Vaccini, falsi miti da sfatare (a cui molti credono)

Una guida contro le bufale per smentire i più comuni falsi miti sui vaccini attraverso una corretta informazione raccolta da voci esperte

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    Sui vaccini circolano molte informazioni parziali se non addirittura bufale. Per cercare di arginare il diffondersi di falsi miti e leggende metropolitane sui vaccini, sulla loro efficacia e la loro pericolosità, la Società Italiana di Pediatria ha lanciato una sorta di manifesto che ha come scopo quello di fare necessaria chiarezza, smentendo quei falsi miti sui vaccini a cui molti credono, perché sono diventati talmente comuni da diffondersi senza avere alcun controllo su base scientifica. La guida che vi presentiamo nelle seguenti schede è stata stilata raccogliendo il lavoro svolto da un gruppo di esperti in materia, i cui nomi sono stati annotati alla fine, per una maggiore chiarezza. Ecco allora i più comuni falsi miti sui vaccini.

    VACCINI: UNA GUIDA

    Il prof. Giovanni Corsello, Presidente della Società Italiana Pediatria / Ansa

    “Il più comune falso mito è credere che le malattie infettive siano scomparse e che i vaccini siano inutili. Al contrario il calo delle vaccinazioni sta facendo riemergere malattie che credevamo debellate, come la pertosse e la difterite”, chiarisce il Presidente SIP Giovanni Corsello, una delle firme autorevoli della guida che vi presentiamo nelle seguenti schede in cui abbiamo raccolto i più comuni falsi miti sui vaccini.

    I VACCINI CONTENGONO INGREDIENTI E ADDITIVI PERICOLOSI

    I vaccini sono composti da molti elementi, oltre al principio attivo, ossia l’antigene – che solitamente è un microorganismo (virus o batterio) attenuato o inattivato – sono presenti un liquido di sospensione – generalmente si tratta di acqua distillata sterile o soluzione fisiologica sterile – e adiuvanti come sali di Alluminio, che stimolano la risposta immunitaria rendendola duratura.

    Sono presenti anche stabilizzanti come albumina e gelatina, e infine antibiotici con basso rischio allergico, utilizzati in dosi molto basse per prevenire la crescita batterica: i più utilizzati sono la neomicina, la kanamicina e la streptomicina.

    Tutte queste sostanze sono presenti in quantità minimali e nella stragrande maggioranza dei casi non costituiscono alcun problema per la salute. Saltuariamente si possono verificare reazioni allergiche locali.

    L’uso di conservanti a base di mercurio (timerosal) è stato completamente abbandonato nel 2002, sia per l’attenzione mediatica esplosa in quel periodo, sia per la scomparsa di vaccini in confezione multidose per i quali era utilizzato.

    LE MALATTIE INFETTIVE STAVANO GIÀ SCOMPARENDO PRIMA DELL’INTRODUZIONE DEI VACCINI

    Chi nega il ruolo predominante delle vaccinazioni nel controllo di molte malattie infettive afferma che queste siano scomparse o ridotte per le migliorate condizioni economiche e sanitarie. In realtà non è così. Un esempio per tutti? La poliomielite, che è sempre esistita ed infatti epidemie si sono verificate, per esempio, in Europa anche negli anni ’50-’60 in un periodo di radicale miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. È solo dopo l’introduzione su vasta scala del vaccino anti-polio negli anni ’60 che si è assistito alla scomparsa della patologia.

    CON LA CURA DELL’IGIENE I VACCINI NON SONO NECESSARI

    Non è vero che con una migliore igiene le malattie spariscono e i vaccini non sono necessari. Le malattie infettive non sono state completamente debellate, solo il vaiolo è scomparso e questo grazie al vaccino. Ma le malattie possono ritornare se interrompiamo i programmi di vaccinazione. Anche se una migliore igiene, lavarsi le mani e usare acqua pulita aiutano a proteggere le persone dalle malattie infettive, molte infezioni possono diffondersi indipendentemente dal nostro livello di pulizia. Se le persone non sono vaccinate, le malattie divenute infrequenti, come la poliomielite e il morbillo, ricompariranno rapidamente.

    I VACCINI SONO INUTILI PERCHE’ LE MALATTIE INFETTIVE SONO STATE DEBELLATE DAI MIGLIORAMENTI DELLA QUALITÀ DELLA VITA

    Molte patologie si sono fortemente ridotte in Occidente e potrebbero essere debellate solo con una vaccinazione di massa. La poliomielite ad esempio, come detto, è scomparsa in Europa e in molti Paesi grazie alla vaccinazione, ma può tornare se calano le coperture vaccinali. Un’epidemia è stata descritta in Olanda negli anni ‘90 in un gruppo di adepti della Chiesa Olandese Protestante Riformata che rifiutavano di vaccinare i propri figli, con 72 episodi di infezione, 2 morti e 59 paralizzati a vita. Recentemente (2015) un focolaio di paralisi flaccida acuta è stato registrato in Siria, con 36 casi in bambini di età inferiore ai 2 anni non vaccinati o solo parzialmente vaccinati a causa della guerra. Per cui è solo grazie alla vaccinazione di massa che molte malattie infettive sono sotto controllo e potranno essere debellate nel prossimo futuro.

    LE MALATTIE DEI BAMBINI SONO UNA SFORTUNATA COINCIDENZA

    Le malattie prevenibili con i vaccini non sono “circostanze della vita” sfortunate. Le malattie come morbillo, parotite e rosolia sono gravi e possono condurre a serie complicazioni sia nei bambini sia negli adulti, tra cui polmonite, encefalite, cecità, diarrea, infezioni dell’orecchio, sindrome da rosolia congenita (se una donna contrae la rosolia nei primi mesi della gravidanza) e morte. Tutte queste malattie e sofferenze possono essere prevenute con i vaccini. La mancata vaccinazione contro tali malattie lascia i bambini inutilmente vulnerabili.

    I VACCINI NON SONO EFFICACI, NON PROTEGGONO IL 100% DEI VACCINATI

    Proprio perché i vaccini non hanno un’efficacia del 100% bisogna avere e mantenere percentuali di coperture vaccinali sempre alte. In tale modo, con l’associazione degli eventuali richiami vaccinali previsti nel corso della vita, è possibile avere un numero sempre maggiore di soggetti immunizzati, che impediranno agli specifici virus e batteri di trasmettere malattie infettive, anche alle persone che non hanno risposto in maniera efficace ai vaccini. Questa condizione viene definita con il nome di “immunità di gregge” (leggi qui per saperne di più). Bisogna tenere presente che anche alcune malattie infettive, come ad esempio la pertosse, non conferiscono una protezione per tutta la vita, per cui è sempre preferibile proteggersi con la vaccinazione, in maniera tale da avere sempre elevati livelli di protezione e acquisire sempre più la consapevolezza dei reali benefici della vaccinazione.

    LA VACCINAZIONE PUO’ ESSERE FATALE

    I vaccini hanno un ottimo profilo di sicurezza. Molte reazioni ai vaccini sono solitamente minori e temporanee, come un braccio dolente o febbre leggera. Eventi gravi per la salute sono estremamente rari e attentamente monitorati ed esaminati. È più probabile avere effetti gravi da una malattia prevenibile con il vaccino che da un vaccino. Ad esempio, la poliomielite può causare paralisi, il morbillo può causare encefalite e cecità e alcune malattia prevenibili con i vaccini possono portare anche alla morte. Qualsiasi riferimento a lesione grave o morte causata dai vaccini risulta eccessiva e i benefici della vaccinazione superano di gran lunga i rischi e certamente si verificherebbero molte più lesioni e morti senza i vaccini.

    SE LA MAGGIOR PARTE DELLE MALATTIE PREVENIBILI CON LE VACCINAZIONI SONO SCOMPARSE O QUASI, PERCHÉ DOVREI VACCINARE MIO FIGLIO INUTILMENTE?

