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Antonello Zara morto, il padre contro la sentenza beffa: ‘Mio figlio vale 231 euro’

Antonello Zara morto, il padre contro la sentenza beffa: ‘Mio figlio vale 231 euro’
da in Spettacoli, Televisione, Uomini e Donne
Ultimo aggiornamento:

    E’ un giorno triste per la famiglia di Antonello Zara, l’ex tronista di Uomini e Donne morto nel 2008 in seguito a un gravissimo incidente stradale. La sentenza definitiva sugli eventi di quel maledetto giorno ha condannato il responsabile, Matteo Sgariboldi, a un anno di reclusione con sospensione della pena e a una multa di 231 euro. Enorme la rabbia e l’indignazione di Valter Zara, papà della vittima.

    Antonello Zara, noto per aver partecipato a Uomini e Donne e per aver intrecciato una burrascosa relazione sentimentale con Valentina Gioia, è deceduto nel 2008, mentre si trovava in vacanza in Costa Smeralda. Il giovane si trovava a bordo del suo scooter quando venne travolta da una BMW, guidata contromano a tutta velocità. Il conducente, l’allora ventiduenne Matteo Sgariboldi, non si fermò nemmeno a soccorrere Antonello, che morì per i traumi riportati.

    A sei anni di distanza, giustizia non è stata fatta, come ha spiegato con profonda amarezza il padre dell’ex tronista:

    ‘Aver strappato la vita a mio figlio è costato al suo assassino solo 231 euro di multa e una condanna a un anno, con pena sospesa. Questo l’incredibile e ingiusto verdetto della giustizia italiana, sebbene il mio Antonello sia stato travolto da un automobilista che andava contromano e ben oltre i limiti di velocità. Quello che è successo dopo è misterioso. A quel giovane è stato concesso di tornare a casa, nessuno gli ha fatto l’alcoltest o ha controllato se fosse drogato. Gli agenti si giustificarono dicendo che era stanco. Non è incredibile? Questa storia appare ancora più assurda se si pensa che a mio figlio, ormai morto, prelevarono il sangue proprio per accertare se fosse ubriaco.

    Non lo era: era perfettamente in sé.’

    Queste le parole rilasciate da Valter Zara alla rivista Giallo, che ha raccolto lo sfogo dell’uomo. Lui e la moglie si sono battuti in tutti questi anni per cercare di avere giustizia, e per evitare che altri casi analoghi si ripetano:

    ‘Quel che più mi fa rabbia è pensare che chi ha ucciso mio figlio non abbia mai pagato. Non dico che dovesse finire in carcere, ma sarebbe stato giusto che facesse alcuni mesi ai servizi sociali. Non ci ha mai neppure chiesto scusa. Antonello non c’è più, ma lo sento vicino: passo ore nella sua camera, da qui combatto per l’introduzione del reato di omicidio stradale, perché quello che è successo a me e a mia moglie Patrizia non accada ad altri: la vita di un ragazzo non può valere solo 231 euro.’

    Una vincenda davvero sconcertante, che non può essere definita in altro modo.
    Il comune di Verona ha intanto dedicato una targa e un parco giochi alla memoria dell’ex tronista, di cui tutti ricordano il sorriso solare e lo sguardo limpido.

    Targa in ricordo di Antonello

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