1992, su Sky Atlantic la serie tv su Tangentopoli: nel cast anche Stefano Accorsi

1992, su Sky Atlantic la serie tv su Tangentopoli: nel cast anche Stefano Accorsi

    Arriva finalmente 1992. Su Sky Atlantic in autunno la serie tv su Tangentoli che avrà nel cast anche Stefano Accorsi. Gli anni dell’inchiesta Mani Pulite finiranno raccontati sul piccolo schermo nella nuova serie tv in onda sul canale 110 di Sky, dal titolo 1992. Attesa tanto quanto basta, arriva in autunno nella futura programmazione di Sky (che oggi diventa europea a più non posso). I grandi mali dell’Italia degli anni ’90; quelle grosse cifre di denaro che circolavano tra i potenti del passato ancora presente: basti pensare ai più attuali scandali-emblema di Expo o Mose e, la sceneggiatura, che si pregia del contributo di Stefano Accorsi, sembra già strizzare l’occhio, e volentieri, ad una doppia chiave di lettura anche moderna: il presente, come il passato.

    In questo senso, la prima scena con cui si apre la serie tv è emblematica: i soldi delle tangenti gettati nel water dall’allora presidente del Pio Albergo Trivulzio Mario Chiesa, per quella che già in tanti definiscono la serie kolossal della nuova stagione televisiva, e che porta la firma del regista Giuseppe Gagliardi, al timone della prima serie tv dopo i lungometraggi Tatanka, ispirata ad un libro di Roberto Saviano, e La vera leggenda di Tony Vilar nel 2006.

    Il period drama è stato in lavorazione da più di due anni: ci vuole il tempo che ci vuole per raccontare la storia di “sei persone comuni” che si intreccia col terremoto politico e sociale innescato dall’inchiesta Mani Pulite anche se i protagonisti narrati dalla serie non sono quelli della realtà:

    Non sono i veri Chiesa, Di Pietro… Abbiamo incontrato magistrati, giornalisti, politici – dice a Repubblica la sceneggiatrice Rampoldi – per farci un’idea e poi costruire grandi personaggi di finzione, archetipi, inseriti dentro il racconto: sono finti, la storia intorno a loro è vera. Usiamo i loro occhi, questo ci ha permesso una grande libertà, la possibilità di costruire personaggi doppi, sfaccettati, e di muoverci nelle faccende private. La complessità è sempre più interessante‘.

    Per raccontare gli intrecci criminali di ormai vent’anni fa, e le ricadute sul presente che ancora affannano il Belpaese, ci saranno 10 episodi. Immagini “girate” si alterneranno a quelle di repertorio: una scelta peraltro già fatta da Pif nel film La mafia uccide solo d’estate, da cui presto Rai Uno trarrà una serie per la televisione. Con Wildside, prodotta da Sky in collaborazione con La7 è destinata come Gomorra a far parlare di sé per la salienza del racconto:

    Nati in quegli anni, con la tv accesa, Paolo Brosio col tram alle spalle, i tifosi del Pool. Questo è stato l’incipit, con un plot forte: intrecci, intercettazioni, tradimenti, sesso, denaro. Tutti vogliono cogliere la loro occasione come in Bel Ami.

    Nessuno avrebbe potuto fare quella vita, all’improvviso si sente il più potente. I personaggi sono falsi, l’inchiesta è vera. Li raccontiamo senza esprimere giudizi‘, ha detto il produttore Lorenzo Mieli.

    In sottofondo, inoltre, il cambiamento di moda e musica degli anni ’90, che accompagna gli attori Antonio Gerardi (Di Pietro), Pietro Ragusa (Gherardo Colombo), Guido Buttarelli (Umberto Bossi) e Peppe Voltarelli che dà voce e volto a Roberto Maroni. Centocinquanta personaggi, tra cui tra gli altri spiccano le partecipazioni di Stefano Accorsi con il personaggio di Leonardo Lotte e Miriam Leone nei panni di Veronica Castello.

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