    Perché non bisogna abbassare la guardia nei confronti del nemico! Il successo della scomparsa dal 1980 di una malattia infettiva come il vaiolo, che da sola causava circa 5 milioni di morti ogni anno, è dovuto soprattutto alla vaccinazione, ma per molte altre malattie infettive potenzialmente gravi, che possono essere prevenute con la vaccinazione, c’è ancora molto da fare in quanto in Europa e nel mondo si verificano ancora focolai infettivi. La vaccinazione resta comunque un importante strumento di prevenzione che con un unico gesto permette di offrire sia una protezione individuale e sia una protezione della collettività; non a caso la stessa OMS recentemente ha dichiarato che i vaccini prevengono più di 2,5 milioni di morti ogni anno e che i bambini, essendo maggiormente a rischio di contrarre malattie prevenibili con i vaccini, vanno protetti sin dai primi mesi della loro vita.

    Di fatto, anche se le malattie prevenibili con il vaccino sono diventate infrequenti in molti Paesi, gli agenti infettivi che le causano continuano a circolare in alcune parti del mondo. In un mondo altamente interconnesso, tali agenti possono superare le barriere geografiche e infettare chiunque non sia protetto. Nell’Europa occidentale, ad esempio, dal 2005 si sono verificati focolai di morbillo in popolazioni non vaccinate in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svizzera. Pertanto due ragioni primarie per vaccinarsi sono proteggersi e proteggere chi sta intorno a noi. Il successo dei programmi di vaccinazione, così come il successo di una società, dipende dalla collaborazione di ciascun individuo ad adoperarsi per il bene di tutti. Non bisogna quindi contare su chi ci circonda per bloccare la diffusione di una malattia, anche noi dobbiamo fare la nostra parte.

    I VACCINI CAUSANO L’AUTISMO

    A tutt’oggi dai tantissimi studi scientifici effettuati non emerge alcun dato su possibile nesso di causalità tra vaccini ed autismo. L’unico studio del 1998 che riportava un possibile legame causale fra vaccino contro morbillo-parotide-rosolia e autismo si è rivelato gravemente fallace, al punto che lo stesso autore dello studio, un medico britannico, nel maggio 2010 è stato radiato dall’Ordine professionale mentre il suo studio è stato ritrattato dalla prestigiosa rivista su cui era stato pubblicato. Anche se questa triste storia è stata utilizzata in maniera speculativa da parte degli antivaccinatori, recentemente c’è stata una netta presa di posizione finanche dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che in uno specifico documento a domande-risposte sui disturbi autistici ribadisce che “i dati epidemiologici disponibili non mostrano alcuna evidenza di un legame tra vaccino MPR e disordini dello spettro autistico”, come pure “non esiste evidenza che qualunque altro vaccino pediatrico possa aumentare il rischio di questi disturbi” ed inoltre che revisioni commissionate dalla stessa OMS hanno concluso che “non esiste associazione tra l’impiego nei vaccini di conservanti come il timerosal e disturbi dello spettro autistico”.

    IL VACCINO COMBINATO CONTRO DIFTERITE, TETANO E PERTOSSE E IL VACCINO CONTRO LA POLIOMELITE CAUSANO LA SINDROME DELLA MORTE IMPROVVISA DEL LATTANTE

    Non esiste nesso causale tra la somministrazione dei vaccini e la morte improvvisa del lattante, tuttavia tali vaccini vengono somministrati nel periodo in cui i neonati possono essere afflitti dalla sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). In altre parole, le morti per SIDS avvengono in coincidenza con il periodo di vaccinazione e si sarebbero verificate anche in assenza di vaccinazione. È importante ricordare che queste quattro malattie sono potenzialmente letali e i bambini non protetti dai relativi vaccini corrono un serio rischio di morte e invalidità grave.

    TANTI VACCINI SOMMINISTRATI IN UN’UNICA PUNTURA SONO DANNOSI

    Questo “falso mito” è stato sfatato sulla base delle conoscenze acquisite nell’ambito dell’immunologia. Il sistema immunitario del neonato è in grado di montare una eccellente risposta immunitaria poche ore dopo la nascita, come testimoniato dalla risposta protettiva nei confronti del vaccino contro l’epatite B somministrato nei nati da mamma con HBV dopo il parto. Il lattante è in grado di generare una completa risposta immunitaria sia umorale che cellulo-mediata in risposta a multiple somministrazioni vaccinali. La coniugazione dei vaccini con “proteine carrier” induce una risposta immunitaria addirittura più potente di quella indotta dalla malattia naturale. Il nostro sistema immune è in grado di riconoscere e di rispondere ad un elevatissimo numero di antigeni. Partendo dai principi dell’immunologia è possibile stimare il numero di vaccini a cui un bambino potrebbe rispondere in una sola volta: ovvero ogni bambino avrebbe la capacità teorica di rispondere a circa 10.000 vaccini contemporaneamente. Quanto alla falsa credenza riguardo all’indebolimento o alla sovra-stimolazione del sistema immunitario in concomitanza della somministrazione multipla di vaccini, numerosi studi hanno ormai dimostrato come la risposta umorale sia simile per le somministrazioni multiple e per le somministrazioni singole per la maggioranza dei vaccini attualmente in commercio.

    TROPPI VACCINI POSSONO SOPRAFFARE E INDEBOLIRE IL SISTEMA IMMUNITARIO, SOPRATTUTTO NEI BAMBINI PIÙ PICCOLI

    Fin dal momento della nascita, il nostro sistema immunitario incontra migliaia di virus e di batteri e produce anticorpi diretti contro gli antigeni che li compongono. Sappiamo che per mezzo degli anticorpi è in grado di riconoscere contemporaneamente almeno cento miliardi di antigeni. Quanti antigeni contengono i vaccini che somministriamo ai piccoli bambini? Negli anni ’80 dello scorso secolo iniettavamo più di 3000 antigeni per vaccinare contro 7 malattie (difterite, tetano, pertosse, polio, morbillo, parotite e rosolia). Grazie ai progressi delle biotecnologie, i vaccini sono molto più purificati: oggi iniettiamo 150 antigeni soltanto per vaccinare contro 14 malattie (alle precedenti si sono aggiunte emofilo, epatite B, varicella, pneumococco, meningococco B e C, rotavirus). Sono numeri che impegnano ben poco il sistema immunitario.

    Inoltre l’evidenza scientifica indica che la somministrazione contemporanea di diversi vaccini non ha alcun effetto avverso sul sistema immunitario del bambino. Ogni giorno, i bambini sono esposti a molte centinaia di sostanze estranee che attivano una risposta immunitaria. Il semplice atto di mangiare introduce nuovi antigeni nel corpo, e numerosi batteri vivono nella bocca e nel naso. Il bambino è esposto a molti più antigeni da un comune raffreddore o mal di gola che non dai vaccini. I vantaggi principali del ricevere diversi vaccini in una volta sono meno visite all’ambulatorio, che significa risparmio di tempo e denaro, e una probabilità più alta che i bambini completino le vaccinazioni raccomandate nei tempi stabiliti. Inoltre, quando è possibile avere una vaccinazione combinata, ad es. per morbillo-parotite-rosolia, sono necessarie meno iniezioni.

    L’INFEZIONE NATURALE È MEGLIO DELLA VACCINAZIONE. PRIMA DEL VACCINO TUTTI FACEVANO IL MORBILLO, LA ROSOLIA E NESSUNO È MAI MORTO PER QUESTO

    Prima che esistessero le vaccinazioni, talvolta i bambini morivano e si ammalavano con gravi complicanze, ed è per questo che la scienza ha studiato il miglior modo per evitare le malattie infettive. I vaccini non sono contrari alla natura, ma al contrario, agiscono proprio utilizzando i meccanismi di difesa naturali, stimolando una risposta immunitaria naturale atta a produrre anticorpi contro i virus e i batteri. Perciò i vaccini sono una conquista che evitano ogni anno 3 milioni di morti in tutto il mondo. Ad esempio, l’infezione naturale da morbillo provoca l’encefalite in uno su 1.000 bambini infettati e provoca la morte in 2 su 1.000 individui infettati. Il prezzo da pagare per immunizzarsi con l’infezione naturale potrebbe essere un ritardo mentale da Haemophilus influenzae di tipo B (Hib), difetti alla nascita causati da rosolia, cancro al fegato dal virus dell’epatite B o la morte da morbillo.

