NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Epatite C: sintomi, cura, trasmissione, farmaci e vaccino

Epatite C: sintomi, cura, trasmissione, farmaci e vaccino

Grazie ai progressi della ricerca scientifica l'Epatite C ha una nuova cura e la guarigione può avvenire con farmaci antivirali innovativi che hanno meno effetti collaterali. Vediamo cos'è l'epatite C, i sintomi, come si trasmette, quali sono i nuovi farmaci e come si possono comprare all'estero

da in Farmaci, Malattie, Malattie gravi, News Salute, Salute, Virus
Ultimo aggiornamento:
    Epatite C: sintomi, cura, trasmissione, farmaci e vaccino

    Scopriamo di più su Epatite C, sintomi, cura, trasmissione, farmaci nuovi e vaccino per l’epatite. Vediamo cos’è l’Epatite C, quali sono i sintomi dell’Epatite C, come avviene la trasmissione, quale cura si usa, i nuovi farmaci per guarire dall’epatite e a che punto siamo con il vaccino.

    L’epatite C è una malattia che consiste nell’infiammazione delle cellule del fegato, causata da un’infezione ad opera di vari virus (virus HCV) ma anche da alcune sostanze tossiche, da malattie autoimmuni e da condizioni ereditarie.

    L’Epatite C non ha sintomi, spesso, e si evolve senza provocare particolari segnali, oppure essi possono essere molto lievi. Per questo motivo può accadere che il soggetto non si renda conto dell’avvenuto contagio e quindi non si metta subito in cura per l’epatite C in maniera efficace, favorendone la trasformazione in epatite C cronica, che può danneggiare in maniera forte il fegato ed essere alla base di conseguenze e complicazioni, come, ad esempio, la cirrosi epatica e il tumore al fegato. Ad ogni modo i sintomi dell’Epatite C possono essere l’affaticamento, la nausea o il vomito. Il soggetto affetto dall’epatite C può avere la febbre e presentare brividi di freddo. Può accadere che l’urina diventi di colore più scuro e le feci più chiare. La colorazione della pelle e degli occhi può apparire giallastra e il paziente può provare un dolore al fianco destro, che può diffondersi fino a coinvolgere la schiena.

    Per gli individui affetti dall’Epatite C la cura prevede prima di tutto di riposare molto, di bere liquidi in quantità sufficiente, di evitare in maniera categorica l’alcol e di seguire un’alimentazione semplice e facilmente digeribile. Inoltre viene raccomandato di eseguire il vaccino contro l’epatite A e l’epatite B.

    La cura per l’epatite C non è altro che unaterapia farmacologica a base di medicinali che, specialmente negli ultimi tempi, con il progredire della ricerca medica, si stanno rivelando particolarmente efficaci. Sono in commercio, infatti, delle combinazioni nuove di molecole che stanno risultando efficaci nel 100 per cento dei casi.

    Come si trasmette l’Epatite C? Sono diversi i modi in cui si può avvenire la trasmissione dell’Epatite, se non si prendono le dovute precauzioni, ma l’epatite C non si scambia con la saliva, o scambiandosi un abbraccio, bensì tramite contagio ematico e per via sessuale, quindi la trasmissione dell’Epatite C avviene tramite:

    • rapporti sessuali con una persona infetta;
    • scambio di siringhe infette, tipico del consumo di droga per via venosa;
    • uso di lamette da barba in comune o altri oggetti appuntiti come pinzette, strumenti per manicure e pedicure, come anche gli aghi per i tatuaggi non sterilizzati, che possono andare a contatto con il sangue infetto;
    • trasfusione di sangue infetto o trapianto;
    • esposizione professionale, a carico di personale medico e paramedico;
    • in via verticale, tramite la gravidanza e parto nel caso dell’esposizione perinatale.

    I farmaci più utilizzati fino al 2013 per curare l’Epatite C sono stati i farmaci antivirali a base di boceprevir e telaprevir (soprattutto per il genotipo 1 e 4), che andavano a integrare la cura storica a base di interferone alfa e ribavirina. Questi principi attivi sono in grado di inibire la sintesi dell’enzima che interviene nel processo di replicazione del virus ma dato che la terapia aveva troppi effetti collaterali e ancora troppo bassa percentuale di guarigione, nel 2013 la FDA ha approvato definitivamente il farmaco sofosbuvir per il trattamento dell’epatite C.

    Il sofosbuvir ha rivoluzionato la terapia per l’Epatite C, queste nuove molecole ad azione diretta sul virus permette di ridurre la terapia a 3-6 mesi contro i 6-12 mesi degli attuali trattamenti. Inoltre l’utilizzo di queste nuove molecole e combinazioni (Sofosbuvir, Simeprevir, Daclatasvir, Grazoprevir, Elbasvir, la combinazione Sof/ledipasvir oltre alla combinazione Sofosbuvir/Velpatasvir e la terapia 3D) mostra l’efficacia nella eliminazione del virus fino al 100% dei casi.

    Dato che questi nuovi farmaci sono molto costosi, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha individuato i criteri di rimborsabilità dando priorità di trattamento a chi sta peggio tra tutti i pazienti affetti da epatite C cronica, quindi si parte con:

    • Pazienti con cirrosi cronica che non possono sottoporsi a trapianto epatico e quelli in lista da almeno due mesi;
    • Pazienti con Epatite ricorrente HCV-RNA positiva del fegato trapiantato;
    • Pazienti con Epatite cronica e gravi manifestazioni extra-epatiche HCV-correlate;
    • Pazienti con Epatite cronica con fibrosi METAVIR F3 (e F0-F2 solo per simeprevir);
    • Pazienti con Epatite cronica in attesa di trapianto d’organo (non fegato) o di midollo, oppure dopo trapianto di organo (non fegato) o di midollo con fibrosi METAVIR ≥2;
    • Operatori sanitari infetti;
    • Pazienti con Epatite cronica o cirrosi epatica e insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico;

    Fino ad ora potevano accedere alla cura solo i pazienti più gravi, ma la novità è arrivata il 31 marzo 2017 con una circolare del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che chiarisce che i pazienti che non rientrano nei criteri di cura fissati dall’Aifa potranno lo stesso ottenere i farmaci anti epatite C di provenienza certificata, per uso personale, comprandoli all’estero. La nuova circolare Lorenzin permette dunque a chi non rientra nei criteri per ottenere il farmaco dal servizio sanitario italiano, o comunque non vuole aspettare a lungo per avere il trattamento, di andarlo a comprare in altri Stati o di farselo spedire direttamente a casa su richiesta del medico curante (e con ricetta valida), l’importante è che il trattamento terapeutico acquistato all’estero non sia superiore a 30 giorni.

    Il virus dell’epatite C può sopravvivere fino a tre settimane fuori dal corpo a temperatura ambiente, ma purtroppo non esiste ancora un vaccino contro l’HVC, a differenza dei vaccini per l’epatite A e B.

    1194

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN FarmaciMalattieMalattie graviNews SaluteSaluteVirus
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI