto il mondo sia, appunto, meraviglioso.

    Contenuta nell’album Il Mio Cavallo Bianco, il 21° della sua lunghissima carriera musicale, la canzone Cavallo Bianco, con un testo metaforico sulla morte, viene da sempre considerata una delle più belle di Domenico Modugno.

    Piange… il Telefono, rifacimento in italiano del brano francese Le Téléphone Pleure, è una delle canzoni più famose di Domenico Modugno anche se all’epoca la critica stroncò il pezzo poiché considerato un’inutile concessione agli effetti strappalacrime e commerciali.

    Malarazza è una canzone che Domenico Modugno scrisse ispirandosi a una poesia di un anonimo siciliano e pubblicata nel 1857 da Lionardo Vigo Calanna, marchese di Gallodoro. La poesia e la canzone raccontano di un servo che, picchiato e maltrattato da un ricco prepotente, chiede giustizia a Gesù il quale, a sua volta, gli risponde di tirar fuori la grinta e farsi giustizia da solo perché nessuno la farà mai al posto suo.

    Il canto del cigno della carriera musicale di Domenico Modugno è Delfini (Sai che ci piace), cantata nel ’93 in coppia con suo figlio Massimo, melodico e struggente racconto di un rapporto tra padre e figlio. Modugno venne a mancare l’anno seguente, il 6 agosto 1994.

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