    Al contrario, la vaccinazione MMR (morbillo, parotite e rosolia) può provocare come complicanza una grave reazione allergica solo in uno su 1.000.000 di soggetti vaccinati. Perciò i benefici della immunità acquisita con le vaccinazioni raccomandate, superano straordinariamente i gravi rischi della infezione naturale. In conclusione è molto più sicuro vaccinarsi piuttosto che subire la malattia naturale.

    LE PERSONE VACCINATE CONTRO L’INFLUENZA LA PRENDONO LO STESSO

    L’influenza non è solo un ‘fastidio’, è una delle malattie infettive a maggior impatto sociale, poiché provoca ogni anno in Italia da 5 a 8 milioni di casi con circa 8.000 morti con e alti costi economici per la Sanità pubblica. È una malattia seria che uccide da 300.000 a 500.000 persone in tutto il mondo ogni anno. I più colpiti sono le donne in gravidanza, i bambini piccoli, le persone anziane che non godono di buona salute e chiunque sia affetto da una condizione cronica, come l’asma o una cardiopatia. La vaccinazione anti-influenzale è in grado di ridurre complicanze, ospedalizzazioni e morti. La vaccinazione delle donne in gravidanza ha il beneficio aggiunto di proteggere anche i loro neonati, dato che attualmente non esiste vaccino per i lattanti sotto i sei mesi.

    Si può contrarre l’influenza anche se si è vaccinati? Sì, è possibile per tre motivi: a) ci vogliono circa due settimane affinché la protezione generata dalla vaccinazione sia ottimale, e durante questo lasso di tempo è possibile contagiarsi. b) i virus dell’influenza mutano spesso e i ceppi contenuti nel vaccino sono scelti in febbraio; può quindi capitare che vi sia una leggera differenza tra i ceppi vaccinali e i virus in circolazione c) gli anziani rispondono meno bene alla vaccinazione nonostante, se la contraggono, i rischi di complicazioni siano nettamente ridotti. Dunque, qualche “fisiologico” caso di non efficacia del vaccino e qualche inevitabile episodio di “mismatch” (ossia la discrepanza tra la protezione offerta dal vaccino stagionale e gli antigeni circolanti) non tolgono all’attuale strategia della raccomandazione su larga scala un profilo di costo-efficacia che collocano la vaccinazione antinfluenzale tra una delle massime priorità nel campo della Sanità pubblica.

    Le risposte che avete letto in questa guida sono state fornite dal gruppo di esperti che ha partecipato all’evento “A scuola di vaccini” promosso dalla Società Italiana di Pediatria nell’ambito degli Stati Generali della Pediatria che è si è tenuto il 19 novembre scorso alla Camera dei Deputati: Roberta Siliquini, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità; Giampietro Chiamenti, Presidente FIMP; Carlo Signorelli, Presidente SITI; Luisa Galli, Presidente SITIP; Alberto Villani, vicepresidente SIP; Roberto Ieraci, ASL Roma E; Guido Castelli Gattinara, responsabile vaccinazioni Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; Andrea Bartuli, responsabile ambulatorio polispecialistico Malattie rare Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; Rocco Russo, responsabile area vaccini sito SIP; Gianvincenzo Zuccotti, Dipartimento Pediatria Ospedale dei Bambini – V. Buzzi, Milano; Alberto G. Ugazio, Direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica Ospedale Bambino Gesù; Giuseppe Masnata, Presidente SIP Sardegna.