Malattie sessualmente trasmissibili, l’allarme: più 400% casi di sifilide in Italia

Ogni anno, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, verrebbero diagnosticati 498,9 milioni di nuovi casi delle quattro patologie sessualmente trasmissibili più diffuse: gonorrea, sifilide, clamidia e tricomoniasi.

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    Malattie sessualmente trasmissibili, l’allarme: più 400% casi di sifilide in Italia

    E’ allarme in Italia per le malattie sessualmente trasmissibili: crescono vertiginosamente i dati sulla diffusione di numerosi agenti patogeni legati all’attività sessuale, uno su tutti quello della sifilide, che ha registrato un aumento del 400% dei casi dal 2000. A diffondere l’allerta sono stati gli esperti dell’Associazione dermatologi ospedalieri (Adoi), riuniti a Roma fino al prossimo 21 ottobre, in occasione del 56esimo congresso nazionale.

    Dagli ultimi dati emerge che i casi di trasmissione di virus HIV sono stabili tra i giovani, mentre tra gli over 50 è stato registrato un picco di nuove infezioni. Per quanto riguarda invece la gonorrea, i casi in Europa sono raddoppiati tra il 2008 al 2013. Sarebbero oltre 20 gli agenti patogeni, tra batteri, virus, funghi e parassiti che possono insinuarsi nell’organismo durante l’attività sessuale, trasformando ogni rapporto non protetto in un rischio concreto per la propria salute.

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno l’impatto delle quattro malattie sessualmente trasmissibili, gonorrea, sifilide, clamidia e tricomoniasi, si quantifica in 498,9 milioni di nuovi casi: ciò significa che nel mondo oltre un milione e mezzo di persone ogni giorno si ammala per una malattia a trasmissione sessuale. Per quanto riguarda invece la situazione in Italia, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, parlano di un aumento costante negli anni: si è passati dai circa 3500 del 2006 ai circa 6500 del 2013.

    ‘In Europa, dalla metà degli anni ’90 alcune Mst hanno trovato ‘terreno fertile’ per espandersi dopo un decennio di declino dei trend epidemiologici, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi di popolazione maggiormente a rischio, ad esempio i maschi omosessuali. Negli ultimi anni poi questa crescita è stata amplificata dalla facilità a degli incontri sessuali occasionali dovuta all’utilizzo di Internet e delle App’, ha spiegato Antonio Cristaudo, Presidente del 56mo Congresso Adoi.