Siringhe infette nelle pompe di benzina, l’ultima bufala virale che gira sul web

La foto postata su vari social arriva dagli USA (e non da Verona) ed era già stata sbugiardata tempo fa

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    Siringhe infette nelle pompe di benzina, l’ultima bufala virale che gira sul web

    Non esistono siringhe infette nelle pompe di benzina. Se avete trovato sulla vostra bacheca l’immagine di una pompa di benzina con un ago ipodermico che esce dal manico sappiate che siete di fronte a una bufala conclamata, come hanno dimostrato i più noti siti anti fake news italiani, Bufale.net e Butac.it e come già aveva scoperto Snopes.com negli Stati Uniti. Le foto postate sui profili italiani sono due, di cui una con diversi errori grammaticali nella didascalia: entrambe sarebbero state scattate in provincia di Verona. In realtà la foto proviene dagli Stati Uniti così come la leggenda metropolitana delle siringhe infette, virale già nel 2000 e già allora smontata e smascherata come fake news.

    Nell’era della disinformazione online è sufficiente che un post o un’immagine, fuori da ogni contesto e senza alcun riferimento, venga diffusa con una semplice didascalia dai toni allarmistici per far scattare l’allarme.

    Ora tocca alla bufala delle siringhe infette nelle pompe di benzina fai da te. Nonostante l’assenza di ogni notizia ufficiale da fonti autorevoli, a partire dalle Forze dell’Ordine, sempre più persone stanno diffondendo la foto, creando solo panico inutile.

    Perché diciamo che è una bufala? Prima di tutto perché non è stata scattata di recente nella provincia di Verona, come invece riportano i due post su Facebook, ma in California, e precisamente a San Bernardino, lo scorso maggio da José Medina, il protagonista di una curiosa vicenda locale.

    Il 25 maggio 2017 appare sul sito di Foxla.com la notizia di un uomo punto da una ago ipodermico incastrato nel manico di una pompa di benzina. Si tratta per l’appunto di Medina, fermatosi a fare benzina in una stazione della Moreno Valley mentre andava al lavoro: una volta punto, ha scattato la foto e pubblicata sui social, per poi recarsi in ospedale dove è stato medicato e curato “nel caso avesse contratto qualcosa“, si legge nell’articolo di Foxla.com.

    Gli agenti stanno indagando sul caso e potrebbero essere utili le telecamere apposte sul tetto della stazione di benzina: al momento non si hanno altri dettagli sul singolo episodio.

    Lo stesso sito di news ricorda fin dall’inizio che una storia simile era già stata sbugiardata anni fa da Snopes.com. Nel 2000 infatti girava la leggenda metropolitana di aghi infetti incastrati nelle pompe di benzina: a diffonderla sarebbe stato tale Abraham Sands del Dipartimento di Polizia di Jacksonville. Come dimostrò Snopes, nessun Abraham Sands ha mai lavorato nella polizia della cittadina, mentre il Centers for Disease Control and Prevention confermò di non aver mai avuto notizia di qualcuno infettato da un ago nascosto in una pompa di benzina.

    L’immagine è tornata virale anche negli USA come dimostra un post di Ashton P. Woods, sieropositivo, che cita la stessa foto trovata su diversi profili social americani (e non italiani) e sottolinea lo stigma sociale che ancora oggi colpisce i malati di Aids, come dimostrano i commenti alle foto.

    La realtà sull’HIV è ben più preoccupante, come dicono i dati reali e non le bufale del web. Come ha sottolineato il Telefono Verde AIDS, il servizio dell’Ist – Infezioni sessualmente trasmesse – dell’Istituto superiore di Sanità che ha appena compiuto 30 anni, negli ultimi anni è aumentata la disinformazione degli utenti. A chiamare sono spesso uomini (75,4%), che dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali (56,8%) in una fascia di età compresa tra i 25 e i 39 anni (57%): circa la metà delle persone che chiamano non fa il test Hiv.

    Da tutto questo si evidenzia una percezione del rischio notevolmente abbassata“, ha commentato il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, Gianni Rezza. “Le infezioni sessualmente trasmesse sembrano destare in generale meno attenzione. Serve una maggiore consapevolezza fra i giovani nell’evitare comportamenti sessuali sbagliati perché questo ha a che fare con il loro futuro“, la sua conclusione.

    L’amara verità è che riusciamo a credere alla bufala di aghi infetti nelle pompe di benzina perché “l’ho letto su Internet” e non crediamo alla verità scientifica, anche quando ce la dicono scienziati e istituzioni.